La creazione del mondo secondo i popoli slavi

In che modo le macchie lunari legavano i nostri antenati alla leggenda di Caino e Abele? In che maniera Dio e il diavolo crearono insieme il lupo e perché in Russia era proibito mangiare un cucciolo d’orso? Scopritelo nel nostro articolo su come gli slavi immaginavano la creazione del mondo, dell’uomo e degli animali.

I miti cosmogonie nella Rus’

Presso molti popoli esistevano varie versioni sull’origine del mondo. Generalmente queste hanno lasciato il proprio segno in lingue e riti, tradizioni e racconti, incantesimi e canzoni. Con il termine cosmogonico gli studiosi fanno riferimento alle trame sulla creazione del mondo contenute nei testi folklorici mentre sono antropogonici quelli che narrano della comparsa dell’uomo.

Molte mitologie mondiali concordano su ciò che è venuto prima dell’origine della terra: inesistenza e caos infinito. Essa non aveva una struttura né una forma, e la sua natura, secondo molti popoli, era vicina all’elemento dell’acqua. Ma la cosa più importante era che nel caos fosse presente un’energia divina in grado di creare la vita. Le trame principali delle leggende sulla creazione del mondo  furono costruite attorno alla nascita di giorno e notte, terra e cielo, piante e animali.

Non si conosce molto delle tradizioni degli antichi slavi, infatti le fonti scritte sono quasi inesistenti. La maggior parte di esse comparve in Russia dopo l’adozione del cristianesimo. Insieme al nuovo credo, apparvero libri spirituali non canonici contenenti teorie e trame non accettate dalla religione cristiana che erano chiamati libri apocrifi o falsi. Questi manoscritti descrivevano spesso diversi modelli di creazione dell’universo, dell’uomo e degli animali. Nonostante la chiesa proibisse tali libri in Russia erano molto popolari tra la gente. Le trame apocrife nel folklore erano combinate con motivi cristiani e credenze della tradizione: è così che apparivano leggende, racconti e tradizioni sull’origine del mondo.

Terra e cielo nell’abisso dell’oceano

Il tema della creazione del cosmo e della terra che si originò dall’oceano si incontra in varie mitologie ma nella trasposizione folklorica degli apocrifi della Rus’ vi erano trame e personaggi propri. Secondo la leggenda, il mondo fu plasmato con limo, sabbia o terra e a creare la sua esistenza fu una natura cosmica divina che a volte è stata rappresentata sotto forma di uccello, animale o forza oscura. Si pensa che questa si tuffò nell’abisso dell’oceano primordiale e portò la terra via da lì.

Ivan Ajvazovskij. “Sotvorenie mira” (trad. La creazione del mondo). 1864. Gosudarstvennyi Russkij Muzej, San Pietroburgo

In alcune versioni dei racconti, i creatori sono due forze degli elementi, oscurità e luce, ostili l’una all’altra: Dio e il diavolo. Nelle leggende e nelle tradizioni Satana ha spesso agito come aiutante di Dio che, però, aveva intenzioni maligne. Su ordine di Dio prese la terra dal fondo dell’oceano ma ne tenne una parte per sé. La forza oscura non sapeva esattamente come sistemare il nuovo mondo e tutte le sue azioni assumevano un carattere negativo. Fu proprio lei che, secondo le credenze popolari, creò paludi, strade dissestate, tabacco e vodka.

“Dio chiamò il diavolo, gli ordinò di immergersi nell’abisso marino per avere una manciata di terra da quel luogo e di portargliela. Il diavolo si chinò, prese la terra in mano e se ne riempì la bocca … Il signore gettò la terra ovunque – e improvvisamente essa diventò così uniforme … Satana voleva dire qualcosa ma soffocò. Dio chiese, “cosa vuole?” Il diavolo tossì e corse spaventato. Poi tuoni e lampi colpirono Satana che fuggiva, e ovunque si coricherà ci saranno collinette e scivoli, dove tossirà crescerà una montagna …”

Dal libro di Aleksandr Afanas’ev “Poetičeskie vozzrenija slavjan na prirodu” (trad. Visioni poetiche degli slavi sulla natura)

Konstantin Juon. “Carstvo rastitel’nosti” (trad. Il regno vegetale). 1908. Gosudarstvennaja Tret’jakovskaja Galereja, Mosca

