«Stanca delle attenzioni»: viene a mancare la moglie di Jurij Gagarin

«Stanca delle attenzioni»: viene a mancare la moglie di Jurij Gagarin

Valentina Gagarina, vedova del primo cosmonauta del mondo Jurij Gagarin, è venuta a mancare il 17 marzo, all’età di 85 anni. Lo comunica l’agenzia di stampa ufficiale russa, citando l’ufficio stampa del Centro di addestramento cosmonauti (CPK) russo.

“Oggi Valentina Ivanovna Gagarina è venuta a mancare” ha detto l’ufficio stampa.

“Era una donna davvero intelligente” ha detto la cosmonauta Elena Serova durante l’intervista per Gazeta.ru.

Ultimamente cercava di stare meno a contatto con le persone, perché ormai stanca della costante attenzione. È rimasta fedele a suo marito per tutta la vita. Come moglie del primo cosmonauta del mondo, aveva un’enorme responsabilità. Ha portato dignitosamente sulle sue spalle questo peso fino alla fine dei suoi giorni.

Valentina Gagarina nacque il 15 dicembre 1935 a Orenburg, in una famiglia numerosa. Dopo essersi diplomata alla scuola per infermieri di Orenburg, iniziò a lavorare nel laboratorio medico del Centro direttivo dei voli spaziali. Fino alla pensione lavorò sempre come infermiera e chimico di laboratorio.

“Mi piaceva tutto di lei: il suo carattere, la sua piccola statura, i suoi occhi castani pieni di luce, le sue trecce, il suo piccolo naso ricoperto di lentiggini” così scriveva Jurij Gagarin nelle sue memorie Non c’è nessun Dio quassù – L’autobiografia del primo uomo a volare nello spazio. “Valja Gorjačeva lavorò poi per il telegrafo statale. La conobbi durante una serata di ballo organizzata presso l’accademia, dopo essere stati liberati dalla quarantena.

Indossava un semplice abito blu, era schiva e timida.

La invitai per un giro di valzer e da qui ebbe inizio la nostra fantastica amicizia”.

Valentina e Gagarin si sposarono il 27 ottobre 1957 a Orenburg. Ebbero due figlie, Elena e Galina. La casa in cui viveva la famiglia di Valentina divenne in seguito la Casa-museo Gagarin.

Due anni prima del volo nello spazio, Gagarin scrisse alla moglie: “Mi fido ciecamente della tecnologia. Ma può sempre succedere che qualcuno all’improvviso si rompa il collo. Se succederà qualcosa, non ti addolorare, prenditi cura delle ragazze, non crescerle nell’ozio, ma come vere donne. Conduci la tua vita personale come meglio credi… Questa lettera sta diventando troppo triste. Spero che tu non debba mai leggerla”.

Lui non spedì mai la lettera. Valentina la trovò molti anni dopo la morte del marito.

Venne a sapere della scomparsa del marito un giorno dopo che avvenne la tragedia.

“Mamma aveva un’ulcera allo stomaco e aveva da poco subito un intervento” ricorda sua figlia Galina. “Durante le vacanze di primavera rimase con noi la sorella di nostra madre. Poi portarono mamma a casa dall’ospedale e iniziarono a venirci a trovare molte persone. Tutte vestite in nero. Credo che non riuscisse a rendersi conto di ciò che stava accadendo”.

Dopo la morte del marito nel 1968, Gagarina non si sposò più. Prese parte a eventi in onore del primo cosmonauta, incontrò le personalità illustri del paese, aiutò il Museo Jurij Gagarin, regalò gli oggetti personali del marito.

In tutto questo tempo tuttavia non rilasciò nemmeno un’intervista.

“Credo che inizialmente non riuscisse a rassegnarsi alla perdita, il dolore non diminuiva. Ma poi arrivarono i disonorevoli anni ‘90” raccontava Tamara, la nipote di Jurij Gagarin. “Sui giornali iniziarono a scrivere che: tali Gagarin e Seregin erano ubriachi al momento del malaugurato volo. E altre bugie offensive . Pensate come poteva essere per noi parenti leggere queste cose, per noi che conoscevamo il vero Jurij: di un’innocenza cristallina, come forse non ne esistono più. Chiunque se la sarebbe presa con la stampa, ma Valečka non doveva dimostrare niente a nessuno. Non era fatta così. Si rinchiuse solo di più in se stessa”.

“Tutta la lunga, sociale e caritatevole vita lavorativa di Valentina Ivanovna Gagarina è un esempio di nobiltà d’animo, modestia e fedeltà nei confronti del ricordo del suo famosissimo marito”, scrive Roskosmos sul suo sito. La Corporazione statale porge le proprie condoglianze ai parenti, ai cari e ai colleghi di Valentina Gagarina.

“L’improvvisa morte di Valentina Ivanovna Gagarina (Gorjačeva) è stata uno shock. Ci uniamo a coloro che porgono le loro più sentite condoglianze alla famiglia Gagarin e ai loro cari amici”, ha detto a Gazeta.ru lo storico di cosmonautica e scrittore Anton Pervušin. “Vanno porte le condoglianze anche a coloro che hanno speso anni a studiare la vita di Jurij Alekseevič Gagarin affinché anche le generazioni successive potessero conoscerla.

Per molti anni è rimasta viva la speranza che Valentina Ivanovna raccontasse nel dettaglio i rapporti non sempre semplici del marito con le illustri personalità dell’epoca sovietica. Si presume che lei fosse in possesso del diario personale di Jurij Alekseevič. La sua pubblicazione potrebbe costituire un contributo alla storia documentaria della cosmonautica non meno importante di quello dei diari del colonnello-generale Nikolaj Petrovič Kamanin, che, al suo tempo ebbero un effetto “bomba”.

La speranza della comparsa di nuove informazioni è però morta insieme a Valentina Ivanovna. La moglie di Gagarin rimarrà per sempre parte della “leggenda”, mentre la sua biografia porrà le basi per la creazione di miti moderni. Si tratta di una tragedia non solo per la famiglia, ma anche per la memoria storica del nostro popolo”.

 

FONTE: gazeta.ru, 17/03/2020 – di Alla Sal’kova & Pavel Kotljar, Traduzione di Francesca Giannotti

Francesca Giannotti

Nata a Roma nel 1996. Laureata in Lingue e Mediazione Linguistico-culturale e iscritta al corso magistrale in Traduzione specializzata. Dopo aver vissuto qualche mese a San Pietroburgo e a Mosca mi sono innamorata del paese e della cultura russa. Collaboro con RIT per condividere questa mia passione.

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