Ho imparato tutte le note musicali a partire dal “Do”. Che tipo di compositore era Vladimir Vysockij

Mosca, 25 gennaio — RIA Novosti, Pavel Surkov. In questo giorno Vladimir Vysockij avrebbe compiuto 82 anni. Quanti libri e articoli sono stati scritti sul suo destino di attore, sul suo talento come poeta! Eppure, sul Vysockij compositore finora viene detto poco, praticamente niente. Di ciò che è nascosto a un primo sguardo nelle canzoni del da tutti amato attore e musicista parla RIA Novosti. 

«L’ineguaglianza dei suoni così arde»

Lo stesso Vysockij parlò poco di sé come compositore e, sembrerebbe, di sfuggita. «Ma che bardi e menestrelli! Quello di cui mi occupo si chiama canzone d’autore, perché io stesso scrivo i versi e la musica e da solo eseguo le mie canzoni», – diceva lui ai concerti.

Era tenuto in ostaggio dalla macchina burocratica. Scrive versi? Ma per questo non è un poeta, né un membro dell’Unione degli scrittori. Altri vecchi compagni indulgentemente accarezzavano la spalla de “l’amico Volodja”, ma non davano la raccomandazione preziosa, senza la quale l’accesso all’Unione degli scrittori era chiuso. Non poteva sognare di entrare neanche nell’Unione dei compositori dopo il celebre articolo critico Di cosa canta Vysockij? con la stroncatura «dei cantanti del magnetofono». Inoltre, contro di lui si scagliò lo stesso Dmitrij Kabalevskij, uno dei funzionari chiave dell’Unione dei compositori, avendo esortato «ad affrontare il problema dei bardi», per cui la canzone d’autore fu definitivamente relegata da qualsiasi riconoscimento ufficiale. 

«Succede che la nota “Fa” suona più forte di una nota alta» 

Il Vysockij-compositore formalmente si affermò già con il suo primo grande lavoro musicale: nei titoli di coda del film di Stanislav Govoruchin Vertikal’ fu autore e performer. In seguito, uscì anche il primo mini disco ufficiale con le canzoni tratte dal film. 

Erano quattro piccole canzoni su un disco in vinile. Questo, comunque, fu un successo incredibile per l’uomo che non entrò in neanche una delle unioni ufficiali. Inoltre, il suo talento era avvalorato del tutto legalmente dall’etichetta Melodija, il monopolista musicale sovietico. 

Questo è Vladimir Vysockij nel ruolo principale nel film di Gennadij Poloka Intervencija.

Vladimir Vysockij nel ruolo principale nel film di Gennadij Poloka Intervencija

Quando commissionavano a Vysockij le canzoni per i film, lui in pratica creava un’unica, completa tela musicale. Secondo gli standard odierni scriveva il corrispettivo di un musical intero. 

Nei suoi primi lavori funzionava così: i registi per una pellicola sceglievano Vysockij sia come attore sia come cantautore. Fu così dopo Vertikal’, Opasnye gastroli di Georgij Jungval’d-Chil’kevič e il relegato sullo scaffale Intervencija di Gennadij Poloka (per questa pellicola Vysockij scrisse con piacere le canzoni per sé e per gli altri interpreti). Si dice che insegnò persino a Efim Kopeljan a cantare le strofe malandrine «Il tuono tuona, la solazione va» — un’eccellente stilizzazione delle canzoni banditesche di Odessa.

Vysockij incontrò sempre più spesso degli ostacoli burocratici. Per la fiaba cinematografica Ivan i Mar’ja lui compose le canzoni per ciascuno dei personaggi, dagli attori ambulanti delle fiere ai buffi e goffi Orco e Baba-Jaga. Tuttavia, delle quasi due decine di canzoni, nel film furono incluse solo alcune strofe.

Un po’ più di successo l’ebbe con il film La fuga del signor Makkinli di Michail Švejcer (là Vysockij recitò Bill Siger, un cantante di strada). Lui avrebbe dovuto essere, in effetti, il narratore principale del racconto, ma, su nove ballate scritte, nel film ne furono incluse solo due e in una versione ridotta.

Vladimir Semënovič considerava questo lavoro uno dei suoi fallimenti cinematografici. Contava davvero su “Makkinli”, sperando che questa pellicola, girata per una casa cinematografica nazionale, gli portasse finalmente il meritato riconoscimento di compositore.

«Ma con noi c’è Dio e con loro c’è il compositore!» 

C’erano anche eccezionalmente importanti recensioni di alcuni compositori. Essi riconoscevano e persino ponevano l’accento sul suo talento musicale. Per esempio, Al’fred Šnitke diceva che le canzoni di Vysockij «si differenziano per la massima sottigliezza, anticonvenzionalità e ritmo, come se creassero una propria ritmica». Una descrizione molto lusinghiera del genio musicale. 

Il Vysockij-compositore si palesa per davvero  durante il lavoro su Alice nel paese delle meraviglie, dove praticamente tutto è fatto da lui, entrò a lavorare durante la redazione finale. Furono scritte di nuovo le strofe per tutti i personaggi: in pratica, ogni nuova scena era illustrata dalle sue canzoni, ogni eroe cantava i suoi versi (tranne Robin Hood che fu sfortunato: questo personaggio fu eliminato, ma la registrazione della canzone è stata conservata).

 

Il compositore Evgenij Gevorkjan eseguiva gli arrangiamenti nello stile della musica da bar inglese con un dominante e gentile clavicembalo. Tuttavia, tutto ciò era soltanto “la copertina”. In effetti, “Alice” risuonava con quelle melodie, che aveva composto per lei Vysockij. Per l’esattezza, proprio così fu anche designato: come autore delle parole e delle melodie delle canzoni. Non è sorprendente che lui fosse incredibilmente fiero di questo lavoro e con gioia regalasse questo disco agli amici (e in particolare ai loro bambini). 

 

Oggi sul palcoscenico del Teatro Taganka a Mosca c’è lo spettacolo Corri, Alice, Corri, la cui base letteraria e musicale sono proprio quelle vecchie registrazioni, mentre al Teatro di Stas Namin è stato messo in scena un musical sul motivo di “Alice”. Tuttora le canzoni di Vysockij, anche se il loro autore non è più fra noi già da quasi 40 anni, continuano a vivere e restare attuali. 

Questo è un merito del suo incredibile talento recitativo, poetico e musicale. In effetti, da tempo non ha più bisogno di un riconoscimento ufficiale.

Fonte: ria.ru, 25/01/2020 – di Pavel Surkov, traduzione di Rebecca Gigli 

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile

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