Ivan Safronov, ex giornalista della testata russa “Kommersant”, fermato con l’accusa di alto tradimento

Ivan Safronov, consigliere del presidente di “Roscosmos”, già corrispondente di “Kommersant” e “Vedomosti”, è stato fermato a Mosca con il sospetto di alto tradimento. A darne per primo la notizia è stato il canale telegram Life Shot che ha pubblicato il video del fermo. TASS ha reso noto che il giornalista è stato fermato dagli agenti del Servizio Federale per la Sicurezza. “Roscosmos” ha confermato questa informazione, sottolineando che il fermo non è collegato con l’attuale attività di Safronov all’agenzia governativa. L’abitazione di Safronov è stata perquisita, dal suo ufficio a “Roscosmos” sono stati sequestrati dei documenti. Il giornalista in stato di fermo ha ricevuto la visita dell’avvocato di “Pravozaščita Otkrytki” Oleg Eliseev (con l’avvocato Sergej Badamšin ha partecipato alla causa di Barbara Karaulova e a quella del giornalista di “Meduza” Ivan Golunov).

Secondo la versione del Servizio Federale per la Sicurezza russo, il trentenne Ivan Safronov lavorava per i servizi segreti di un paese della NATO.  Secondo la versione dei servizi segreti russi, Safronov raccoglieva e trasmetteva informazioni sulla cooperazione tecnico-militare, la difesa e la sicurezza della Federazione Russa protette dal segreto di Stato, questo quanto riportato nella dichiarazione del Servizio Federale per la Sicurezza. Nella causa per alto tradimento Safronov rischia fino a 20 anni di reclusione. Il Servizio Federale per la Sicurezza intende adire il tribunale per richiedere l’arresto del giornalista.

Il fermo di Ivan Safronov viene collegato alla sua attività giornalistica.

“Interfax” ha reso noto che Safronov da “Roscosmos” non ha accesso a segreti di Stato (lo ha confermato il presidente di “Roscosmos” Dmitrij Rogozin). Un’altra voce dell’agenzia ha ammesso che “con ogni probabilità il fermo è legato a una pubblicazione sulla cooperazione tecnico-militare”. La fonte ha sottolineato che più di un anno fa Safronov era stato chiamato a colloquio al Servizio Federale per la Sicurezza, “solo che allora non si era parlato di procedimento penale”. L’addetto stampa del presidente russo Dmitrij Peskov a tal proposito ha dichiarato che “il fermo non è in alcun modo legato all’attività giornalistica che Ivan Safronov svolgeva prima”.

Esiste anche una versione secondo cui Safronov potrebbe essere stato fermato a causa di un articolo di “Kommersant” sulle forniture di caccia Su-35 russi in Egitto, scritto da lui e Aleksandra Džordževič, uscito il 18 marzo 2019 ed eliminato poco dopo. A giugno si è saputo che si era deciso di sanzionare amministrativamente “Kommersant” per divulgazione di informazioni che costituiscono segreto di Stato o altro segreto appositamente protetto dalla legge. Il tribunale non ha ancora iniziato a esaminare questa causa. Secondo i dati di “Otkrytye Media”, Safronov è stato interrogato diverse volte al Servizio Federale per la Sicurezza, anche relativamente alla notizia sulle forniture di caccia in Egitto. Vladimir Želonkin, direttore generale e caporedattore di “Kommersant”, ha affermato che negli ultimi tempi “Kommersant” non ha ricevuto contestazioni per questa notizia. Nella pubblicazione stessa non ci sono revisioni. Aleksandra Džordževič, coautrice dell’articolo sui Su-35, oggi inviata speciale di “Novaja Gazeta”, si è rifiutata di commentare il fermo di Safronov.

Ivan Safronov ha lavorato nei mass media commerciali per circa 10 anni, scrivendo sul complesso militare-industriale. Tra il 2010 e il 2019 Safronov è stato corrispondente e inviato speciale di “Kommersant”. Tra gli altri, ha pubblicato pezzi sull’industria spaziale e sulla cooperazione militare e tecnico-militare. Inoltre era entrato nel pool giornalistico del Cremlino sostituendo temporaneamente l’inviato speciale di “Kommersant” Andrej Kolesnikov.

Ivan Safronov, 2016 Petr Kassin / Kommersant

Ivan Safronov era stato licenziato da “Kommersant” a maggio 2019 a causa di un suo pezzo sulla possibile dimissione di Valentina Matvienko dal ruolo di portavoce del Consiglio della Federazione Russa. In segno di protesta si era licenziata dal giornale tutta la redazione della sezione politica. Tra il 2019 e il 2020 Safronov è stato inviato speciale di “Vedomosti”. Ha lasciato il giornale dopo che Andrej Šmarov è diventato caporedattore della testata. A maggio 2020 Safronov ha preso servizio come consigliere del presidente di “Roscosmos” per la politica dell’informazione.

Il padre di Ivan Safronov, Ivan Safronov senior, lavorava per “Kommersant” scrivendo su esercito e marina. È morto nel 2007 cadendo giù dalla finestra di casa. Prima di morire il giornalista stava preparando una pubblicazione sulle forniture di caccia Su-30 in Siria e Iran, che, come ha scritto “Kommersant”, poteva suscitare forte scandalo. Il coautore di questo pezzo, Mikhail Zygar’ sottolinea che il testo era pronto per la pubblicazione, ma non è mai più uscito.

Fonte Meduza, 07/07/2020 – di Aleksandr Baklanov, Traduzione di Giulia Dal Fabbro