Gli italiani escono di casa quando la polizia cambia turno. Perché il paese sta battendo tutti i record di morti per Coronavirus

All’inizio della pandemia gli abitanti dell’Appennino prendevano la malattia come un’avventura, e le misure del governo erano deboli e ambigue.

IL VIRUS COME UN GIOCO

Ancora all’inizio, due settimane fa, quando il numero di vittime in Italia era insignificante, e le prime misure del governo ancora timide e accurate, mi sono capitati sotto agli occhi le impressioni di una scrittrice italiana contemporanea. Era sicura che molti abitanti dell’Appennino erano addirittura compiaciuti da ciò che stava accadendo. Il paese era sulle prime pagine di tutti i giornali mondiali, gli italiani erano diventati i possessori di qualcosa di molto insolito, spaventoso e interessante. Per molti, “l’epidemia del virus sconosciuto” è diventata un’avventura, un modo per uscire dalla mediocrità, superare una sfida sui generis, giocare a un gioco per computer dal vivo. E poi discuterne con gli amici al bar, farsi due risate, dopotutto la malattia è da qualche parte là, lontano, “con noi non può succedere lo stesso”.

È SUCCESSO

E non è semplicemente successo ma ha colpito così, che…gli italiani sono anche insolenti, le persone cantano canzoni dalle finestre, si rincuorano a vicenda.  Ogni mattina per radio con una tenacia da matti viene promesso che andrà tutto bene, che ce la faremo. Solo a Bergamo non ci sono più posti nei cimiteri, e le bare vengono trasportate sui furgoni militari.  I dottori sono stremati, e hanno capito perfettamente che non possono aiutare tutti. I sindaci delle città chiedono al governo l’intervento dell’esercito, per tenere almeno in qualche maniera la situazione sotto controllo. Come e quando tutto questo finirà, nessuno lo sa.

VOLERE È POTERE

Gli italiani stupiscono per il loro infantilismo. Non accettano la parola “vietato”, finché la polizia non li ferma per strada. Viene detto a tutti: non uscite di casa, al supermercato più vicino andate “uno per nucleo, di corsa”. Non lo capiscono. Solo nella prima settimana di quarantena: 60.000 multe.  Le giustificazioni sono semplicemente divertenti. “Nel paese affianco il pane è più buono”. “Ho gli sconti per il supermercato dall’altra parte della città”. “Mia moglie mi ha cacciato di casa”. La felicità, se qualcuno nel condominio ha un cane. Tutti i vicini lo “affittano”, per avere una giustificazione per uscire per strada. Roma è diventata una città di corridori, così tanti amanti della corsa qui non ci sono mai stati. Il governo si è scocciato di ciò: ora si potrà correre solo da soli e vicino casa.

Il tabaccaio sotto casa è chiuso già da due giorni. All’inizio mi ero preoccupato per il proprietario, dopotutto è un nonnetto a rischio. Finché non l’ho visto caricare le sue cose nella “Fiat” vecchia, come lui.

-Vado in Toscana, dai miei parenti, – ha spiegato – i clienti sono pochi, e poi il governo ha promesso una sorta di consenso.

-E i posti di blocco, la polizia, i controlli?

-Conosco certe stradine, non ci sarà nessuno. Parto alle 5 di mattina, quando la polizia ha il cambio turno.

Come spiegare a queste persone che esiste la parola “vietato”?

PERCHÈ L’ITALIA?

Uomini intelligenti ora provano a spiegare come sia capitato che in Italia, nell’Europa illuminata, culla della civiltà, dove non si mangiano pipistrelli, sia potuto succedere ciò. Viene fornita una statistica demografica, in Italia ci sono molti anziani, che diventano le vittime principali del virus. C’è chi dice che “contiamo male”, indicando non “i morti per Coronavirus”, ma “le morti delle persone con Coronavirus”. C’è chi ripete che gli altri, a differenza degli italiani, non fanno così tanti tamponi. Anche l’OMS non riesce a trovare una risposta alla domanda, perché l’Italia: “Ci sono molti fattori, non abbiamo una risposta certa”.

NESSUNO CI PENSAVA

Sì, ci sono molti fattori. Iniziando dal fatto che l’Italia fisicamente non è mai stata pronta a prove simili. Dalla minaccia bellica, il paese dai tempi della Seconda Guerra Mondiale è difeso da basi militari americane e armi nucleari. L’Unione Europea aiuta, in un modo o nell’altro, a risolvere i problemi economici. Ma quando tutti i confini sono chiusi, e tutti i membri dell’UE impegnati con i problemi interni, la grande nazione italiana, i creatori delle opere d’arte migliori al mondo, delle macchine, dell’arredamento, del design, del cibo, e molto altro, per il momento non riesce a frenare la situazione. Credo che alla fine ce la farà, ma quanto costerà agli italiani?

