Il monastero di Optina puštyn’: uno dei luoghi di culto più famosi, dove Dostoevskij e Tolstoj si recavano a chieder consiglio

In questo luogo nessuno capita di passaggio o per caso. La sua posizione non attrae il turismo spontaneo: è situato lontano dalle strade principali, in un borgo secolare sulla riva del fiume Žizdra a pochi chilometri da Kozel’sk. Gli esperti sono sicuri che dopo aver visitato il monastero di Optina puštyn’, uno dei luoghi più venerati e religiosi della Rus’ ortodossa, se ne esca una persona completamente diversa. 

Optina puštyn’ è un monastero maschile situato nella regione di Kaluga. All’epoca gli insediamenti monastici isolati erano chiamati puštyn’, eremo; mentre Optina deriva da Opt, un brigante pentito, che diventò monaco con la cerimonia della tonsura, prendendo il nome di Makarij. Così, da capo di una banda di briganti, diventò il padre degli monaci e il fondatore del nuovo monastero. 

Amvrosij, il terzo abate di Optina

Il venerabile Amvrosij di Optin

Tra tutti gli abati di Optina, il più famoso è stato il terzo, Amvrosij, che è stato anche il primo degli abati del monastero a essere canonizzato, nel 1988. Sant’Amvrosij, nato Aleksandr Michajlovič Gorenkov, leggeva e parlava fluentemente cinque lingue e aveva una memoria fenomenale. Fin dall’infanzia era un bambino dotato e promettente. All’età di 12 anni entrò in seminario. Durante l’ultimo anno si ammalò gravemente e fece un voto a Dio: se guarirò, diventerò monaco. Per il suo servizio scelse il monastero di Optina. Il medico luterano che per anni curò l’abate, disse che dal punto di vista medico le sue condizioni di salute non gli avrebbero permesso di vivere per più di un’ora. Successivamente questo medico si convertì all’ortodossia. Sant’Amvrosij era in grado di parlare con chiunque nella sua lingua: riusciva ad aiutare una contadina analfabeta, a dare un consiglio a un ricco proprietario terriero e a rispondere alle domande di Fëdor Dostoevskij. 

Dostoevskij visitò il monastero dopo un evento tragico della sua vita: la morte del figlio Aljoša nel 1877. Lo scrittore non riusciva a trovare una risposta sul come e perché a un bambino così piccolo e angelico fosse stata portata via la vita. Fu accompagnato a Optina puštyn’ per vedere l’abate Amvrosij, e dopo aver parlato con lui si trasformò in un uomo completamente diverso. Dostoevskij rimase nel monastero per un periodo di tempo molto breve, tuttavia il viaggio lo impressionò talmente tanto da ispirarlo nella scrittura del romanzo I Fratelli Karamazov. L’ispirazione per il personaggio di padre Zosima era proprio l’abate Amvrosij. 

Lev Tolstoj è stato nella sala dei visitatori onorari sei volte. La prima volta fu nel 1877. La conversazione fu talmente intensa che portò l’abate, esausto, a esclamare: “Estremamente orgoglioso”. Tolstoj a volte si travestiva da mužik (N.d.T. contadino russo) perché non lo riconoscessero, altre volte arrivava in via ufficiale e per lui la porta era sempre aperta. Si dice che prima di morire Lev Nikolaevič sia tornato ad Optina puštyn’, ma non abbia avuto il coraggio di entrare nell’eremo. 

Il monastero di Optina fu distrutto dai bolscevichi. E’ terribile immaginarlo, ma sulle tombe dei monaci venne costruita una pista da ballo, mentre nello stesso monastero c’era un sanatorio. Il monastero è rinato nel 1998. Guardando le rovine dell’eremo, neppure il sindaco di Kozel’sk avrebbe creduto che la sua ricostruzione fosse possibile, sebbene lui stesso vi abbia preso parte, però il monastero venne ricostruito rapidamente, come se una forza invisibile aiutasse i monaci. 

Una luce da Optina puštyn’

La presenza della Divina Provvidenza è dimostrata dal fatto che, anche dallo spazio, era visibile una chiara colonna di luce nel sito del monastero distrutto. La notarono e fotografarono gli astronauti, poi ingrandirono l’immagine e la donarono al monastero. 

La Pasqua Rossa

Tuttavia, anche dopo la completa ricostruzione, il monastero non trovò pace. Il 18 aprile del 1993 un delitto atroce fu compiuto: proprio la notte di Pasqua tre monaci furono uccisi mentre stavano celebrando. L’omicida venne individuato, un tale Nikolaj Averin – recidivo, affetto da schizofrenia – non pensò neppure di nascondersi e venne arrestato mentre era a casa. 

Questo crimine è avvolto dal mistero, perché tutti i testimoni (e non sono pochi) videro chiaramente i monaci accasciarsi al suolo, ma non riuscirono a identificare l’aggressore, e alcuni non si resero proprio conto che si trattasse di un omicidio. Lo stesso Averin parlò del reato come di un rituale, che stava perpetrando su ordine di una voce misteriosa.

Le tombe dello ieromonaco Vasilij e dei monaci Trofim e Feropont

Sul luogo di sepoltura dei monaci Trofim e Feropont e dello ieromonaco Vasilij, vittime dell’assassinio, è stata eretta una cappella in ricordo del terribile delitto. Ogni sabato vi si tiene una preghiera commemorativa. La cappella è aperta ai pellegrini. 

Pozzi sacri

Nel territorio di Optina puštyn’ sono presenti alcuni pozzi sacri che aiutano a guarire diverse malattie. L’acqua curativa può essere raccolta solo con la preghiera e pensieri puri, altrimenti può non essere efficace. 

Come raggiungerlo

Optina puštyn’ dista solo 3km da Kozel’sk. D’estate si può tranquillamente percorrere questa distanza a piedi, ma d’inverno è meglio chiamare un taxi: non c’è praticamente nessuna maršrutka che porti fino al monastero. 

Dove alloggiare

Chi vuole, non solo può visitare il monastero, ma anche alloggiarvi, contribuendo alle faccende quotidiane, senza distinzione di sesso. Tutto ciò che occorre è un passaporto, la volontà e il rispetto delle regole del monastero. Anche le donne prendono parte ai lavori, ma per loro non c’è nessuna possibilità di diventare abitanti di Optina puštyn’.

Tradotto dalle studentesse del Master ELEO Beatrice Bortoluzzi Svetlana Saraieva Barbara Zanchetta Khrystyna Dymyd

Fonte Kulturologia.ru 

Master ELEO

Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.

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