La Maslenitsa, un documentario di Lorenzo Adamo

Ho conosciuto per la prima volta la festa della Maslenitsa in Moldova, a Chișinău, dove ho svolto 1 anno di EVS (European Voluntary Service). Non sapevo molto di questa ricorrenza, tranne che si trattava di un modo per dire addio all’inverno. Era la fine del mese di Febbraio 2015 e durante i festeggiamenti nella piazza principale, rimasi molto incuriosito da una signora che ricamava e sistemava delle stoffe su di un pupazzo di paglia.  

La gente intorno non sembrava molto curarsi di lei, procedeva normalmente tra i piccoli mercatini ed un palchetto dove si alternavano danze e canti. Io rimasi li a guardare questa signora, a guardare lo svolgersi di questo processo, lo trovavo davvero speciale. Una volta terminato questo pupazzo di paglia, che sembrava una sorta di spaventapasseri, venne portato più avanti e sistemato al centro della piazza.

Maslenitsa in Moldova, foto di Lorenzo Adamo

La neve era ormai quasi tutta sciolta, quindi venne semplicemente messo in piedi con un palo insieme ad un cumulo di paglia e poi venne bruciato. La gente in quel momento era tutta raccolta intorno, in silenzio si guardava bruciare questa figura, si sentiva solo la musica provenire dal palchetto in lontananza e i commenti dei bambini, esaltati ed emozionati dal vedere questo falò.

Maslenitsa in Moldova, foto di Lorenzo Adamo

Dal 2017 vivo in Russia, nella regione di Mosca, dove ho cominciato ad approfondire l’interesse per questa tradizione e raccoglierne immagini. La città si riempie di colori, si sente l’aria di cambiamento e di festa, si va a casa di parenti ed amici per mangiare bliny accompagnati da un buon bicchiere di kompot. La festa dura una settimana, ogni giorno ha un suo nome preciso contraddistinto da diverse attività e aspetti.

A me incuriosiva specialmente l’ultimo giorno della celebrazione, la Domenica del perdono, giorno in cui si ci chiede scusa per cattiverie o ingiustizie commesse e soprattutto giorno in cui viene bruciata l’effigie di paglia. Venendo da un piccolo paese del sud Italia, in Sicilia, questa bambola di paglia con abiti colorati che in alcuni momenti della celebrazioni viene portata da un gruppo di persone cantando, mi ricordava i simulacri dei santi portati in spalla dai fedeli nelle feste patronali di paese.  Mi chiedevo chi era questa figura, cosa rappresenta e perché viene infine bruciata. Scacciare l’inverno, spargere le sue ceneri tra i campi come buon auspicio per il raccolto, gettare nel fuoco oggetti e vecchi averi per liberarsi da rancori, cattivi pensieri, malattie.

Molti sono i riscontri riguardo a questa tradizione di origini pagane e in particolare a questa figura, e oggi sicuramente molti aspetti della festa sono cambiati.  A Mosca la Maslenitsa si celebra in diverse zone della città con vari allestimenti per attività artigianali, mercatini, spettacoli di musica, laboratori e masterclass che si svolgono durante tutta la settimana. Fuori città invece, viene celebrata la Бакшевская Масляница, che non fa parte degli eventi ufficiali, ma è una sorta di rievocazione con giochi e competizioni e si svolge l’ultimo giorno della festa. Ogni anno è un raduno per tantissime persone che vogliono partecipare e assistervi.

Qualche giorno prima dell’evento ho contattato uno degli organizzatori facendomi spiegare alcune regole per poter partecipare. L’evento viene svolto ogni anno in un luogo diverso, fuori città nella regione di Mosca, e la località rimane segreta fino all’ultimo, viene svelata solamente 1 o 2 giorni prima dell’evento. Per arrivare al luogo scelto, bisogna fare un percorso a piedi, non si tratta di luoghi che possono essere raggiunti in macchina, solitamente si trovano in mezzo ad una foresta, bisogna seguire un sentiero con dei segnali per poter raggiungere il punto esatto. Sul posto giochi, competizioni e la conquista della fortezza a cui tutti sono invitati a partecipare ma con una regola fondamentale: quella di rispettare il luogo in cui viene svolto l’evento, la natura intorno e gli altri partecipanti.

La Maslenitsa è una festa che ha molti aspetti e significati profondi. L’idea di rinascita dopo l’inverno, dopo un periodo buio, rigido, di sofferenza. E’ una festa che celebra la natura, il sole, i colori, un nuovo inizio. Ho raccolto le immagini di questo lavoro tra il 2018, il 2019 con alcune sequenze del 2020, e in questo momento sentivo il bisogno di elaborarlo. Sentivo che il messaggio di una rinascita, di un nuovo inizio, oggi più che mai è attuale e necessario. Ne abbiamo bisogno.

 

Articolo e documentario a cura di Lorenzo Adamo

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