Come si festeggia la Pasqua in Russia?

Avevamo già parlato della Pasqua russa ortodossa; vediamo di approfondire le differenze e le somiglianze nella celebrazione pasquale tra i Russi e l’occidente.

Vi siete mai chiesti come mai gli ortodossi e i cattolici festeggiano la Pasqua in momenti differenti, o perché la cultura russa è considerata “pasquale”? Vedremo di spiegarlo.

Sul fatto che la Pasqua andasse festeggiata in Russia, perché in nessun altro posto al mondo si festeggiava allo stesso modo, scrisse nel XIX secolo Nikolaj Gogol’, che pure amava vivere in Italia.

Egli spiegò che la sua affermazione era dettata dall’insistenza con cui i Russi cercavano di dominare la morte, e definì quella russa come una cultura principalmente pasquale, se confrontata a quella occidentale, di tradizione natalizia.

Papa Francesco a Pasqua
Papa Francesco durante la Pasqua, in una foto del 2017 [Reuters]
La Pasqua è senz’altro la celebrazione cristiana più importante, in Russia. In quel giorno – o meglio, durante la processione e la funzione serale –, nelle chiese russe si presenta anche chi non va mai a messa o chi non ha ancora definito quale sia il suo rapporto con Dio.

In quest’ottica, la Pasqua diventa la più democratica delle feste della Chiesa Russa Ortodossa, poiché la processione religiosa è aperta a tutti coloro che vogliano partecipare: basta una candela ardente da portare in mano, intorno alla chiesa.

Molti Russi pensano che i cattolici celebrino appena o affatto la Pasqua, onorando solo la natività e la Madre di Dio. In realtà, le differenze nella celebrazione pasquale tra le varie confessioni cristiane non sono poi molte e, soprattutto, non coinvolgono i principî religiosi.

L’idea unificatrice delle Pasque russa e occidentale sta nella fede nella resurrezione di Cristo: in questa credono (o almeno bisogna credere nell’ideale) sia gli ortodossi, che i cattolici e i protestanti.

Nonostante chi e come si festeggi la Pasqua, la resurrezione costituisce un evento centrale dei Vangeli; è la speranza che, una volta risorto Cristo, anche tutti i suoi fedeli possano tornare alla vita. E in qualsiasi Paese cristiano questo è motivo di gioia.

Il nocciolo della questione è lo scisma

Innanzitutto, lo scisma tra cristiani d’occidente e ortodossi ha portato alla questione del calendario (quello usato in Russia è il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel I secolo a.C., mentre in occidente si usa il gregoriano, introdotto da papa Gregorio XIII nel XVI secolo). La differenza tra i calendari è di 13 giorni (nel 2100 saranno 14).

Già nel IV secolo, la Chiesa aveva adottato la regola di celebrare la Pasqua nella prima domenica dopo la prima luna piena successiva all’equinozio di primavera, il 21 Marzo. Gli ortodossi calcolano la prima luna piena dopo il 21 Marzo secondo il calendario giuliano e i cattolici secondo quello gregoriano. La difficoltà nel calcolare la data della Pasqua consiste nel fatto che, a volte, la prima luna piena dopo l’equinozio si presenta in giorni diversi. Comunque, in un terzo dei casi, la celebrazione cade nello stesso giorno sia per i cattolici, che per gli ortodossi.

Messa di Pasqua in Cristo Salvatore
Messa pasquale nella cattedrale del Cristo Salvatore [Reuters]
Durante le festività, il papa e il patriarca di Mosca si scambiano sempre gli auguri e ogni volta che la Pasqua coincide per tutti i cristiani, come successo nel 2017, diventa veicolo del sentimento fraterno, poiché viene ricordata l’unità cristiana intorno all’unico Vangelo.

La maggior parte dei protestanti russi, ad eccezione dei luterani, festeggiano la Pasqua insieme alla Chiesa Ortodossa, secondo il calendario giuliano. Le chiese ortodosse in America o in Grecia sono già passate al nuovo stile e di norma celebrano le festività insieme ai cattolici, ma la data della Pasqua rimane sempre calcolata in base al calendario giuliano. In Russia, la Chiesa mantiene con orgoglio il vecchio calendario: il “nuovo stile” potrebbe causare l’indignazione dei conservatori, nonché un ulteriore scisma.

La voce del popolo russo

Per gli ortodossi la Pasqua è una festa molto emozionante. Alla fine di una rigida settimana di messe e digiuno, a mezzanotte, dopo la processione religiosa e la recitazione di preghiere, il prete si ferma in strada, davanti alle porte chiuse della chiesa. Aprendole, il prete apre simbolicamente l’ingresso al sepolcro del Signore e annuncia a tutti che Cristo è risorto.