Nei miti cosmogonici un ruolo importante era occupato dalla rappresentazione dell’albero-mondo, di solito identificato con una quercia, una betulla o un cipresso. Il mondo intero era diviso in cielo, terra e inferi, rispettivamente chioma, tronco e radici. Ad ognuna di queste parti erano correlati animali e personaggi mitologici. Nei rami e nella chioma vivevano gli uccelli, il tronco era inizialmente associato agli ungulati, e poi successivamente agli umani e nelle radici aveva origine una fonte sacra: qui abitavano rane, serpenti e mostri fantastici.

Per diversi popoli, tra cui gli slavi, c’è ancora un altro modello di creazione del mondo in cui il creatore ha agito come un artigiano: un vasaio o un fornaio, un tessitore o un fabbro. Per millenni, le persone hanno considerato il lavoro dei mastri che modificavano i materiali e oggetti con l’aiuto del fuoco e la conoscenza “magica” affine al divino. A causa di ciò pensavano che, come un vasaio scolpisce e brucia vasi, un panettiere cuoce il pane e un tessitore crea i tessuti, allo stesso mondo Dio plasma il mondo e l’uomo con argilla, pasta e fili.

CORPI E STELLE CELESTI        

Aleksandr Afanas’ev, un raccoglitore e studioso del folklore, scrisse che, secondo le credenze popolari, il cielo era “la torre di Dio e le stelle erano gli occhi degli angeli che guardavano da lì”. Schiacciata come un piatto, la terra sembrava collegata ai bordi del cielo, simile a un enorme soffitto a volta. Si credeva che, oltre al firmamento visibile, ce ne fossero altri. In diversi luoghi i contadini credevano che ne esistessero dai tre agli undici e, secondo la credenza popolare, nel più alto abitava Dio.

Konstantin Juon. “Sotvorenie Svetil Noči” iz cikla “Tvorenie Mira” (trad. La creazione della luce della notte, dal ciclo “La creazione del mondo”). 1908-1919. Gosudarstvennyj Russkij Muzej, San Pietroburgo

Per tradizione gli slavi consideravano il sole come la stella più luminosa che chiamavano “il re del cielo”. Le versioni sulla sua origine variano ma molti contadini credevano che fosse stato creato dal fuoco. Si riteneva che questa enorme scintilla, palla o ruota infuocata fosse raggiungibile con la mano prima del tramonto.

“Quando Dio fece uscire il sole dalle sue narici tutti si stupirono, lo guardavano ma non riuscivano a capacitarsene … Soprattutto le donne: esse sollevarono i setacci, andiamo a prendere le luci per portarle nelle capanne e illuminarle, dissero. Le capanne non avevano ancora le finestre. Così alzarono il setaccio verso il sole, e questi sembrava si riempisse di luce piena che fuoriusciva persino dai bordi, ma una volta tornate nella capanna non vi era più nulla. Le donne divennero furiose … Non avevano la luce ma il sole era lì che bruciava; e così fu lanciata una tale maledizione: esse iniziarono a sputare verso il sole! Dio si arrabbiò e trasformò i blasfemi in pietra”.

Dal libro di Aleksandr Afanas’ev “Poetičeskie vozzrenija slavjan na prirodu” (trad. Visioni poetiche degli slavi sulla natura)

La luna era ritenuta la seconda musa ispiratrice dopo il sole. Tradizionalmente il popolo la rappresentava come un fratello minore che di notte illuminava la terra quando il fratello maggiore stava riposando. Le macchie lunari erano interpretate dai contadini in modo differente. Una delle leggende , per esempio, era collegata alla storia biblica di Caino e Abele: i fratelli, che lavoravano nei campi, litigarono e Caino uccise Abele; né la terra né l’acqua poterono proteggere l’assassino, solo la luna disobbedì a Dio e gli diede rifugio. Vladimir Dal’ nel suo libro “O pover’jach, sueverijach i predrassudkach russkogo naroda” (trad. “Sulle credenze, superstizioni e pregiudizi del popolo russo”) scrisse: “Esiste la credenza sul significato delle macchie visibili sulla luna: lì sono stati collocati per sempre il fratricida e la sua vittima nella stessa posizione in cui è stato commesso il crimine; e l’immaginazione del popolo vede due persone sulla luna, una delle quali pugnala con il forcone l’altra”.

