Che cos’è il romanticismo capitalistico?

11 esempi tratti da Pietroburgo

Tutti noi abbiamo visto quel genere di edifici. Vetri oscurati. Facciate kitsch. Torrette. Statue. Fontane. Non piacciono a nessuno. Chiunque si interessi di architettura vi dirà che non si possono apprezzare i centri commerciali nei pressi delle stazioni di Mosca. Oppure il business center di Pietroburgo “Tolstoj square” che somiglia al personaggio del cartone animato de Lo Schiaccianoci. Oppure sempre a Pietroburgo il complesso residenziale Zenit con la cappella ribattezzata “Il cristo a dieta” (il soprannome deriva dal supermercato Dieta che si trova alla base della chiesa, n.d.t.).

Ma a qualcuno piaceranno lo stesso? Passeggiando per Pietroburgo, l’architetto Daniil Veretennikov si è accorto che molti di quegli edifici che di solito vengono bollati come orribili, in realtà rappresentano un importante documento architettonico dei tempi recenti. Tutte quelle torrette, quelle facciate specchiate ecc. non sono là perché si aveva l’intento di costruire un obbrobrio, ma perché all’improvviso si era avvertito un senso di libertà. E sempre all’improvviso erano comparsi i soldi.

Quindi Daniil Veretennikov, insieme all’urbanista Gavriil Malyšev e al critico d’arte Aleksandr Semenov, ha inventato il termine romanticismo capitalistico per riferirsi alle costruzioni del periodo che va dal 1991 al 2008 in ambiente post-sovietico. Di solito l’architettura di questo periodo viene definita postmoderna, ma gli autori del termine ritengono necessario isolare questa fase antiestetica dell’era post-sovietica come fenomeno a sé. Loro definiscono il romanticismo capitalistico l’epoca più tollerante nella storia dell’architettura russa. Apprezzare il romanticismo capitalistico, dicono gli inventori del termine, significa rifiutare la xenofobia.

Ad oggi Aleksandr, Daniil e Gavriil studiano il romanticismo capitalistico (sulla base degli esempi di Pietroburgo e dell’oblast’), hanno scritto tesi a riguardo, stanno organizzando delle escursioni e si battono per la salvaguardia dei monumenti architettonici, molti dei quali rientrano nella lista dei 75 edifici dissonanti della città.

The Village si è occupato dell’epoca più tollerante nella storia dell’architettura russa, ha scelto 11 edifici tra i più rappresentativi di Pietroburgo e ha chiesto agli esperti come si fa a innamorarsi del romanticismo capitalistico, che (quasi) tutti odiano.

Il MacDonald’s vicino la metropolitana Vasileostrovskaja

Il primo MacDonald’s di Pietroburgo è stato progettato, secondo alcune fonti, dagli architetti Žukov e Čulkevič (a distanza di 10 anni sarebbero diventati coautori di un altro edificio rilevante per il romanticismo capitalistico, il centro commerciale Regent Hall); secondo altre, la costruzione è legata al nome di Oleg Privalov. Il concorso per lavorare al progetto del MacDonald’s – un chiaro simbolo del capitalismo – è stato conteso fra 35 candidati.

Gli esperti

Daniil Veretennikov – architetto nello studio MLA+, ricercatore di urbanistica presso la SPBGASU. Ideatore del termine romanticismo capitalistico. “L’unione dei due termini fa riferimento a due epoche. Prima era vietata qualsiasi cosa e all’improvviso tutto è diventato possibile: sono aumentati la tavolozza dei materiali per la costruzione e il portafoglio dei committenti, ma il loro circolo si è ristretto. Per gli architetti si sono presentate delle enormi possibilità”.

Aleksandr Semenov – autore del libro “Il design d’arredo in URSS”, professore all’Accademia Stieglitz, fondatore del canale Telegram “Il camembert russo”. “Di questa architettura bisogna prima innamorarsene, e soltanto dopo rifletterci sopra. Senza l’amore non si ottiene niente”.