Durante la funzione, il sacerdote e i parrocchiani si scambiano il saluto: «Cristo è risorto! È veramente risorto!». Tutto ciò suscita una certa impressione. Di notte, sulle case, sugli alberi e sulla terra spogli, s’involano esultazioni gioiose dalla folla riunita. Aleksandr Puškin scrisse, a questo proposito, che amava andare in chiesa a Pasqua, per ascoltare la voce del popolo russo.

Cibo tradizionale di Pasqua
I kuliči benedetti e le uova dipinte [Konstantin Čalabov]
Se in Russia per Pasqua sono molto popolari le uova dipinte e i kuliči [tipiche torte pasquali, n.d.t.], in occidente troviamo i conigli e le uova. Sebbene in Europa vengano sfornate molte torte pasquali, ci sono in particolare un mucchio di ricette della tradizione culinaria italiana che vengono vendute con successo anche in Russia.

Una tradizione tipicamente russa è quella di un dolce pasquale con tvorog [formaggio tipico russo, simile alla ricotta, n.d.t.], uvetta e spezie, modellato in forma piramidale – simbolo del sepolcro del Signore.

I giochi pasquali in Russia sono gli stessi che in molti Paesi europei. “La corsa delle uova” del XIX secolo è stata a lungo una tradizione di Russia e Germania, ma anche sul prato della Casa Bianca, negli Stati Uniti, si organizza la “corsa delle uova”. In Russia questo gioco è stato riportato in auge dai negozi che vendono delle speciali piste con scivoli, sulle quali far rotolare le uova (si può anche vincere un premio per l’uovo che arriva primo e che riesce a balzare in aria).

Spesso si organizzano sfide nelle quali si sbatte un uovo contro l’altro, per vedere quale si rompe e quale rimane intatto. Le padrone di casa fanno a gara a chi decora le uova con più originalità, per poi scambiarsele (le famose uova Fabergé erano il regalo pasquale dell’imperatore Nikolaj II).

Dolce di Pasqua russo
Una tvorožnaja pascha (il dolce pasquale dalla forma piramidale) da più di una tonnellata, davanti alla cattedrale del Cristo Salvatore nel 2018 [Grigorij Sysoev/Sputnik]
Certamente, dopo il Grande digiuno di una settimana, la tavola pasquale si presenta riccamente imbandita dei più diversi piatti a base di carne, sebbene non ne esista uno tipico (come l’oca di Natale, per esempio). Prima della rivoluzione del 1917, di solito si preparavano molte ricette: dal maialino farcito alla selvaggina volatile.

Tuttavia, esiste anche un lato triste delle festività pasquali. Il periodo sovietico ha lasciato in eredità la tradizione di visitare i cimiteri nella domenica di Pasqua, in ricordo dei parenti defunti, mangiando uova e kuliči e bevendo alcol. Ai tempi dell’URSS, la Chiesa Ortodossa Russa non ebbe la possibilità di sconfiggere questa abitudine e i poteri sovietici erano ben felici di rimpiazzare la celebrazione religiosa con questa adorazione degli avi in stile semi-pagano (dal punto di vista dei cristiani), che si teneva nei cimiteri. In tal modo, le persone non si sarebbero riversate nelle chiese.

Cimitero di Mitino a Pasqua
Il cimitero di Mitino, a Mosca [Georgij Kurolesin/Sputnik]
Purtroppo, ancora oggi la Chiesa non riesce a debellare questa tradizione e la gente continua a recarsi ostinatamente nei cimiteri, a Pasqua; nessuno ascolta l’appello del clero a farlo in un altro giorno. Si può interpretare questa tradizione anche in altro modo: all’epoca dell’ateismo di Stato, i cittadini trovavano così il loro modo di essere ortodossi, in un momento in cui in giro non c’erano chiese, né parrocchie.


L’articolo è tradotto dall’originale pubblicato su RBTH.ru, a cura di Roman Lunkin – studioso di religione, dottore in Scienze filosofiche, primo ricercatore e capo del Centro per lo studio delle questioni religiose e dell’Istituto Europeo dell’Accademia delle Scienze Russa (RAN).

Giulia Cori

Nella mia migliore tradizione, ci è voluta una laurea in letteratura inglese per farmi apprezzare quella russa. Considero la letteratura russa e il suo modo di vedere il mondo semplicemente incantevoli.