I libri sullo scaffale: gli studenti scelgono i soldi al posto della conoscenza

Più della metà degli studenti ha bisogno di lavorare, mentre alcuni lo fanno per ripagare il prestito per lo studio 

Più del 60% degli studenti universitari combinano lo studio con il lavoro. Inoltre, quasi la metà (44%) non lavora nell’ambito della propria specializzazione, ma solo per i soldi. A questi risultati sono giunti i ricercatori della compagnia di recruitment HeadHunter. Nell’Unione panrussa degli studenti è stato sottolineato come chi studia deve dedicare il proprio tempo per l’apprendimento a dei lavoretti perché ricevono borse di studio misere. A causa di ciò, la qualità della loro formazione sta peggiorando notevolmente. I rappresentanti delle istituzioni universitarie evidenziano come il lavoro durante gli studi aiuti gli studenti a meglio orientarsi nel mercato del lavoro. 

Per i soldi 

Agli studenti russi degli istituti scolastici superiori tocca combinare lo studio con il lavoro. Una nuova ricerca della compagnia di recruitment HeadHunter ha mostrato che, in questa categoria, il 61% sono studenti universitari, mentre la gran parte dei restanti semplicemente non è riuscita a trovare delle varianti adatte. 

Quasi la metà di coloro che coniuga lo studio con il lavoro (44%) sono impiegati in ambiti non legati alla preparazione ricevuta nei loro studi. Tuttavia, in pratica, un quarto degli studenti dedica al lavoro tutta la giornata. Gli studenti che lavorano di più si trovano nel territorio di Krasnodar (sono il 72%), mentre lavorano meno di tutti nella regione di Tomsk (50%).

Gli intervistati hanno sottolineato che hanno iniziato a lavorare per denaro. La maggior parte di questi studenti si trova a San Pietroburgo (87%) e nel Distretto Federale Siberiano (86%). Tuttavia, il 53% degli studenti lavoratori non vorrebbe rimanere nella stessa azienda dopo la conclusione degli studi. 

Ancora un’altra ricerca di HeadHunter ha dimostrato che, secondo i risultati del 2019, il numero dei posti di lavoro per i giovani nelle grandi città russe è aumentato: a Ekaterinburg del 42%. Quest’ultima è uno dei più importanti indicatori tra i centri amministrativi russi e tra le grandi città. Dietro di essa seguono Chabarosk (29%), Nižnij Novgorod e Krasnodar (26%). La crescita meno rilevante l’ha registrata Mosca: nella capitale il numero dei posti di lavoro per i giovani specialisti è cresciuto in tutto dell’1%.

Invece, i posti di lavoro più diffusi, dedicati ai giovani, sono il cameriere, il venditore, il cuoco, il corriere, il commesso e l’addetto ai clienti.

Il vice rappresentante dell’Unione panrussa degli studenti, Michail Gusev, ha dichiarato a «Izvestija» che, a causa dell’unione dello studio con il lavoro, la qualità della formazione degli studenti è peggiorata significativamente, perché, in pratica, non restano tempo e forze per lo studio e la preparazione.

— Questo problema esiste già da tempo e ancora non si è riusciti a risolverlo, – ha detto a «Izvestija» – Il valore delle borse di studio è lo stesso in tutta la Russia. Circa il 10% degli studenti riceve una borsa di studio aumentata per merito: 10-12 mila rubli, mentre la maggior parte riceve quella normale, vicino ai 3 mila rubli. È chiaro che è difficile vivere con questi soldi in una grande città. Perciò, agli studenti tocca contare o sull’aiuto dei genitori o guadagnare qualcosa da soli. Certamente, la gran parte vuole l’autonomia finanziaria e l’indipendenza. Principalmente gli studenti scelgono lavoretti con orari di lavoro molto flessibili, per esempio, i corrieri o i camerieri. Considerando che molti di loro vivono nei dormitori, i soldi guadagnati per vivere sono, in linea di principio, sufficienti.

Michail Gusev ha evidenziato che ci sono studenti che lavorano per ripagare il prestito preso per studiare. Di conseguenza, essi pagano non per continuare a studiare, ma semplicemente per ottenere un diploma. 

Non solo in biblioteca 

Il vicerettore dell’Accademia presidenziale russa dell’economia nazionale e della pubblica amministrazione Sergej Mjasoedov ritiene che sia necessario affrontare in modo tollerante la questione degli studenti lavoratori. 

— Se c’è pochissimo studio e molto lavoro non va bene, se c’è tanto studio e poco lavoro non va bene lo stesso. Bisogna imparare ad armonizzare. Alcuni dicono che se fai così, allora non ricevi approfondite conoscenze fondamentali. Altri dicono che nella maggior parte delle aree di studio esistenti gli studenti sono lontani dalla pratica. Da questo punto di vista, se gli studenti degli ultimi corsi iniziano a lavorare è persino un bene, – ha detto a «Izvestija» Sergej Mjasoedov. 

Adesso a causa dei cambiamenti molto veloci delle richieste per le professioni spesso si scopre che durante il periodo in cui uno studente studia in un’università quelle specializzazioni, per le quali viene preparato, scompaiono. Inoltre, la questione della concorrenza nel mercato del lavoro delle nuove professioni sta diventando più acuta per loro.

– È necessario aiutare i giovani a prepararsi per le attività pratiche e non per sedersi nelle biblioteche dalla mattina alla sera. L’accostamento di studio e lavoro in una forma ragionevole è la tendenza giusta e positiva. Quando la nostra accademia sviluppò una speciale laurea magistrale con la banca Sberbank, immediatamente nel programma di studio fu stabilito che, a partire dal secondo semestre, due giorni la settimana gli studenti dovessero svolgere uno stage presso la banca, in modo che vedessero su cosa lavorasse l’organizzazione creditizia, che tipo di persone ci fossero, quali competenze fossero richieste e in modo che potessero prepararsi secondo le esigenze specifiche dell’istituto finanziario. La loro esperienza ci permette di correggere il programma di studio -, ha spiegato il vicerettore dell’Accademia presidenziale russa dell’economia nazionale e della pubblica amministrazione.

A sua volta, Natalija Počinok, presidente della commissione di politica sociale della Camera pubblica e rettore dell’Università statale sociale russa, ritiene necessario motivare i datori di lavoro, nell’ambito di programmi orientati alla pratica, a organizzare più attivamente la risoluzione dei reali problemi di produzione da parte degli studenti e utilizzare la formula di un tirocinio retribuito. Bisogna anche supportare le università, compreso con dei sussidi, se lo studente ottiene il suo primo lavoro all’università o nei laboratori dei dipartimenti di base.

Fonte: iz.ru, 25/01/2020 – di Elena Sidorenko, traduzione di Rebecca Gigli 

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile

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