Gavriil Malyšev – urbanista, architetto nello studio MLA+. “Il romanticismo capitalistico è una combinazione di nostalgia e presunzione: a noi tutto è permesso, abbiamo i soldi”.

Il ristorante sull’acqua “La balena d’argento”

La struttura a scopo ricreativo “La balena d’argento” inizialmente era un progetto della città di Mosca dalla storia difficile. Non essendo riusciti a trovare un accordo sul collocamento della “Balena” sulla Moscova, i committenti, la società industriale e finanziaria Farsej, hanno spostato il progetto a Pietroburgo, dove hanno costruito un ristorante sull’acqua nel cantiere navale Severnaja Verf’. Là è rimasto fino al 2018, poi d’un tratto la “Balena” è stata ormeggiata sulla Neva, non lontano dal parco Babuškin. Il ristorante non ha mai aperto, però la struttura architettonica si trova sotto sorveglianza.

Il termine

Secondo le parole degli inventori, il termine rimanda al romanticismo europeo del XVIII sec. (“il riferimento alle esigenze individuali e spirituali dell’uomo”). Tra l’altro sta a significare una vittoria sul modernismo sovietico (“l’individuo al di sopra della comunità”). Il committente degli edifici modernisti in URSS era lo stato. Quello del romanticismo capitalistico in ambito post-sovietico è un pubblico convenzionale: persone che hanno messo da parte (o rubato) abbastanza soldi da poter pagare un architetto.

“È il romanticismo del capitalismo arrivato all’improvviso. Il fenomeno era già stato chiamato “merdismo”, trash e kitsch, a Mosca viene chiamato stile Lužkov (dall’ex sindaco della capitale, n.d.t.). Ma noi volevamo dargli un termine scientifico.

A distanza di 11 anni dalla crisi economica, passeggiando per la città e notando certi edifici che mandano in bestia molti, abbiamo capito che vanno a formare un’unica immagine. Ci riferiamo a questa fase dell’architettura come fase appartenente al passato, riconoscendo che adesso non è permesso costruire qualcosa del genere. Questa corrente architettonica non è più contemporanea.

I critici dell’arte ritengono che sia la continuazione del modernismo. Ma per noi è ovvio che il romanticismo capitalismo è una nuova corrente a sé.

Chiesa dell’icona della Madonna in piazza Deržavnyj

La chiesa, alla quale il suo architetto Boris Bogdanovič ha cercato, secondo le sue parole, di dare “un’immagine moderna”, spicca sullo sfondo di un lungo edificio modernista di un ospedale. Questa è la prima chiesa di un ospedale nella storia postsovietica di Pietroburgo. È curioso che quasi contemporaneamente in città stava nascendo la tradizione delle chiese facenti parte di complessi residenziali: l’esempio più noto è quello della cappella nella struttura “Zenit” (conosciuta da tutti come “il Cristo a dieta”).

Le date

1991 – 2008

Nel 1991 il crollo dell’URSS viene considerato da Daniil, Gavriil e Aleksandr il punto di partenza del romanticismo capitalistico. Nel 2008 con la crisi economico-finanziaria tramontò l’epoca dei soldi facili e con questa anche il romanticismo capitalistico. Tra l’altro, certi esemplari di questa corrente architettonica sono stati ultimati già dopo la crisi economica (ad esempio il centro commerciale Evrora sulla Malyj prospekt nel quartiere Petrogradskij: un edificio lussuoso con statue che è stato iniziato nel 2006 e che ancora oggi è incompiuto).

Daniil Veretennikov: “Tutti gli architetti attivi fra il 1991 e il 2008 sono stati in relazione con il romanticismo capitalistico (forse dal 1989, quando gli architetti sono diventati liberi professionisti – ancora non abbiamo deciso bene il punto di partenza). Nel 2008 tuonò la crisi economica, che ha tarpato le ali al mercato libero e ci ha fatto credere che il capitalismo non è eterno e non è perfetto”.

