Si balla!

In questo articolo vogliamo ricordare come si ballava nella Rus’. Dalla Kamarinskaja alla Barynja, dal Kazačok alla Kadril’, dal Chorovod al ballo di fiera con l’orso. A quei tempi nessuna festa poteva fare a meno della danza. I balli prendevano il nome dalla melodia, dal numero di ballerini o dalle sue figure. Essi potevano essere lirici o marziali e a ognuno corrispondeva una particolare funzione: quando l’anima canta e le gambe cominciano a ballare.

Chorovod

È una danza dalle radici pagane. Essa consisteva nel formare un cerchio in onore di Jarilo, l’antico dio del sole. “Il cammino verso il sole” faceva parte dei riti slavi. Tuttavia, nel corso dei secoli il carattere rituale è rimasto sullo sfondo. Il Chorovod si è trasformato nello spettacolo principale delle festività nazionali russe. Il carattere della danza cambia a seconda della circostanza; ad esempio il Chorovod si balla in onore dell’arrivo della primavera o per la notte di Ivan Kupala tenendosi per mano, mantenendo un foulard o una ghirlanda.

Trojka

È una danza popolare che si può facilmente distinguere dalle altre contando il numero dei ballerini. Inizialmente si trattava di un uomo e due donne. Il ritmo e i passi assomigliano a quelli della trojka russa dei cavalli galoppanti. La Trojka è ballata non solo dai gruppi di danza popolare ma viene eseguita anche sulla scena classica, come, ad esempio, nel balletto “Lo Schiaccianoci” sulle note dell’opera di Petr’ Il’ič Čajkovskij.

Kalinka

Questa danza viene eseguita accompagnata da una canzone che ha solo la reputazione di essere popolare. Infatti, Kalinka fu creata da Ivan Larionov, compositore e folklorista russo, nel 1860. La melodia è passata direttamente dal palco del teatro amatoriale Saratov al popolo. Nella danza Kalinka non ci sono figure coreografiche speciali; si tratta, infatti, di una danza di improvvisazione. Questo avviene anche negli spettacoli sul ghiaccio, come nel caso dei pattinatori Irina Rodnina e Aleksandr Zajcev.

Barynja

È la danza baldanzosa intesa come “conflitto sociale” e ballata nello spirito di assistere a chi ballerà con chi. I personaggi principali sono la “sudarynja-barynja” (trad.“signora-padrona”) e il “krest’janskij mužik” (trad. “Il contadino”). Sull’accompagnamento della fisarmonica o della balalajka, la maestosità si oppone all’arditezza, la fluidità dei movimenti all’agilità. Secondo una delle teorie questa danza nacque nella provincia di Oryol.

Kamarinskaja

È il ballo del “mani sui fianchi, tallone e punta” ed è diventato una fonte di ispirazione per l’orchestra. Michail Glinka nella sua ouverture ha utilizzato la stessa melodia e i cori caratteristici del canto popolare mentre Petr’ Čajkovskij ha incluso il tema in “Album per la Gioventù”. Nella versione ballata il ruolo principale è rivestito dal “kamarinskij mužik” (trad. “L’uomo di Kamarič”), un allegro e vivace abitante di Kamarič, nel distretto della provincia di Orlov.

Kazačov

È un ballo russo, delle zone del Terek e del Kuban’. Questa danza internazionale consiste in passi eseguiti in posizione accovacciata, in balli di coppia e salti. La melodia allegra e vivace del Kazačok è famosa sin dal XVIII secolo. La gloria della danza popolare ha raggiunto persino i salotti di Parigi insieme alle truppe russe. Aleksandr’ Dargomyžskij compose “Malorossijskij kazačok” per l’orchestra sinfonica e dal XIX secolo il Kazačok in Russia è stato “elevato” a ballo da sala.

 

Prisjadka

È l’esempio di danza come elemento di battaglia. Inizialmente, i guerrieri slavi si accovacciavano durante l’attacco, mentre ai tempi di Suvorov gareggiavano in un “combattimento accovacciato” insieme all’allenamento tattico e di tiro. La Prisjadka è sia un esercizio acrobatico che una danza utile a  innalzare lo spirito guerriero. Un secolo fa, nella provincia di Vologda, ci fu una gara di ballo in cui si ballava stando sulle ginocchia e così la danza dei marinai ottenne il nome di “Jabločko”, come la canzone popolare.

Kadril’

La Kadril’ è passata dalla campagna francese a quella russa attraversando i salotti nobiliari. In Russia il ballo francese ha assunto un proprio carattere e delle proprie tradizioni. Questo incontro di ballo tra diverse coppie si è sviluppato fino a diventare una vera e propria storia d’amore raccontata in diversi capitoli: “incontro”, “passeggiata”, “separazione”, “addio”. Accompagnata da una filastrocca, la kadril’ è diventata la prima danza nel villaggio.

Tanok

Più che una danza è un rito in cui si accordano canzone, movimenti e giochi. La tradizione ebbe origine nelle terre di Kursk e Belgorod. Gli abitanti del posto la distinguevano dal comune Chorovod e gli attribuivano un significato speciale. Ogni villaggio aveva una sua coreografia: disposti in una singola fila o in quattro file, con le cinture o con gli stracci; il Tanok era eseguito dalle fanciulle nel luogo in cui si tenevano i festeggiamenti. Ci si poteva lanciare nella danza senza un ordine preciso ma seguendo la tradizione e la propria immaginazione.

 

Fonte: culture.ru, 29/02/2020 – Traduzione di Martina Fattore

Martina Fattore

Cresciuta nelle terre molisane, non potevo far altro che innamorarmi di un posto altrettanto irreale. Le incomprensioni con perfettivi e imperfettivi non mi hanno impedito di vivere il celebre inverno russo: gelido ma pieno di calore umano condiviso davanti a una buona tazza di čaj e kalitki.

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