Le dacie di Kratovo nel fotoreportage di Fedor Savincev

Il fotografo Fedor Savincev è tornato nella piccola città in cui ha trascorso l’infanzia per ritrarre alcune case degne di una menzione particolare nella varietà architettonica della Russia.

Kratovo è l’agglomerato di dacie nella regione di Mosca in cui a loro tempo hanno vissuto Mikhail Zoshchenko, Vladimir Shainskij, Sergej Prokof’ev, Sergej Ėjzenštejn e altri rappresentanti dell’intelligencija sovietica. Di questo gruppo faceva parte anche il nonno di Fedor Savincev, Petr Savincev, vicepresidente dell’unione dei compositori dell’URSS ai tempi in cui il presidente era Tikhon Khrennikov.

Fedor ha trascorso tutta l’infanzia proprio in questo paesino in cui oggi anche i suoi genitori hanno una dacia. Ogni soggiorno qui è come un viaggio nel tempo: molte case hanno conservato lo spirito dell’epoca.

“Kratovo aspettava il momento in cui avrei compreso il valore di questi capolavori architettonici. Qui sono cresciuto, qui sono vissuti i miei bisnonni e qui i miei genitori hanno una dacia. Per questo motivo tutto ciò che mostro è parte della mia infanzia. Ognuna di queste case mi è familiare, questa volta le ho semplicemente guardate con attenzione e il risultato è stato capire che esse meritano una menzione particolare nella varietà architettonica della Russia” racconta il fotografo.

Fedor ha iniziato a percorrere sentieri conosciuti e a fotografare case abbandonandosi a ricordi nostalgici, poi questo lavoro si è gradualmente trasformato in una ricerca di grande valore. La cosa interessante è che il progetto è interamente realizzato con un iPhone: dopo aver ottenuto le fotografie Fedor le carica sui social network, talvolta accompagnandole con dei piccoli racconti nelle didascalie. A volte su Facebook o Instagram le persone riconoscono le case dei vicini e persino le dacie della loro infanzia, aiutando in questo modo a ricostruirne a poco a poco la storia.

Fedor afferma che molti dei proprietari attuali non sappiano nulla di queste dacie. Alcuni addirittura non hanno neanche mai riflettuto sul valore delle case, eppure alcune di esse meriterebbero lo stato di oggetto di interesse culturale.

Al momento il progetto non è ancora concluso: come in precedenza le informazioni sulle dacie di Kratovo non sono molte. Per questo Fedor esorta tutti coloro che hanno delle storie legate a questo luogo a contattarlo. Il risultato della sua ricerca di ampia portata diventerà un libro che immortalerà per sempre non soltanto l’architettura e la costruzione delle dacie, ma anche quel sentimento chiaro e familiare che affiora quando si ricorda la propria infanzia.

Admagazine, 14/04/2020 – di Ekaterina Karpukhina, traduzione di Paola Ticozzi

Paola Ticozzi

Nella rete di casualità e cambi di rotta che mi contraddistinguono ci sono due costanti: la letteratura russa e Mosca. La traduzione è il ponte di collegamento tra questi poli di attrazione e la mia vita quotidiana. Il tutto con un pizzico di goffaggine.