Il business center “Tolstoj square”

Inizialmente il business center nel quartiere Petrogradskij era stato costruito per il teatro “Licedei”. Con i suoi 13 piani, il “Tolstoj square” è adiacente a un palazzo di 6 piani con appartamenti in affitto del 1913. Per via della quantità di vetro sulla facciata frontale il progetto dello studio di architetti “Studio 17” ha preso il soprannome di “Schiaccianoci”. Ancora prima era stato ribattezzato “il più brutto dei centri commerciali”.

I luoghi

Gli edifici del romanticismo capitalistico sono apparsi su tutto il territorio post-sovietico (probabilmente vanno compresi anche i paesi del blocco sovietico, Bulgaria, Polonia ecc., dove anche è avvenuto il passaggio dal convenzionale socialismo all’economia di mercato). Il romanticismo capitalistico ha raggiunto il suo apice negli anni ’90 a Nižnyj Novgorod.

Gavriil Malyšev: “Da quelle parti allora l’architetto principale era Aleksandr Charitonov (è morto nel 1999). Forse la sua morte ha in parte salvaguardato l’attuale rapporto con queste costruzioni: sul sito web ufficiale della città c’è anche una sorta di guida alle sue straordinarie opere e si tratta proprio di romanticismo capitalistico nella loro estetica. All’inizio Nižnyj Novgorod era diventata la capitale di questa corrente architettonica poiché un uomo, che ha agito con coraggio e impertinenza, si è trovato ad essere l’architetto principale.”

Daniil Veretennikov: “Ecco su questo piano a Pietroburgo è andata peggio che a tutte. Là qualsiasi collettivo di architetti si opponeva alla comparsa di qualcosa di antitradizionale. Per questo ogni campione esemplare di romanticismo capitalistico è da noi benvisto. Tra l’altro, nonostante il grado di trash del romanticismo capitalistico pietroburghese sia inferiore di quello di Nižnyj Novgorod o di Mosca, ogni costruzione di questo tipo su uno sfondo di un accademismo totale risalta già in modo molto più appariscente. Il risvolto pietroburghese del romanticismo capitalistico merita uno studio a sé, al quale adesso ci stiamo dedicando.”

Centro svaghi con appartamenti “Il cappello di Neznajka”

Anatolij Stoljarchuk, un altro architetto emerso dal progetto LenNIIproekt, ha aperto il suo studio (ancora attivo) nel 1990. Negli anni del romanticismo capitalistico Stoljarchuk e i suoi colleghi hanno progettato in modo attivo edifici privati e pubblici. Uno dei più memorabili è il centro per gli svaghi all’inizio della prospettiva Suvorovskij, che viene chiamato “il cappello di Neznajka” (personaggio di un cartone animato, n.d.t.) per via della sua cupola di vetro dalla forma singolare.

Il centro commerciale “Admiraltejskij”

Il centro commerciale situato all’inizio della prospettiva Moskovskij è stato progettato come un intermezzo fra due edifici storici, ma è stato costruito e consegnato in soli dieci mesi (il che è incredibile per le tempistiche attuali di Pietroburgo). Nonostante l’altezza dell’Admiraltejskij sia conforme al paesaggio circostante, l’edificio in ogni caso spicca notevolmente per le sue enormi vetrate specchiate sulla facciata.

Tolleranza

Il romanticismo capitalistico è “il fenomeno architettonico più tollerante”, dicono gli studiosi di quest’epoca. Nell’ambito del romanticismo capitalistico tutto era permesso: dalla stilizzazione modernizzata con statuette agli enormi prismi specchiati. Da qui la tesi secondo la quale accogliere questo fenomeno significhi rifiutare l’architettura della xenofobia.

Gavriil Malysev: “Il romanticismo capitalistico racchiude in sé il più grande diapason di tutte le ere (dal punto di vista della stilistica e dei dettagli). È il periodo più tollerante nella storia dell’architettura, quando si poteva costruire trash assoluto, ma in contemporanea venivano erette opere dal tenore europeo”.

