Il mondo si adatta all’alfabeto latino?

Il Kazakhistan rinuncia al cirillico

La lingua kazaka era già passata alla grafia latina. Nel 1929 sostituì la scrittura araba, ma a causa del principio fonetico della costruzione (la parola si scrive come si sente) sono comparse tante varianti diverse, e nel 1940 la grafia latina è stata cambiata con quella cirillica. Adesso si è deciso di cercare di nuovo la felicità nella grafia latina. Secondo alcuni abitanti del Kazakistan, ciò avvicinerà la nazione al cosiddetto mondo civilizzato, secondo altri, la farà ritornare indietro di decenni.

Ancora oggi, 80 anni dopo l’introduzione dell’alfabeto cirillico, in kazako con questa grafia è stato tradotto appena il 30% dell’eredità culturale e scientifica mondiale. Soprattutto narrativa e materiale didattico per l’istruzione media, professionale e universitaria. Tra l’altro solo le edizioni principali, e non le ristampe. Faccio un esempio dalla mia professione, chirurgo pediatrico. In un manuale di base di chirurgia in lingua kazaka, alle operazioni di asportazione dell’appendice sono dedicate appena 12 pagine. Mentre in russo, non meno di 42 monografie.  In esse sono descritti i metodi per eseguire l’operazione alle donne in cinta, in presenza di una disposizione atipica dell’appendice, in presenza di peritonite, ai bambini dai 7 ai 10 anni, agli adulti e così via. Nessuna di esse, addirittura nella grafia cirillica abituale, non è stata tradotta.

Questa è la situazione in tutti i campi della medicina. Per questo, un dottore, che ha terminato la facoltà di medicina in kazako, sarà preparato a metà. E non è colpa sua! I nostri bambini sono molto intelligenti, il guaio è la mancanza di traduzioni e di insegnanti intelligenti e preparati. E questo è solo il problema di una singola malattia. E l’essere umano ne può avere più di 7000! Ovvero solo di medicina devono essere tradotti in caratteri latini più di 80000 libri! Forse verrà fatto? E quanto tempo richiederà?

Un esperimento con i caratteri latini già c’è stato, e si è rivelato talmente miserevole che è stato necessario rinunciarvici. Guardiamo all’attuale antefatto di questa idea. Ancora prima del crollo dell’Unione Sovietica, nella primavera del 1991, la Turchia invitò ad una riunione ad Ankara linguisti e filologi dal Kazakhistan, dal Turkmenistan, dall’Uzbekistan e dall’Azerbaijan per discutere sulla possibilità del passaggio alla grafia latina di tutti i paesi turcofoni. Un anno dopo la Turchia condusse il 1° Congresso Mondiale dei popoli turchi riguardo allo stesso argomento. In entrambi i casi ilKazakistan fu rappresentato da Abduali Kajdar, accademico e linguista, che al ritorno iniziò a pubblicare dei lunghi articoli a favore della grafia latina. Il primo presidente kazako ordinò di creare una commissione per studiare l’opportunità di questo atto. Fortunatamente, quasi la metà dei membri della commissione fu contraria. Ma improvvisamente, nella primavera del 2018, fu promulgato il Decreto sull’introduzione della grafia latina con la totale sostituzione dei caratteri cirillici entro il 2025.

Per argomentare sono state portate alcuni tesi.

  • La grafia latina permetterà l’avvicinamento dei kazaki ai popoli turchi e il rafforzamento dell’identità del popolo kazako.
  • La grafia latina è il mezzo principale per la liberazione dei kazaki dall’influenza imperiale della Russia e della cultura russa, e anche uno strumento di sviluppo della lingua nazionale

Come mai improvvisamente la lontana Turchia si è infiammata d’amore per il Kazakhistan? La risposta è semplice: essendo membro della Nato, probabilmente, ha attuato una direttiva di USA e Nato sul distacco degli ex stati alleati dalla Russia. Per fare ciò basta cambiare alfabeto e fare il lavaggio del cervello ai giovani, travisando la verità storica, educando una nuova generazione, la cui coscienza sarà completamente staccata dal passato del popolo.

E così tra 12-15 anni crescerà una generazione di kazaki, che legge in alfabeto latino. E quindi? Si rivelerà poco preparata, poiché in questi anni non sarà stato tradotto in caratteri latini neanche il 10% dell’eredità culturale mondiale e russa. Poi, non ci sarà alcuna convergenza dei popoli turchi attorno al latino, perché la lingua kazaka avrà 9 nuove lettere che gli altri popoli non potranno leggere. Infine (la cosa più importante!), tutta questa fantomatica comunità turca servirà solo agli studiosi e ai linguisti, mentre il kazako comune non capirà lo stesso su cosa starà scrivendo in caratteri latini un uzbeko, un azero o un turkmeno. Potranno capire solo i kirghizi, poiché la loro lingua è più o meno comprensibile, in particolare quando parlano lentamente. A proposito, loro manterranno i caratteri cirillici, e il russo è la seconda lingua nazionale. E di questo i loro nazionalisti non si lamentano.

