Cosa leggevano i Classici? Gli scrittori preferiti da Fëdor Dostoevskij

Le opere di Fëdor Dostoevskij vengono lette ormai da mezzo secolo sia in Russia che all’estero. Le idee dello scrittore-filosofo e le sue tecniche letterarie possono essere rintracciate sia nelle opere degli autori connazionali sia in quelle degli autori inglesi, europei e persino giapponesi. Ma cosa leggeva Dostoevskij? Scopriamo insieme quali erano i suoi autori preferiti.

Gli scrittori europei
Salvador Dalì. Illustrazione al romanzo di Cervantes “Don Chisciotte”. Litografia. 1957.
Eugène Delacroix. “La barca di Dante” (Dante e Virgilio all’Inferno). 1822. Louvre, Parigi.
Illustrazione alla prima edizione del romanzo di Victor Hugo “L’ultimo giorno di un condannato a morte”. 1829.

Fëdor Dostoevskij si appassionò alla letteratura fin dalla sua prima giovinezza. Leggeva molti scrittori stranieri, principalmente europei; tra questi c’erano Dante, Hoffman, Dickens, Schiller. Dostoevskij rilesse spesso “Don Chisciotte” di Cervantes, “L’Uscoque” di George Sand, “Candida” di Voltaire e “Storia di Gil Blas di Santillana” di Alain-René Lesage, “I miserabili” e “L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo. Nelle opere di Dostoevskij emersero in seguito delle allusioni ad alcune delle trame degli scrittori europei.

Il giovane scrittore amava in particolare Honoré de Balzac. Infatti, la carriera letteraria di Dostoevskij iniziò proprio con la traduzione del romanzo “Eugenia Grandet”. In seguito si occupò anche delle traduzioni di Eugène Sue e George Sand anche se non vennero mai pubblicate.

Dostoevskij preferiva le opere romantiche e sentimentali: trame acute, conflitti drammatici, personaggi vividi ed elaborati. Nelle opere di George Sand, come ha ricordato in seguito, “rimase colpito dalla semplicità pura e alta dei tipi e degli ideali e dal fascino modesto del tono rigoroso e sobrio del racconto”.

I classici della letteratura russa
Andrej Nikolaev. Illustrazione al romanzo di Lev Tolstoj “Guerra e pace”.1981.
Alexander Benoir. Illustrazione al romanzo di Aleksander Puškin “La dama di picche”. Hermann per le strade di Pietroburgo. 1910.
Jurij Ignat’ev. Illustrazione al romanzo di Ivan Gončarov “Oblomov”.1978.

Fin dall’infanzia il poeta russo prediletto da Fëdor Dostoevskij era Aleksandr Puškin. Dostoevskij conosceva a memoria molte delle sue poesie. Una delle opere preferite dallo scrittore era il racconto mistico “La dama di picche”. Suo fratello raccontò come Fëdor si preparò a portare il lutto dopo il duello di Puškin.

Proprio come le poesie di Puškin, il giovane scrittore amava molto la prosa di Nikolaj Gogol’. La sua influenza era evidente già nel primo romanzo: in “Povera gente”, infatti, Dostoevskij sviluppa la trama sociale e il tema del “piccolo uomo”. Gli studiosi lo ritengono il primo autore russo “uscito dal cappotto di Gogol’”. Il giovane scrittore Nikolaj Nekrasov, dopo aver letto il manoscritto del suo romanzo, gli diede l’appellativo di “il nuovo Gogol'”.

A Dostoevskij piaceva “Oblomov” di Ivan Gončarov, e spesso raccomandava ai suoi amici di leggere “Guerra e pace” di Lev Tolstoj. Nella famiglia dello scrittore, così come nella famiglia paterna, esisteva la tradizione delle letture serali. Dostoevskij leggeva ad alta voce le opere dei classici russi ed europei ai suoi figli. Lo scrittore li introdusse alla Bibbia con il libro della sua infanzia “Cento quattro storie dell’Antico e del Nuovo Testamento”.

Il Vangelo
Nikolaj Karazin. Illustrazione al romanzo di di Fëdor Dostoevskij “Delitto e castigo”. 1893.
Il’ja Glazunov. Illustrazione al romanzo di Fëdor Dostoevskij “L’idiota”. Il principe Myškin. 1956.
Nikolaj Karazin. Illustrazione al romanzo di Fëdor Dostoevskij “I fratelli Karamazov”. Libro 12. 1893.

Le storie sulla vita di Cristo giocarono un ruolo rilevante nella vita di Fëdor Dostoevskij. Il vangelo gli fu donato dalle mogli dei Decabristi a Tobol’sk quando stava andando a Omsk, dove svolse i lavori forzati. Nei quattro anni di prigionia a Omsk Dostoevskij lesse solo il vangelo, gli altri libri erano vietati. Per tutta la sua vita lo scrittore conservò la copia del vangelo “della reclusione” e, in punto di morte, la consegnò a suo figlio Fëdor. Oggi il libro è conservato nella Casa-Museo di Dostoevskij.

Gesù Cristo divenne il prototipo di alcuni degli eroi di Fëdor Dostoevskij e il vangelo appare in molte sue opere. Infatti, è proprio il vangelo che legge Rodion Raskol’nikov alla fine del romanzo; l’immagine di Cristo divenne centrale nella creazione del personaggio Myskin e appare anche ne “La leggenda del Grande Inquisitore”, una delle parti principali de “I fratelli Karamazov”.

La biblioteca dello scrittore, che ha curato durante tutta la sua vita, non è stata conservata. A noi è arrivata la lista dei libri compilata dopo la morte di sua moglie Anna Dostoevskaja. La lista in russo è consultabile qui

Fonte: Kultura.ru , traduzione di Martina Fattore

Martina Fattore

Cresciuta nelle terre molisane, non potevo far altro che innamorarmi di un posto altrettanto irreale. Le incomprensioni con perfettivi e imperfettivi non mi hanno impedito di vivere il celebre inverno russo: gelido ma pieno di calore umano condiviso davanti a una buona tazza di čaj e kalitki.