Il complesso residenziale “Avrora”

Il comitato urbanistico ha tentato di impedire l’edificazione di questo complesso residenziale di venti piani nei pressi del ponte Sampsonievskij, ma alla fine la causa è stata vinta dalla società “Istočnik-stroj”, che a distanza di poco, tra l’altro, sarebbe fallita. L’edificio, che si posiziona sul mercato “elitario”, è stato progettato dall’architetto ora scomparso Timofej Sadodvskij, allievo di Aleksandr Nikol’skij, leader del costruttivismo di Leningrado. Sadodvskij ha raccontato che con la progettazione dell’”Avrora” si è cercato di ottenere un effetto di vaporosità, mentre la torre del complesso residenziale richiama il puntale della scuola navale Nachimov sulla sponda opposta.

Aleksandr Semenov: “Noi cerchiamo di legittimare il romanticismo capitalistico prima di tutto agli occhi della comunità accademica, degli architetti e degli urbanisti e in seguito anche agli occhi di tutti gli atri. Abbiamo gli strumenti per accettare il modernismo, ma non abbiamo quelli per accettare il postmodernismo, in questo caso il romanticismo capitalistico. La comunità degli esperti non capisce come percepire e spiegare questo fenomeno.

La domanda più spinosa è: come si fa ad apprezzare il romanticismo capitalistico? Dopo una lezione una volta una donna mi si è avvicinata e mi ha chiesto: “io vorrei apprezzarlo, ma non capisco cosa posso trovarci di bello”. L’intero sistema ti insegna a disprezzare questo tipo di architettura. Da tutte le parti ti dicono che è roba di pessimo gusto. Per apprezzarlo bisogna un po’ intendersi di storia e di sviluppo dell’architettura, bisogna prendere coscienza del fatto che è il segno e la testimonianza di un’epoca che deve essere preservato così come qualsiasi altro periodo architettonico.”

Il complesso residenziale “Butterfly” (il palazzo con le torrette vicino la metropolitana Novočerkasskaja)

L’architetto Ernest Kondratovič, un tempo direttore dell’undicesimo laboratorio del LenNIIproekt, viveva nel quartiere Bol’šaja Ochta ma ha progettato il palazzo con le torrette non molto lontano, nella Malaja Ochta. L’edificio si presenta come un castello a più piani e abbonda di elementi decorativi. Kondratovič è anche l’autore di un altro complesso residenziale della nostra lista, il palazzo con il galletto.

La critica

I dibattiti (avvenuti principalmente sulla home di Facebook di Daniil e Aleksandr) hanno dato origine alla formulazione delle due principali accuse da parte degli oppositori del romanticismo capitalistico tra gli addetti ai lavori: a loro avviso questa forma architettonica è a) antiestetica; b) amorale.

Daniil Veretennikov: “Il romanticismo capitalistico viene accusato di essere un’architettura amorale: sarebbe come un banchetto in tempo di peste, per citare Puškin. Quando tutto il paese era in piena crisi dei servizi abitativi pubblici, senza soldi e senza acqua calda nei riscaldamenti, nelle capitali si costruivano opere smodatamente costose. Si tratta di un’architettura menzognera che dimostrava la ricchezza personale di qualcuno. Questa accusa è molto più seria delle dichiarazioni sull’antiesteticità perché gioca sul piano della morale.

L’accettazione del romanticismo capitalistico è un percorso verso il rifiuto di valutazioni radicali. Alcuni concetti di architettura ci vengono imposti, ma l’architettura non deve niente a nessuno. Inoltre l’architettura non può essere buona o cattiva, può o rappresentare vividamente un’epoca o essere tale da essere dimenticata nel giro di una decina d’anni.”

Il palazzo con il galletto

È uno dei quattro edifici riuniti sotto il numero civico 42 e costruiti intorno al 2002. È stato Ernest Kondratovič a progettare due dei quattro edifici e in particolare il palazzo con il puntale-banderuola.