Dunque, la prima tesi sull’avvicinamento dei popoli turchi grazie all’alfabeto latino è falsa! Lo stesso vale per l’identità dei kazaki, che dovrebbe raggiungere livelli senza precedenti. Possibile che i kazaki ora non abbiano un’identità nazionale, sviluppatasi dai lavori degli scrittori, degli studiosi e dall’esperienza dei loro antenati? Al contrario, con l’introduzione dell’alfabeto latino, la prossima generazione, separata dalla storia e dall’eredità culturale, fondata sul cirillico, perderà la propria identità. Ma la cosa più assurda è la tesi secondo la quale “l’alfabeto latino è il mezzo principale per liberare i kazaki dall’influenza imperiale della Russia e della cultura russa”. Cari kazaki, difensori di questa tesi! Perché mentire a sé stessi? Non c’è e non c’è stata l’occupazione dei colonizzatori russi! Negli archivi dell’ambasciata russa sono conservate delle lettere in arabo, a partire dal kan Tauke del 1687, poi del kan dell’orda minore Abulkhaira del 1712-1720, poi del kan dell’orda maggiore Kaip del 1718, e dell’orda media Abylaj e del sultano dei Naimani K. Baraka del 1742, i quali chiedono allo zar russo Pietro il Grande e poi alla zarina Elisabetta, di prendere i kazaki sotto la protezione delle armi russe, poiché gli Zungari, conquistate le terre kazake, arrivati fino al Volga, stavano annientando i kazaki e l’esistenza come nazione si poneva già in discussione. Se nel corso di 50 anni, tutti i kan kazaki chiesero agli zar russi l’ingresso nella loro nazione, di che occupazione si può parlare? I kazaki sono entrati volontariamente tra le file dell’Impero russo per conservarsi come nazione.

Poi segue obbligatoriamente la tesi secondo la quale i russi avrebbero annientato la metà dei kazaki durante il golodomor (le carestie, NdT) del 1929-1933. Anche questa è una menzogna! Il Golodomor è stato organizzato dall’ebreo Shaj Itsikovic Goloshchjokin, e su tutti i suoi decreti e su tutte le liste di esecuzione ci sono le firme dei kazaki, i dirigenti della repubblica e degli oblasti dell’epoca. Prestando servizio, hanno ucciso il triplo in più delle persone dei presunti “occupanti russi”. E il popolo kazako è stato salvato da un solo patriota, Turar Ryskulov. Essendo vicepresidente del Consiglio dei commissari del popolo dell’Unione Sovietica, raggruppò gli studenti kazaki di Mosca, gli diede la sua tessera e ordinò, una volta tornati nel paese natale, di registrate tutto quello che avrebbero visto. In autunno, raccolte le firme, mise al corrente Stalin. Dopodiché Goloshchjokin fu richiamato e fucilato. Per questo lo stesso Ryskulov più tardi fu accusato di complotto contro il Partito Comunista, e il georgiano Berija in accordo col georgiano Stalin lo fucilò.

Quindi, i kazaki dovrebbero ora dovrebbero odiare tutti gli ebrei e i georgiani?  Il Partito Comunista e i “conquistatori russi” hanno apportato in Kazakistan migliaia di fabbriche, scuole, ospedali e in appena 10 anni hanno praticamente eliminato l’analfabetismo, grazie al “Әліппе” (l’alfabeto kazako con la grafia russa), creato dal grande Altynsarin.

Cari cittadini kazaki, sostenitori della grafia latina! La generazione che crescerà con essa non conoscerà voi stessi, poiché non potrà leggere le vostre opere. Guardate i vicini che hanno accettato l’alfabeto latino (Uzbekistan, Azerbaijan e altri), i cui cittadini sono costretti a cercare lavoro in Russia. Anche in Kazakistan a causa dell’alfabeto latino hanno già iniziato ad andarsene tutti i giovani e i cittadini russofoni di mezza età, tra cui, i kazaki. E gli anziani se ne vanno lo stesso per l’età. In soli 9 mesi nel 2019 più di 38000 persone sono emigrate definitivamente (dati dell’Agenzia federale russa per le statistiche e della polizia migratoria del Kazakistan). Questo senza contare gli studenti: l’anno scorso sono andati via 92000 ragazzi per studio. Indietro, non torneranno più, forse, poiché in Kazakistan ci sarà l’alfabeto latino, che non conoscono. E questo quando mancano 7000 dottori e 20000 insegnanti! Sono rimasto stupito dal fatto che un presunto nazionalista come B. Tleukhan (musicista e personalità pubblica) si sia rivelato un vero patriota e sia intervenuto contro l’introduzione dell’alfabeto latino. Alla pari dello scrittore Olzas Sulejmenov, del primo cosmonauta T. Aubakirov e di molti altri patrioti kazaki.

Il vicepresidente Germanii J. Rau al suo discorso inaugurale disse: “I patrioti sono persone che amano il proprio popolo, i nazionalisti sono persone che odiano gli altri popoli”. I nazionalisti kazaki a causa del loro odio verso i russi, i kazaki russofoni e la Russia stanno facendo sprofondare il proprio popolo nell’oscurantismo. Tutto ciò che i kazaki hanno ora è l’eredità dell’”imperiale Unione Sovietica”. A proposito, quest’estate il Kazakistan ha preso 762 milioni di dollari dal FMO per la traduzione dei manuali universitari. E questo nonostante che il debito estero sia già superiore a 200 miliardi di dollari!

Il passaggio totale all’alfabeto latino richiederà più di 40 miliardi di dollari! Abbiate pietà dei vostri figli e nipoti!

Almas Koptleuvov

Alma-Ata

FONTE: lgz.ru

Armando Spigno

Ho imparato ad amare la Russia, la sua cultura e la sua lingua durante un anno di studio a Krasnodar, nel Caucaso, all'età di 16 anni. Da allora ho continuato ad alimentare questa passione sia in ambito accademico che al di fuori. Napoletano di origini, ma russo di adozione, sogno di conoscere e far conoscere la cultura di questo paese il più a fondo possibile.

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