Come Stalin utilizzava i suoi sosia

Si dice che ogni leader politico deve necessariamente trovarsi dei sosia che lo sostituiscano in diverse occasioni. Secondo le leggende, Stalin ne aveva più di tutti. Si danno numeri diversi, dai 12 ai 20. Cosa, però, in effetti è noto sui sosia di Stalin?

Chi seppellì Kirov?

Lo storico Valerij Malevannyj afferma che durante i funerali di S. M. Kirov nel 1934 uno dei sosia sostituì il “condottiero” dei popoli. Presubilmente, all’OGPU (Direttorato politico dello Stato) erano giunte informazioni sul fatto che nel giorno dei funerali sarebbe stato commesso un attentato a Stalin. Molti all’epoca prestarono attenzione allo strano comportamento di Stalin: era insolitamente silenzioso e cercava di stare in disparte… Secondo le parole di Malevannyj, già nel 1929 il capo della sicurezza di Stalin, il generale Vlasik, richiese che agli incontri al posto di Stalin parlasse con i lavoratori un sosia, in modo da non ripetere una situazione simile al tentato assassinio di Lenin per mano di Fanny Kaplan allo stabilimento di Michel’son. Si dice che un certo Rašidov, originario del Caucaso settentrionale, fu il primo a interpretare il ruolo di Stalin. Di solito, lui sostituiva il segretario generale agli eventi, dove non era richiesto di parlare molto, ad esempio, in tribuna durante le manifestazioni di novembre. Rašidov morì durante l’attentato a Stalin: il corteo, nel quale sfilava il segretario generale, fu fatto saltare in aria da una mina, mentre attraversava la Piazza Rossa. Tuttavia, fortunatamente, nell’auto blindata non si trovava Iosif Vissarionovič… Secondo un’altra versione, Radišov visse tranquillamente fino al 1991.

Il sostituto “principale”

La maggiore fama tra i presunti sosia staliniani la guadagnò il contabile originario di Vinica, Evsej Lubickij. Quest’ultimo raccontò la sua storia prima di morire in un’intervista a dei giornalisti stranieri. Secondo Lubickij, nel 1937 vennero da lui gli ufficiali del NKVD (Commissariato del popolo per gli affari interni) su di un cellulare, ossia il furgone blindato per prigionieri e lo portarono via per sempre dalla sua famiglia. Lo prepararono per un intero metà anno al ruolo del “condottiero” in una dača sicura nella periferia di Mosca. Gli fecero due operazioni di chirurgia plastica per aumentare la somiglianza con “l’originale”. Lubickij supponeva che tutti i partecipanti a quest’operazione “preparatoria” fossero stati fucilati in seguito. È possibile che proprio per questo motivo sia stato eliminato anche il capo dei servizi di sicurezza Genrich Jagoda. Proprio a Lubickij toccò stare al posto di Stalin più spesso sulla tribuna del Mausoleo, ma anche presiedere ai numerosi incontri con le delegazioni straniere. Non raramente Stalin organizzava delle ispezioni: metteva a sedere Lubickij sulla sua sedia per fargli incontrare i suoi subordinati che venivano con i rapporti. Persino le persone della cerchia più stretta del leader, ossia Kalinin, Molotov, Ežov, non notavano lo scambio… Lubickij svolse il suo “lavoro” per 15 anni interi. Non lo amava, però, Berija, che per qualche ragione vedeva in lui un concorrente. Nel 1952 Lubickij fu arrestato con accuse inventate e mandato nel lager di Soloveckij. Dopo la morte del leader lo liberarono, mentre gli offrirono di scegliere come luogo per vivere una qualunque delle città dell’Asia centrale. Lubickij ricevette una pensione personale, che gli consegnavano personalmente in mano i militari. Tenne la bocca chiusa. Morì nel 1981 a Dušanbe.

Chi è stato messo nel Mausoleo?

L’attore Feliks Dadaev fu un altro dei presunti sosia, che interpretò più di una volta il ruolo di Stalin nel cinegiornale. Nel 1943 fu portato in una dača a Kuncevo e là fu costretto a guardare per ore una pellicola cinematografica con Stalin, a replicare la sua mimica, i suoi movimenti e intonazioni… Secondo Dadaev, oltre a lui in quel momento Stalin aveva altri tre sosia. All’inizio tra i compiti di Dadaev rientravano l’apparire nel posto necessario per attirare l’attenzione su di sé (per esempio, uscire dal Cremlino o sedersi sull’automobile) (mentre il leader rimaneva nel Cremlino o usciva segretamente su un’altra strada). In seguito, iniziò a sostituire Stalin agli incontri con i compagni di partito e alle parate. Durante la guerra Feliks leggeva persino i rapporti alla radio per Stalin.

Poco prima della morte, il sospetto di Stalin sarebbe giunto al punto che i medici curanti dovevano visitare uno dopo l’altro alcuni sosia, che si trovano in diversi uffici e, per questo, non sapevano chi tra loro fosse il vero leader. Nelle conclusioni dei medici patologi, fatte dopo la morte di Stalin, per qualche ragione non fu fatta menzione di tali caratteristiche del leader come il braccio rigido sinistro e le dita unite del piede sinistro. Così sorse l’ipotesi che Stalin morì molto prima della data ufficialmente indicata del 5 marzo 1953 e che fosse stato sostituito da un sosia, perché così conveniva alla sua cerchia più stretta. 

Tuttavia, a oggi, non esiste neanche una prova ufficiale che Stalin abbia usato i servigi dei sosia. Queste informazioni, quindi, rimangono soltanto a livello di voci e leggende.

Fonte: russian7.ru, 18/03/2020 – redazione Ruskaja Semerka, traduzione di Rebecca Gigli

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile

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