Superfici pericolose: quanto tempo vive il Coronavirus?

Gli scienziati hanno scoperto quanto vive COVID-19 sulle superfici

Secondo alcuni scienziati, il Coronavirus cinese è in grado di sopravvivere sulle superfici fino a un massimo di 17 giorni. La notizia è arrivata in seguito allo studio del suo comportamento sulla nave da crociera Diamond Princess, dopo che tutti i passeggeri sono fuggiti.

Il Coronavirus è in grado di vivere sulle superfici fino a 17 giorni, segnalano gli specialisti dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie – ecco quanto tempo è rimasto attivo sulla nave Diamond Princess. Lo studio è stato pubblicato sul sito web del CDC. Nel febbraio 2020, i turisti in crociera sono stati messi in quarantena per due settimane a causa dell’epidemia. La nave è rimasta in porto per diverse settimane e gli ultimi passeggeri sono stati rilasciati il 1° marzo. A causa dell’alto rischio di contagio, persino la nave andava disinfettata, ma gli scienziati hanno deciso di osservare il comportamento del virus come prima cosa.

Sono diverse le superfici su cui è stato rilevato il virus nelle cabine dei passeggeri, dove è rimasto per 17 giorni.

“La presenza di COVID-19 sulle navi da crociera aumenta il rischio di una rapida diffusione della malattia, scatenando così un’epidemia pericolosa soprattutto per i soggetti più vulnerabili, ed è necessario un impegno significativo per contenere i contagi”, affermano gli specialisti.

Spesso, come sostengono i ricercatori, queste navi possono dar vita a un focolaio di malattie infettive a causa degli ambienti chiusi, dei contatti tra i numerosi passeggeri provenienti da paesi diversi e dei trasferimenti dell’equipaggio. Inoltre, in questo caso specifico, si è trattato di una malattia asintomatica per quasi la metà dei casi, determinando in questo modo la diffusione attiva del contagio – su 4000 persone a bordo più di 700 sono state colpite, 7 sono decedute. Le misure sanitarie necessarie per rispondere alle epidemie che scoppiano sulle navi da crociera richiedono risorse significative, sottolineano gli esperti.

In questo caso, arrestare la navigazione ha contribuito a frenare il contagio.

La ricerca richiede ulteriori studi su come il Coronavirus si sia diffuso a bordo. Diamond Princess non era l’unica imbarcazione ad essere stata infettata – infatti il virus è stato rinvenuto anche sulle navi italiane Costa Magica, Costa Luminosa e non solo. Già in passato, alcuni esperti americani avevano scoperto che il Coronavirus può resistere più a lungo su materiali come la plastica e l’acciaio – ma allora si supponeva che vivesse solo pochi giorni.

I ricercatori hanno simulato la diffusione del virus in una persona infetta producendo fittiziamente starnuti, tosse e toccando vari oggetti. Per simulare gli starnuti, si sono serviti di un dispositivo speciale per spruzzare aereosol.  Successivamente, hanno studiato per quanto tempo il virus sarebbe stato capace di sopravvivere su superfici di diverso tipo. È emerso che COVID-19, quando si diffonde attraverso lo starnuto, si mantiene in vita per almeno tre ore.

Su plastica e acciaio inossidabile, può resistere fino a tre giorni

Sul cartone il virus vive per circa un giorno, sul rame fino a quattro ore.  La metà delle particelle virali che vengono emesse nell’aria attraverso gli starnuti e i colpi di tosse, muore nei primi 66 minuti. Pertanto, anche poche ore dopo aver starnutito il virus sarà ancora in grado di infettare l’uomo.

Sull’acciaio inossidabile, ci vogliono 5 ore e 38 minuti perché almeno la metà delle particelle del virus possano considerarsi innocue. Per la plastica invece, si parla di 6 ore e 49 minuti. Sul cartone, il tempo di dimezzamento registrato è stato di circa tre ore e mezza, ma i ricercatori osservano che questi sono dati indicativi, da interpretare  con attenzione. Sul rame, metà dei virioni diventano inattivi dopo 46 minuti. Inoltre, è stato confrontato il tasso di sopravvivenza di COVID-19 con quello della SARS, e i risultati ottenuti sono simili: “Questo dimostra che le differenze nelle caratteristiche epidemiologiche di questi virus sono probabilmente dovute ad altri fattori”, concludono gli esperti. In particolare, tra questi fattori, si evidenzia l’elevata carica virale nel tratto respiratorio superiore e la capacità delle persone infettate dal nuovo Coronavirus di infettare il prossimo senza alcun sintomo.

Robert Redfield, direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha osservato che la causa del forte contagio avvenuto su Diamond Princess potrebbe essere il contatto dei passeggeri con le superfici infette.

FONTE: gazeta.ru, 25/03/2020 – di Anna Sal’kova, traduzione di Linda Magugliani

Disclaimer: con questa traduzione RIT non vuole fare informazione sulla pandemia di COVID-19, bensì sulla stampa russa e su ciò che viene pubblicato sui maggiori media russi.

Linda Magugliani

Nata a Milano, classe 1996. Dopo la triennale in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ho deciso di concentrarmi principalmente sulla traduzione, in particolare dall’inglese e dal russo verso l’italiano. Nel 2018 ho iniziato subito il mio nuovo percorso di studi specializzandomi in traduzione presso la Scuola Civica. Sono un amante delle lingue da sempre perché mi hanno incuriosito e affascinato tantissimo sin da bambina. Di conseguenza, mi piace molto viaggiare e cerco di farlo il più spesso possibile, riservandomi durante l’anno del tempo per partire alla scoperta di nuove terre e culture. Collaboro con RIT per mettere in pratica il mio amore per la traduzione in modo libero.

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