I fedeli fanno la fila per baciare le reliquie nonostante il coronavirus

I fedeli fanno la fila per baciare le reliquie nonostante il coronavirus. Perché è andata così e che cosa ne pensa la Сhiesa Ortodossa Russa.

 

Che cosa è successo?

Il 10 marzo a San Pietroburgo, nella Cattedrale di Kazan’, è stato trasportato un frammento delle reliquie di San Giovanni Battista. Nonostante la diffusione dell’infezione da coronavirus, a baciare l’oggetto sacro si sono presentati in centinaia. I giornalisti che erano presenti nella cattedrale affermano che le impronte dei baci vengono pulite con uno strofinaccio da un volontario, che però non sempre fa in tempo tra un fedele e l’altro, e che questa è l’unica misura di prevenzione. Le reliquie rimarranno a San Pietroburgo fino al 17 marzo, dopodiché faranno ritorno in Israele.

Perché è accaduto?

Il fatto è in linea con la posizione ufficiale delle Chiesa ortodossa russa, che per il momento non prevede la chiusura delle chiese e la sospensione delle messe, ma ha promesso di sottostare al volere delle amministrazioni cittadine e del personale medico. Ad esempio, a Lipeck, è stata annullata una processione religiosa in automobile per invocare la protezione dal coronavirus, poiché l’amministrazione ha vietato lo svolgimento di manifestazioni di massa a causa della diffusione dell’infezione. 

Nelle chiese è stata adottata qualche misura di sicurezza?

Sì. La Chiesa ortodossa russa ha invitato a disinfettare più spesso le teche delle icone baciate dai fedeli, ad utilizzare dei bicchierini monouso per somministrare la miscela di acqua e vino della Comunione e ad astenersi dal frequentare le chiese in presenza di sintomi influenzali. In realtà, la Comunione verrà somministrata come in precedenza attraverso un unico cucchiaio. Non è escluso che presto i visitatori delle chiese verranno sottoposti a controlli per i sintomi del coronavirus. Sui sacerdoti e sui collaboratori dell’eparchia di Mosca viene già effettuato il controllo della temperatura.

Possibile che la Chiesa ortodossa russa non si renda conto del pericolo?

Tutti hanno opinioni e argomentazioni diverse. Per quanto riguarda l’Eucarestia, l’abate della chiesa di San Martino dell’eparchia dell’America occidentale, Iakov Baglien, ritiene che, in teoria, durante il sacramento, senza bisogno che ci si sia una pandemia, sia possibile contrarre delle infezioni respiratorie e intestinali; nonostante ciò la gente continua a ricevere la Comunione e non si ammala. Tanto più – aggiunge – che il cucchiaio viene continuamente immerso nel vino, il che rende la Comunione ancora più sicura (non è così).

Il Sinodo della Chiesa greca ha ufficialmente decretato che il coronavirus non può essere trasmesso attraverso la Comunione. Non è d’accordo il protodiacono Andreij Kraev, che ha risposto con delle argomentazioni teologiche. A favore della frequentazione delle chiese e della Comunione durante la pandemia viene portato l’esempio dei religiosi che per anni stanno al fianco di persone con malattie infettive negli ospedali senza essere contagiati. Ne parla, ed esempio, il Sinodo della Chiesa cipriota. Il giornale Pravmir ha ha sentito i religiosi appartenenti a questa categoria (la testata non invita a seguirne l’esempio). Alcuni religiosi assumono una posizione più formale e ritengono che si possa andare in chiesa finché non sarà il governo a vietarlo. Lo dice il metropolita Volokolamskij Ilarion, che ipotizza anche che in una situazione d’emergenza si possano utilizzare dei cucchiai monouso per la Comunione.

Nel frattempo, nel monastero Vysoko-petrovskij di Mosca sono state adottate delle misure di sicurezza aggiuntive. Ai fedeli viene chiesto di evitare di baciare le reliquie e le icone, mentre l’Unzione verrà effettuata con dei bastoncini monouso. Dal canto suo, il Gran Mufti della Russia, Talgat Tajuddin, ha già ordinato la chiusura temporanea delle moschee della Federazione russa. 

E cosa si fa all’estero?

A causa dell’infezione da coronavirus, in tutto il mondo vengono chiuse le chiese e i luoghi di culto. Ad esempio, tutte le chiese cattoliche di Roma, la basilica della Natività a Betlemme, le moschee in Tagikistan. Delle restrizioni sono state introdotte anche in Iran, paese nel quale si è sviluppato un ampissimo focolaio di coronavirus anche a causa del grande afflusso di pellegrini religiosi. Recentemente in Iran sono stati arrestati due uomini per aver leccato un oggetto sacro, mostrando così di non aver paura del coronavirus. 

 

FONTE: meduza.io, 14/03/2020 – di Nataša Fedorenko, traduzione di Benedetta Lazzaro

Benedetta Lazzaro

Inizialmente sembrava trattarsi di un’infatuazione adolescenziale per Dostoevskij (ci siamo passati tutti), poi con lo studio della letteratura russa è cominciato il vero amore. Nutro anche un profondo interesse per la storia e la cultura sovietica in tutte le sue manifestazioni. Siciliana di nascita ma siberiana per vocazione, mi sono laureata in Slavistica alla Ca’ Foscari di Venezia nel 2019

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