Klavdij Lebedev. “Kain i Avel’ ” (trad. Caino e Abele). 1908. Cerkovno-archeologičeskii kabinet pri moskovskoj pravoslavnoj duchovnoj Akademii RPC, Mosca

La gente considerava le stelle come candele accese da Dio o come le anime dei giusti e dei bambini che guardano i parenti dal firmamento. In alcune zone venivano chiamate figlie del sole e si credeva che si muovessero liberamente nel cielo come desideravano. I contadini riconoscevano la posizione delle stelle durante la notte e loro luminosità prevedeva il tempo e persino il raccolto. Nei tempi antichi si pensava  che con la nascita di un bambino si illuminava una stella e che dopo la morte di una persona questa si spegnesse o cadesse a terra.

ANIMALI E UCCELLI DI DIO E DEL DIAVOLO

Secondo le credenze popolari, Dio e Satana crearono molti animali insieme. Per esempio, il diavolo plasmò un lupo dall’argilla e dal fango ma solo il creatore poté dargli vita. E il cane, amico vero e guardiano, si presume che fosse stato foggiato dall’argilla utilizzata per plasmare l’uomo.

Il diavolo, secondo la tradizione popolare, creò animali impuri: civetta, gufo, gufi reali, topi e corvi, rospi e rane che si sostiene fossero collegati al mondo degli inferi. Tuttavia, nel nord della Russia si credeva che le rane fossero state persone in precedenza e che la rana primordiale fosse l’anima di una madre maledetta da sua madre. Secondo altre versioni, i rospi provenivano da persone annegate durante il diluvio universale. 

Vasilij Vereščagin. “Vcemirnyj potop”. (trad. Il diluvio universale). 1869. Gosudarstvennyi Russkij Muzej, San Pietroburgo

L’orso era considerato un animale  puro infatti si credeva nella sua natura divina; se fosse stato scuoiato al suo interno vi avrebbero trovato una persona comune. Mangiare un orso era proibito. Secondo il racconto, Dio trasformò gli uomini in orsi come punizione per i peccati; egli trasformò un intero villaggio in animali, i cui abitanti non permisero a un viandante di riposarsi per la notte.

La leggenda vuole che anche gabbiani, rondini, cicogne e talpe fossero uomini in precedenza. Nei racconti si diceva che tra il popolo l’orso fosse un fornaio o un mugnaio, il piccione un sarto, la cicogna un mietitore e il picchio un falegname. Il cuculo era considerato un animale misterioso. Si narrava, infatti, che in origine l’uccello fosse una ragazza o una donna. Come per esempio una vedova che bramava il marito defunto o una figlia maledetta da sua madre.

Nelle storie sulla comparsa degli animali si incontra il motivo della rivalità tra Dio e il diavolo. Dio creò le api e anche Satana volle plasmarle ma ottenne solo dei bombi. Secondo un’altra versione, vennero fuori delle vespe: il diavolo fu in grado di creare solo due metà dell’insetto e poi le mise insieme.

Konstantin Juon. “Carstvo životnych” (trad. Il regno animale). 1908. Gosudarstvennaja Tret’jakovskaja Galereja, Mosca

Vladimir Dal’ scrisse che i nostri antenati trovarono le ossa di mammut sulla terra ma non potevano immaginare che fossero i resti di un animale antico. Così trovarono una spiegazione: sotto terra viveva un elefante enorme che scavava la terra come una talpa e non saliva mai in superficie. Solo dopo la sua morte la terra “vomitò” le sue ossa. Dal’ ha osservato che, a quanto pare, le leggende sui giganti e voloty sono associati a questi ritrovamenti.

FONTE culture.ru – di Margarita Kovyneva, traduzione di Martina Fattore

Martina Fattore

Cresciuta nelle terre molisane, non potevo far altro che innamorarmi di un posto altrettanto irreale. Le incomprensioni con perfettivi e imperfettivi non mi hanno impedito di vivere il celebre inverno russo: gelido ma pieno di calore umano condiviso davanti a una buona tazza di čaj e kalitki.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.