«Nessun turnover ergo niente stipendi»: cosa attende ai teatri dopo il coronavirus

Come il coronavirus ha colpito i teatri della capitale.

A causa del coronavirus e dell’introduzione del regime di autoisolamento a Mosca e in una serie di altre regioni, le istituzioni culturali hanno subito enormi perdite, mentre una parte di esse rischia la chiusura. «Gazeta.Ru» parla di ciò che hanno dovuto affrontare i teatri della capitale e di come sia possibile aiutarli.

Data la pandemia di coronavirus, a Mosca il regime di autoisolamento è stato prolungato fino al 1 maggio. Le conseguenze provocate dalle misure restrittive sono state ricusate da tutti i settori senza eccezioni, ma alcuni, e tra questi le imprese culturali, si sono rivelati i più vulnerabili. Il rimborso dei biglietti in massa e la cancellazione degli spettacoli sono solo una piccola parte di ciò che hanno dovuto affrontare i teatri della capitale.

«Abbiamo rimborsato i biglietti degli spettatori, per quegli spettacoli che sarebbero dovuti andare in scena dal 17 marzo, per una cifra superiore ai 20 milioni di rubli» – ha riferito il direttore del Teatro Malyj, Tamara Michajlova, a «Gazeta.Ru».

Il teatro è chiuso, ossia, subisce delle perdite. In queste condizioni pagare gli stipendi al personale diventa sempre più difficile.

«Conosco la somma che ci è necessaria per il pagamento delle ferie e degli stipendi per il periodo estivo. Se, però, il ministero distribuisce tutti i soldi del budget a tutte le istituzioni culturali, allora del budget non rimane semplicemente niente», – Michajlova ha spiegato.

Non basta il sostegno governativo neanche al Teatro d’Arte di Mosca: metà della somma, che serve a pagare i dipendenti, consiste nel guadagno ricavato dalla vendita dei biglietti. Il teatro si è già rivolto al Ministero della cultura con la richiesta di un finanziamento aggiuntivo.

«La mancanza della messa in scena degli spettacoli è per noi catastrofica. Primo, ciò influirà sugli stipendi dei nostri collaboratori, in particolare degli attori, – ha confidato Marina Andrejkina, il primo vice direttore artistico del Teatro d’Arte di Mosca – Noi, come i nostri colleghi, ci siamo rivolti al Ministero della cultura. Conoscono i nostri problemi».

Tuttavia, se le istituzioni federali ricevono un sostegno finanziario dal governo, ai teatri indipendenti tocca pagare autonomamente l’affitto e gli stipendi. A causa della cessazione delle attività molti dipendenti sono stati mandati in ferie non retribuite.

«Nessun turnover ergo niente stipendi. Tutti senza esclusione sono stati mandati in ferie a proprie spese. Inoltre, la lunghezza delle “vacanze” è sconosciuta» — ha detto il direttore artistico del teatro “Community stage”, Varvara Korovina.

Come ha assicurato il direttore della “Casa centrale degli attori Jabločkinaja” Aleksandr Žigalkin, i suoi dipendenti sono riusciti per ora a mantenere gli stipendi, anche se il teatro non ha supporti. «Siamo una fondazione pubblica, non abbiamo supporti. Da dove prendere i soldi, è una domanda che ancora non ha una risposta. Eppure li troveremo» – ha sottolineato Žigalkin.

Adesso la gran parte dei teatri è passata interamente al format online, hanno aperto l’accesso alle mediateche e alle trasposizioni degli spettacoli. Uno dei primi a lanciare il trend è stato “Praktika”: il teatro ha lanciato il progetto «Praktika karantina (Praktika quarantena)», ossia una serie di spettacoli e di letture di pièce contemporanee da parte delle presenze fisse in onda. Nonostante tutte le prove dal vivo siano state interrotte, il teatro si è trovato pronto. Ci sono molte première in arrivo, ma una parte di esse è dovuta essere rimandata a tempo indeterminato.

«Cosa accadrà dopo non è chiaro. Con enorme dispiacere, la messa in scena della prossima prima dello spettacolo «23:58:20» di Sergej Čechov è stata spostata il più tardi possibile. Continuiamo a lavorare su ciò che era stato programmato. Lo spettacolo Pole (Campo) sarebbe dovuto andare in scena nei giorni della Festa della vittoria (9 maggio). Abbiamo già capito che lo spettacolo potrebbe non esserci a maggio. In questo caso, allora, lo sposteremo alla fine di giugno» – ha detto il dirigente artistico di “Praktika”, Marina Brusnikina.

I teatri senza una propria compagnia di attori non possono pianificare il repertorio per maggio, poiché dipendono interamente dagli artisti invitati. Adesso, il team del teatro “Community stage” è passato al digitale, dove lavora su nuovi progetti.

«Da un lato, a causa dell’assenza di un aiuto finanziario, il teatro può facilmente essere chiuso. Dall’altro, nel nostro team c’è uno spirito di squadra piuttosto forte, perciò c’è la possibilità che ne usciremo – ha concluso Varvara Korovina – La situazione è per noi estremamente difficile, molto più triste rispetto a quella dei teatri statali, anche se la quarantena ha colpito tutti. Penso che il mercato si rimetterà in un anno e mezzo.

Chiedere di comprare i biglietti nella speranza di supportare i teatri in questo tempo non semplice è un’idea senza speranza e, in ogni caso, inutile, sottolinea il Centro Mejerchol’d. Sul suo sito il teatro ha organizzato una raccolta fondi per i suoi dipendenti: il Laboratorio “Dmitrij Brusnikin”, il teatro “Jul’ansambl'”, il centro artistico “Sreda” e per altri gruppi teatrali indipendenti. Oltre alle donazioni, è sempre possibile sostenere i teatri sui social e attraverso la visualizzazione degli spettacoli online.

Fonte: m.gazeta.ru, 08/04/2020 – di Dar’ja Zarubina, traduzione di Rebecca Gigli

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile