Le dieci leggende più spaventose su Mosca

Mosca è una città antica, perciò non c’è da stupirsi se, nella sua storia secolare, si sono diffusi miti e leggende. Raccontiamo qui i più famosi.

La limousine fantasma di Lavrentij Berija

Non lontano dall’anello d’oro, sulla Malaja Nikitiskaja Ulitca, si trovava una casa, nella quale, a suo tempo, visse il fedelissimo di Iosif Stalin, Lavrentij Berija. Si dice che in questa casa venissero portate le belle ragazze che venivano fermate per le strade della città, i destini delle quali sono oggi ignoti. La cosa sorprendente è che, negli anni ’90, durante la ristrutturazione della casa, furono ritrovati nella cantina degli strumenti di tortura.

La leggenda narra che, una volta al mese, arriva qui una macchina fantasma, che non si può vedere, ma di cui si sente chiaramente il rumore. Si ferma davanti alla porta del palazzo e libera i suoi passeggeri spettrali, che si nascondono nelle tenebre dell’edificio.

La metro 2

Molti sono certi che la metro di Mosca conservi al suo interno una moltitudine di segreti. Uno di essi è la metro 2, un complesso segreto di tunnel e stazioni, che veniva utilizzato solo dall’élite politica dell’Unione Sovietica. Si dice che la linea segreta della metro colleghi Arbat a Vnukovo. Ci sono anche altre linee, ad esempio quella che parte dalla dacia di Stalin e arriva al Cremlino.

Il gatto Behemot

Il Museo centrale statale della storia contemporanea della Russia, sulla Tverskaja, è il luogo dove spesso le persone vedono un grande gatto nero. È un gatto particolare, dicono, che a mezzanotte circa esce dall’edificio scendendo da una parete, passeggia per un po’ sulla Tverskaja e poi si nasconde in un’altra parete del museo. Si ritiene che proprio questo gatto sia stato l’ispirazione di Behemot, il gatto del romanzo di Bulgakov “Il Maestro e Margherita”. 

Jakov Brjus

Sulla piazza Bol’šaja Sucharevskaja un tempo svettava la Torre Sucharev, che fu distrutta nel 1934. Nell’edificio si trovava l’osservatorio di Jakov Brjus, scienziato e uno dei più stretti collaboratori di Pietro I. I contemporanei di Brjus lo ritenevano uno stregone, poiché erano certo che nella torre si occupasse esclusivamente di magia. Si diceva persino che sapesse trasformarsi in un corvo. Dopo la morte di Brjus, nella zona si iniziò a vedere spesso il suo fantasma, e ancora oggi molti avvistano un fantasma con la barba, che cerca il suo libro nero degli incantesimi.

L’orologio dannato del podere di Musin-Puškin

Si tratta di un’altra leggenda legata a Jakov Brjus. La casa al numero 2 di Ulitca Spartakovskaja è conosciuta come tenuta di Musin-Puškin. Ma è chiamata anche “casa del mago Brjus”. Una volta Brjus, per ordine del proprietario della casa, costruì un’insolita meridiana, su cui erano incisi contorni di una croce sbagliata, simboli astrologici, ma anche cifre e i nomi dei mesi. Accadde che colui che lo aveva richiesto morì prima che l’orologio fosse pronto, e i suoi eredi si rifiutarono di pagare quella strana opera. Allora Jakov Brjus maledì l’orologio, in modo che esso predicesse solo sventure e problemi. Tutto questo venne confermato dal fatto che, sia prima dello scoppio della guerra mondiale che prima della rivoluzione, l’orologio era macchiato di rosso sangue.

Oggi non c’è più l’orologio sul muro del podere, resta solo la sua sagoma, che ricorda il segno di una lapide.

Agaf’ya la gobba

La zona della torre della televisione Ostankino è ancora oggi considerata da alcuni uno dei luoghi più mistici della capitale. Per molto tempo hanno vissuto in quest’area streghe e stregoni, ma oggi questi luoghi sono abitati da molti fantasmi. Uno di essi è quello della gobba Agaf’ya del Telecentro in Ulitca Akademika Koroleva 19. L’anima di una vecchia strega, che venne sepolta viva in un luogo lì vicino, girovaga di notte nei corridori dell’edificio, predicendo la morte di tutti coloro che la incrociano.

I fantasmi della Casa sul Lungofiume

Il celebre complesso abitativo sulla Bersenevskaya nel centro di Mosca ha una brutta fama, cosa non sorprendente, considerando la sua storia. Anche prima della Rivoluzione, al posto della casa si trovava il luogo di impiccagione principale di Mosca. Qui molte persone hanno terminato la loro vita in maniera atroce, tra cui anche il celebre Emel’yan Pugačev.

Negli anni ’30 del secolo scorso, un destino infelice attendeva proprio gli abitanti della casa: più di un terzo di coloro che vivevano nella Casa sul Lungofiume furono perseguiti. I fantasmi di queste persone, secondo la leggenda, ancora oggi infestano i corridoi della casa.

La carrozza grigia

In Ulitca Kuzneckij Most spesso accadono cose misteriose. Ad esempio, appare il fantasma di una carrozza trainata da cavalli, che regolarmente percorre la via dal XIX secolo. Secondo la leggenda, tutto iniziò quando l’ennesimo giocatore che aveva perso alle carte uscì dalla sala del gioco (ai tempi ve ne erano in abbondanza), un misterioso cocchiere su una carrozza grigia si offrì di portare lo sfortunato giocatore dove gli fosse più comodo per soli dieci copechi. Dopo aver accettato l’offerta, il giocatore scomparve completamente.

Si dice che una carrozza sospetta ancora oggi percorra quella via, accompagnata dal rumore degli zoccoli di un cavallo.

Il fantasma dell’amante di Savva Morozov

È possibile incontrare sul ponte Kuzneckij anche un altro fantasma: la modella Josephine, che era l’amante di Savva Morozov. Una volta questa andò al lavoro in carrozza e sentì un giornalista che annunciava il suicidio del suo amante. Scioccata da questa notizia, Josephine saltò giù dalla carrozza e immediatamente venne investita da un’altra carrozza che passava in direzione opposta. Il giorno successivo, proprio lo stesso giornalista fu trovato morto, strangolato con una calza, che apparteneva proprio alla modella. Da allora il fantasma vaga nei pressi del ponte Kuzneckij, alla ricerca di venditori ambulanti di libri e giornali per prendersi la sua rivincita (sfortunatamente non sa che ora i giornali non vengono più venduti per le strade di Mosca).

Il burrone Golosov

Nel territorio del parco-museo Kolomenskoe si trova il burrone Golosov, dove avvengono fatti misteriosi. Si dice che proprio qui San Giorgio abbia combattuto contro il drago. I resti del drago si trasformarono in due pietre. Una, la “pietra dell’oca”, cura tutte le malattie, mentre l’altra, chiamata “pietra delle donne”, porta fortuna al sesso femminile. Tutto ciò che bisogna fare è lanciare vicino a una delle pietre una moneta ed esprimere un desiderio.

Inoltre, se entrate nel burrone Golosov quando c’è una nebbia intensa, non si sa quando presto si possa tornare indietro.

Fonte: Večernjaja Moskva, di Andreij Belijak, 11 novembre 2018, tradotto da Chiara Faini

Chiara Faini

Classe 1995, nata a Milano e attualmente studentessa magistrale di Management internazionale. Ho vissuto un semestre a Mosca, dove ho lasciato un pezzo di cuore. In attesa di tornare a riprendermelo, mi dedico alle attività che più amo: leggere, viaggiare, tradurre.