È l’ora dei grandi cantieri: le infrastrutture salveranno l’economia dal collasso

Vladimir Putin ritiene che sia arrivato il momento di “riflettere sul lavoro fatto per il futuro” e ha promesso di realizzare enormi progetti infrastrutturali. Ma oggi, secondo gli esperti, la Russia non può permettersi progetti “d’immagine”.

Il presidente russo ha tenuto una riunione in videoconferenza sulla questione relativa allo sviluppo del settore edile. Come descritto in una nota sul sito del Cremlino, vi hanno partecipato, tra gli altri, i vicepresidenti del governo Andrej Belousov e Marat Chusnullin, il ministro dei trasporti Evgenij Ditrich, il ministro dello sviluppo economico Maksim Rešetnikov, il ministro delle finanze Anton Siluanov, il ministro delle costruzioni e dell’ingegneria urbana Vladimir Jakušev e il direttore della Banca centrale russa Elvira Nabiullina.

Al centro del dibattito è stato posto il settore edilizio. Come ha fatto notare Vladimir Putin, “dal suo lavoro efficace e costante dipende la situazione del mercato immobiliare, la realizzazione di imponenti progetti per la costruzione e il rinnovamento delle strade, dei porti marittimi, dei nodi logistici e di altre infrastrutture di riferimento del paese”. Sottolineato il fatto che oggi il lavoro procede in una condizione sfavorevole, creatasi a causa della diffusione dell’infezione da coronavirus, il presidente ha evidenziato la preoccupazione delle imprese impegnate nei grandi progetti infrastrutturali. “Dopotutto per loro è importante vedere una prospettiva per pianificare il proprio lavoro, pianificarlo a lungo termine”, ha commentato il capo di stato.

A questo proposito ha dichiarato che la Russia proseguirà con la realizzazione di enormi progetti infrastrutturali come l’ampliamento della capacità di traffico della ferrovia Bajkal-Amur e della Transiberiana, la costruzione di strade nel sud del paese, incluse le arterie verso il ponte della Crimea e le coste del Mar Nero, l’ammodernamento degli aerodromi di Cheljabinsk, Perm, Khabarovsk e Norilsk, la costruzione di infrastrutture portuali moderne a Murmansk, sul Baltico, sul Mar Nero e nell’estremo oriente russo. Come ha sottolineato il presidente, “tutto ciò è una riserva per l’economia, per la sua crescita futura”.

Nelle difficili condizioni odierne di pandemia da Covid-19, dove si è costretti a rivedere settimanalmente le previsioni economiche e il volume di risorse destinate al sostegno dell’economia, il governo si rende conto che è necessario non solo limitare le perdite attuali causate dal blocco forzato dell’economia ma anche non farsi sfuggire le possibilità di un suo rapido rilancio. Ovvero utilizzare la ricetta testata da anni dalle autorità di molti stati: investimenti in infrastrutture. Queste le parole di Mikhail Kogan, direttore del dipartimento di ricerca analitica della Scuola superiore di gestione finanziaria.

Ciò è avvenuto negli Stati Uniti negli anni della Grande depressione con l’approvazione della Legge sulle grandi arterie federali, la Cina è diventata negli ultimi anni la seconda economia mondiale grazie ad investimenti attivi nelle infrastrutture e il Fondo monetario internazionale ha sollecitato investimenti simili per la creazione di una base di crescita più stabile. Non a caso, nei progetti nazionali approvati, il complesso piano di ammodernamento e ampliamento delle infrastrutture principali prevede lo stanziamento di 7 trilioni di rubli fino al 2024, mentre il programma per rendere le strade sicure e di qualità ne contempla altri 4,48, ovvero in totale quasi il 45% di tutte le risorse stanziate.

I progetti infrastrutturali e le costruzioni sono il settore con il maggior effetto moltiplicatore, afferma l’analista. Stando alle sue stime, ogni rublo investito può restituire circa tre rubli sotto forma di accresciuta domanda dai settori collaterali. Bisogna considerare anche la componente sociale sotto forma di posti di lavoro, particolarmente importante proprio oggi che i sondaggi dimostrano come quasi un terzo delle piccole e medie imprese abbia dimezzato il numero dei propri dipendenti.

Время великих строек - инфраструктура вытянет экономику из провала

Per questo Vladimir Putin ha annunciato l’aumento fino al 50% dell’anticipo dei contratti per progetti infrastrutturali per non bloccare i cantieri, garantire lo stipendio ai lavoratori e sostenere il capitale minimo di funzionamento delle imprese. Mikhail Kogan aggiunge che, anche per questo, hanno fatto seguito le dichiarazioni sulla necessità di avviare un programma ipotecario vantaggioso al 6,5% annuale per immobili del valore inferiore a 3 milioni di rubli nelle regioni e 8 milioni in entrambe le capitali, per il quale verranno stanziati 12 miliardi di rubli. In un contesto di crollo della domanda di immobili che ammonterebbe, stando ai dati di Vladimir Jakušev, al 30%, la società Dom.RF (agenzia che mira a sviluppare il settore immobiliare e migliorare la qualità degli alloggi a livello nazionale, ndt) riceverà una garanzia statale dal ministero delle finanze pari a 50 miliardi di rubli per l’acquisto di nuovi appartamenti di classe comfort dai costruttori.

Tuttavia, nonostante le dichiarazioni del presidente, non tutti i grandi cantieri infrastrutturali verranno mantenuti come annunciato precedentemente. Di questo ne è certo l’analista della holding “Alor” Aleksej Antonov. Stando alle sue parole, in questo momento il governo ha il compito di scegliere quali sono i progetti prioritari, abbandonando quelli imbastiti più per sostenere l’immagine del paese che per portare benefici reali.

Tra quelli che probabilmente verranno spostati a data da destinarsi si possono citare, per esempio, il ponte verso Sachalin, nonché l’enorme centro culturale sull’isola, o il progetto per la linea ad alta velocità Mosca-Kazan e Mosca-San Pietroburgo, ritiene l’analista. Dall’intervento del presidente risulta chiaro, invece, quali progetti rimangono prioritari. Considerando la situazione creatasi si può dedurre, afferma Antonov, che la pandemia di coronavirus ha svolto un ruolo di cartina al tornasole dei megaprogetti statali: in un contesto di crisi i meno sostenibili si autoeliminano spontaneamente.

Anche la mossa dello stato di aumentare dal 30% al 50% l’anticipo dei progetti salvati è pienamente giustificabile, ritiene Aleksej Antonov. In questo periodo gli investitori non hanno liquidità e la reazione tempestiva dello stato conferma l’alto interessamento nel risultato finale. È importante capire che quest’anno attirare investitori nei progetti attraverso il loro finanziamento sarà ancora più complicato rispetto al passato, poiché la crisi costringe a utilizzare le risorse per sostenere il business primario, per questo lo stato deve nuovamente ricorrere alle proprie riserve.

Tra le ovvie difficoltà con cui si scontreranno i principali progetti infrastrutturali quest’anno e nei prossimi c’è l’inevitabile rincaro a tutti i livelli del cantiere, dall’elaborazione e revisione della documentazione progettuale e budgetaria alle spese per risorse, manodopera e servizi dei terzisti.

Fonte: Expert, 17.04.2020. Articolo di Anna Koroleva. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Alessandro Lazzari

Originario della provincia di Treviso, nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.