La città dei prjaniki, dei samovar e delle armi. Un fine-settimana a Tula

Nel periodo estivo la maggior parte dei turisti che si reca nell’Oblast’ di Tula visita i musei di “Jasnaja Poljana”, “Polenovo” e “Turgenevo”. Ma l’oblast’ offre luoghi da vedere e cose da provare anche nelle stagioni più fredde dell’anno. Tula è infatti situata a soli 180 chilometri da Mosca, a poco più di due ore di treno. Date un’occhiata alla raccolta di foto di RIA Novosti per scoprire come entrare in un samovar, dove vedere una pulce con i ferri di cavallo, una rivoltella di tre grammi e una fisarmonica-stivale.

Il Cremlino di Tula - © RIA Novosti / Aleksej Kudenko

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Il Cremlino di Tula, risalente all’inizio del XVI secolo, costituisce l’edificio più antico della città. Sul suo territorio sono presenti due cattedrali: la cattedrale dell’Epifania, oggi una succursale del museo delle armi, e la cattedrale della Dormizione, che è stata retrocessa a chiesa. In realtà al momento è chiusa per i lavori di restauro, anche se non completamente. I turisti possono ancora visitare la parte inferiore del campanile e vedere gli affreschi degli iconografi di Palech.

Installazione sul lungofiume Kazanskaja - © RIA NOVOSTI / Marija Selivanova

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Non distante dal Cremlino c’è il lungofiume Kazanskaja con piste ciclabili, caffetterie e chioschi che vendono pel’meni, oltre alle numerose installazioni artistiche. Qui è possibile vedere, ad esempio, l’albero-farfalla o il cavallo d’acciaio, composto da 14.000 lettere dell’alfabeto russo e latino saldate tra di loro. Un posto perfetto per un selfie!

Installazione sul lungofiume Kazanskaja - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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O ancora, ci si può fare una foto sulla panchina di legno intagliato situata accanto a un decoratissimo samovar.

Edificio del Museo statale delle armi © RIA Novosti / Vladimir Vjatkin

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Una delle attrattive principali della città è il museo delle armi, il più antico della Russia, fondato nel 1873. Parte della sua collezione è esposta all’interno della cattedrale dell’Epifania nel Cremlino.

L’edificio principale, a forma di antica cappellina (un tipo di elmo diffuso in Europa occidentale nel XVII secolo, N.d.T.) venne costruito solo otto anni fa. I suoi cinque piani ospitano armi leggere e da taglio, tutte realizzate dagli artigiani di Tula. Gli oggetti esposti più antichi risalgono al XIV secolo.

Oggetti in esposizione al Museo delle armi - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Ecco alcune delle cose che potrete fare nel museo: prendere la mira con una mitragliatrice oppure impugnare un fucile della Prima guerra mondiale.

Tra gli oggetti esposti più rari della collezione ci sono, ad esempio, la “ballerina” (il cannone aeronautico più leggero del mondo, che pesa solo 43 chili), la minuscola rivoltella “Bulldog”, che pesa solo tre grammi (da un metro di distanza può perforare un foglio di carta), il pezzo d’artiglieria più veloce del mondo (realizza fino a 12.000 spari al minuto), oltre al ben noto fucile d’assalto Kalašnikov e alla famosa pistola Makarova.

Gli schermi interattivi e le sale proiezioni vi forniranno informazioni sulle armi.

Antica farmacia di Tula - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Nel museo “Antica farmacia di Tula” è possibile scoprire come si curavano gli abitanti della città nel XIX e XX secolo. Aperta nel 1884, la farmacia continuò ad essere operativa nella vendita di medicinali fino al 2011.

“La struttura venne ricostruita esattamente com’era al tempo dei primi proprietari, la famiglia Beljavskij. L’attività venne mandata avanti da tre generazioni di farmacisti. I mobili, le vetrine e i lampadari sono stati infatti fatti realizzare attenendosi alle documentazioni tramandate ai discendenti – racconta la guida Larisa Moskalenko. – Nella sala vendita le ampolle e i recipienti recano ancora le etichette originali.

La pulce con i ferri di cavallo al microscopio - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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L’oggetto più popolare dell’intera esposizione è però una pulce con dei ferri di cavallo dorati alle zampe, realizzati dal tornitore Nikolaj Alduninyj. Il lavoro può essere osservato attraverso un microscopio.

Secondo la tradizione, un tempo ci si recava in farmacia non solo per acquistare medicine, ma anche per osservare qualcosa di insolito, come ad esempio gli animali conservati in barattoli pieni di alcol.