LA SALUTE PER I SOLDI

Il sistema sanitario del paese non funziona, si è rivelato impreparato all’afflusso di pazienti. I posti in terapia intensiva non bastano, i medici sono pochi. Di cosa parliamo, se si discute già sulla laurea anticipata degli studenti di medicina degli ultimi anni, per sacrificarli nella lotta contro il virus. Finché andava tutto bene, tutto era chiaro: paga e, se sei fortunato, sarai curato. Se non hai soldi, quasi sempre, ti curi da solo. Solo ora è diventato chiaro che i medici privati, con le belle lauree appese nei loro uffici, che si prendono 100 euro per una semplice consultazione, non possono aiutare in nessun modo. Servono posti negli ospedali, nelle terapie intensive, ma ciò non è mai stato utile al governo. E ora è  arrivato il momento di pagarne le conseguenze.

Siete mai capitati nell’accettazione del pronto soccorso di un ospedale pediatrico romano? Centinaia di persone in una piccola sala possono aspettare il proprio turno per 5-6 ore. Con i bambini urlanti tra le mani. Io ci sono passato più di una volta. Per questo non vado mai dai dottori in Italia, mi ci si può portare solo in stato d’incoscienza.

LE REGOLE PER GLI ALTRI

Non stupisce che gli ospedali siano diventati i primi focolai di contagio del Coronavirus in Italia. Arriva un certo Giuseppe con il raffreddore. Parla con il dottore mezz’ora (5 minuti sulla malattia, il resto del tempo delle previsioni, di sport, di politica). Il dottore si scoccia di indossare la mascherina… Finché non vengono fatte le analisi, finché il laboratorio non le elabora… e poi all’improvviso: tutti sono stati infettati. Il dottore, le infermiere e gli amici di Giuseppe del bar sotto casa. E così è iniziato. Di cosa parliamo, se in tutto il paese è stato contagiato già quasi il 10% del personale medico, coloro i quali dovrebbero salvare i semplici italiani dal contagio.

DETTO FATTO!

“Prendiamo misure restrittive!”, “Vinceremo!”, “Il paese è unito!”. Il governo italiano con la decisione di una tigre si è gettato a combattere il virus. “Chiuderemo il Nord Italia!”. E ancora per mezza giornata non viene pubblicato il decreto ufficiale del governo. In quelle ore tutti quelli che potevano, contagiati o meno, hanno lasciato le zone di quarantena, correndo per tutto il paese. “Quarantena totale!”, “Non uscite di casa!” Ma solo se: punto 1, punto 2, e così via… Per ogni decreto del governo poi bisogna fornire chiarimenti, commenti, precisazioni, nelle quali è bravo chi ci capisce.  La burocrazia e il groviglio di norme giuridiche è possibile perdonarli in tempi normali, ma non nelle condizioni di una situazione straordinaria, quando l’ordine dev’essere come uno sparo: breve e chiaro.

SEMPLICEMENTE SONO FATTI COSì

Quando studiavo italiano, la risposta più frequente della mia insegnante a qualsiasi domanda sugli italiani era “sono fatti così, così vedono il mondo”. Comunicare, essere in vista, rivelare le proprie emozioni, baciarsi, abbracciarsi, fare ciò che si vuole. Risate, sorrisi, “buongiorno”, “ciao”. La pizza con gli amici, la cena con i parenti, il calcetto con i colleghi, le carte con i vicini, il caffè al bar, la chiacchera per strada. L’ambiente ideale per qualsiasi virus. Quando gli italiani vinceranno il coronavirus, non cambieranno. Il giorno dell’annuncio della vittoria, tra un mese, 6 mesi, un anno, si svagheranno per tutto il tempo di reclusione forzata: con le danze, i carnevali, e fraternizzando. Fino alla prossima volta…

Fonte: kp.ru

Armando Spigno

Ho imparato ad amare la Russia, la sua cultura e la sua lingua durante un anno di studio a Krasnodar, nel Caucaso, all'età di 16 anni. Da allora ho continuato ad alimentare questa passione sia in ambito accademico che al di fuori. Napoletano di origini, ma russo di adozione, sogno di conoscere e far conoscere la cultura di questo paese il più a fondo possibile.

Un pensiero riguardo “Gli italiani escono di casa quando la polizia cambia turno. Perché il paese sta battendo tutti i record di morti per Coronavirus

  • Marzo 22, 2020 in 7:50 pm
    Permalink

    Articolo pieno zeppo di luoghi comuni.
    Blyat!!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.