Maksim Bataev, direttore dello studio di architettura AMD architects: “Ancora una volta è come se volessero insegnarci a distinguere le sottigliezze degli aromi di merda. Veramente non esiste alcun parametro universale di valutazione, ma qualsiasi comunità può essere rivestita da un tipo di stile.

In questo caso sono d’accordo sul fatto che nel contesto storico si possa individuare una certa frequenza di obbrobri apparsi tra gli anni ’90 e 2000, ma cosa c’entra l’aspetto ideologico? Non c’è alcuna pretesa intellettuale e neppure un movimento reazionario. Al contrario, si tratta esclusivamente di opere congiunturali, mediocri e senza scrupoli, una qualche combinazione orribile di committenti stupidi e architetti marginali originatasi dall’isolamento continuo dal resto del mondo e tutto ciò deve essere moltiplicato per la mancanza di rispetto nei confronti delle persone, ma anche per la visione del mercato e del business come un inganno.

La conferma deriva dal fatto che gli stessi architetti che costruivano in uno stile simile al postmodernismo (il romanticismo capitalistico), adesso adottano uno stile vicino allo storicismo o al decostruttivismo. Allora a che serve dar loro l’opportunità di essere riabilitati cercando un valore artistico? Molto meglio aspettare fino a quando non ne rimarranno più.

Per quanto riguarda il desiderio ambizioso di questi ragazzi di introdurre un nuovo termine, io la penso così: analizzare attentamente delle mostruosità e definirle perfette nel loro squallore è un gesto presuntuoso e disonesto.”

Il complesso residenziale “il palazzo in piazza Komendanstkaja”

Si tratta dell’esempio più imponente della nostra selezione: l’attuale palazzo vicino la metropolitana Komendatnskij prospekt fa parte del complesso residenziale con due torri fra le quali si alternano cinque blocchi della 121° serie (la cosiddetta “gatčinskaja”; in Russia gli edifici per uso abitativo vengono progettati seguendo degli standard, delle serie, appunto, che stabiliscono il numero dei piani, degli appartamenti e altre caratteristiche strutturali, n.d.t.).

La demolizione

Molte opere del romanticismo capitalistico – in particolare il centro commerciale “Sennaja”, il business centre “Golicyn” sull’isola Vasil’evskij, il centro “River House” nel quartiere Petrogradksij – rientrano nella lista dei 75 edifici dissonanti (ovvero nell’allegato della legge n. 820-7 “Sui confini delle zone di protezione dei beni culturali”).

Daniil Veretennikov ritiene che esempi eccezionali del romanticismo capitalistico possano essere a rischio di demolizione. L’ultimo caso è stato l’abbattimento dell’albergo incompiuto “Severnaja korona” sul lungofiume del canale Karpovka, il quale con riserva poteva essere ricondotto a questa corrente architettonica.

Il centro commerciale Regent Hall

Fino agli anni ’80 questo spazio era stato occupato dall’edificio a due piani di una scuola diocesana. Il Comitato per il controllo, l’uso e la salvaguardia dei monumenti storici e culturali aveva richiesto di rifarne la facciata ma alla fine non si sa come ne è uscito fuori il Regent Hall a otto piani. Gavriil Malyšev sostiene che la rotonda del centro commerciale richiami il campanile della cattedrale Vladimirskij che si trova difronte. Di tanto in tanto gli attivisti per la salvaguardia del centro storico di Pietroburgo scendono in piazza con la proposta di demolire questo palazzo.

Daniil Veretennikov: “L’illusione del consenso pubblico sul carattere negativo del romanticismo capitalistico permette alle istituzioni di riferirsi a questo come a un certo strato architettonico che può essere abbattuto. L’inclusione nella lista degli edifici dissonanti rappresenta un grande rischio. Io mi sono prefisso l’obiettivo di ottenere l’annullamento di questa lista, nel caso contrario potremmo perdere una serie di monumenti, non soltanto quelli del romanticismo capitalistico.”

FONTE: the-village.ru, 16 Settembre 2019 – testo di Julija Galkina e fotografie di Viktor Jul’ev, traduzione di Beatrice Pallai 

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