All'interno del museo dei samovar - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Due sale del museo “I Samovar di Tula”, che si poggia direttamente sulle mura del Cremlino, ospitano degli esemplari del periodo compreso tra il XVIII e il XX secolo. Oltre ai classici samovar in metallo, ve ne sono anche in porcellana e in legno di betulla. I visitatori possono persino entrare all’interno del samovar più grande del mondo, seppur esclusivamente decorativo.

Nello stesso museo sono conservati gli effetti personali di Ivan e Nazar Lisicin, i costruttori della prima fabbrica di samovar della città, e gli oggetti appartenuti ad altri commercianti del posto, tra cui Somov, Malikov, Fomin, Batašev, Šemarin.

Monumento ai prjaniki in Piazza Lenin - Foto del Postojannyj Komitet Sojuznogo Gosudarstva

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Sulla piazza principale, intitolata a Lenin, è presente una scultura in bronzo dedicata ai famosi prjaniki (dolcetti di pan di zenzero, N.d.T.) di Tula, che reca la scritta “Alla felicità”. È uno dei simboli della città, ormai presente dal 1685.

Masterclass di preparazione di prjaniki presso la fabbrica di Jasnaja Poljana - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Il classico prjanik di Tula è di forma rettangolare, con uno strato di glassa che ricopre il lato superiore. Il ripieno può essere di marmellata o di latte condensato.

La produzione in serie iniziò nel 1954, stesso anno dell’apertura dell’Esposizione agricola dell’Unione sovietica.

Sono ormai 25 anni che il museo è dedicato al prjanik. Tra gli oggetti esposti troviamo anche delle tavole in legno per la realizzazione di prodotti da forno, esempi di diversi metodi di confezionamento e utensili da fornaio.

Museo delle fisarmoniche di nonno Filimon - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Tula è anche la patria della fisarmonica. Proprio qui, all’inizio del XIX secolo, i fratelli Škunaevy realizzarono gli esemplari più primitivi dello strumento, nella loro bottega casalinga.

È possibile osservarli nel “Museo delle fisarmoniche di nonno Filimon”, situato sulla strada Mendeleevskaja, non lontano dal Cremlino.

Oggetto in esposizione al Museo delle fisarmoniche di nonno Filimon - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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La collezione è composta da più di 150 strumenti musicali: fisarmoniche realizzate a Tula, Saratov, Orël, Eles, Vologda, Nižegorodskij, ma anche bandoneón e concertine provenienti dalla Germania. Alcune possono anche essere suonate.

La fisarmonica-stivale - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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“Possiamo mostrarvi la fisarmonica più lunga, la più piccola – grande quanto il palmo di una mano, – la più squillante e la più intagliata del mondo. Ma il nostro orgoglio è la fisarmonica-stivale”, – racconta la guida, professore presso l’Istituto d’arte di Tula intitolato a Dargomyžskiy Nikolaj Kuz’mišev.

Per suonarla bisogna posizionare la mano destra nello stivale, afferrare il tacco con la sinistra e poi tirarlo leggermente.

Via dei Metallisty - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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La via dei Metallisty, che si estende dal Cremlino fino al lungofiume Kazanskaja, è da poco diventata pedonale. È stata soprannominata l’Arbat di Tula. La maggior parte degli edifici è costituita da case di pietra a due piani del XIX secolo, che oggi ospitano negozi di souvenir, pasticcerie e caffetterie.

Edificio del museo dei giocattoli sovietici - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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Qui è situato il Museo dei giocattoli sovietici. Seguite il cartello, passate attraverso l’arco, entrate nel cortile interno e sarete arrivati. All’ingresso vedrete un’automobilina giocattolo.

Museo dei giocattoli sovietici - © RIA Novosti / Marija Selivanova

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La mostra si sviluppa lungo tre sale. Sugli scaffali troverete pupazzi che stanno sempre in piedi, trottole, peluche, giochi da tavola, maschere, mosaici, diapositive, bambole.

Fonte ria.ru, 03/03/2020 – di Marija Selivanova, Traduzione di Francesca Giannotti

 

Francesca Giannotti

Nata a Roma nel 1996. Laureata in Mediazione Linguistico-culturale e poi in Traduzione specializzata. Dopo aver vissuto qualche mese a San Pietroburgo e a Mosca mi sono innamorata del paese e della sua cultura. Collaboro con RIT per condividere questa mia passione.