I grattacieli di Stalin

I grattacieli di Stalin sono degli edifici giganteschi che contraddistinguono il profilo architettonico di Mosca. La costruzione dei grattacieli iniziò nel decennio postbellico, quando la città era in corso di ricostruzione dopo la devastazione. Secondo I. Stalin, questi grattacieli dall’aspetto originale sarebbero dovuti diventare un simbolo di rinascita.

Il Consiglio dei ministri dell’URSS elaborò un piano per la costruzione di otto edifici a più piani. Nel settembre 1947, nel giorno della celebrazione degli 800 anni di Mosca, furono poste le fondamenta di tutti i palazzi.

I grattacieli moscoviti sarebbero dovuti diventare il simbolo della ricostruzione della capitale dell’URSS dopo la guerra e della superiorità del sistema sovietico su quello capitalistico. In contemporanea con le fondamenta degli edifici, venne inaugurato il monumento del principe Jurij Dolgorukij: come se il fondatore di Mosca benedicesse la città che si accingeva ad entrare in una nuova epoca.

Prima della realizzazione dei grattacieli staliniani venne fissato un obiettivo ambizioso: dimostrare la potenza dello stato sovietico e, allo stesso tempo, costruire dei veri e propri capolavori architettonici, che si distinguessero per la bellezza e ricercatezza delle forme.

Secondo il piano iniziale, otto palazzi avrebbero dovuto circondare l’edificio più imponente: il Palazzo dei soviet, un grattacielo di 420 metri che sarebbe stato adornato da una statua di Lenin alta 100 metri. Il Palazzo dei soviet iniziò ad essere eretto nel 1937 al posto della Cattedrale di Cristo Salvatore, che era stata fatta saltare in aria. Con l’inizio della guerra la costruzione fu sospesa, e le strutture metalliche già pronte furono inviate per la realizzazione di ricci cechi (ostacoli anticarro, costituiti da assi di metallo, n.d.t.).

Il progetto del Palazzo dei soviet rimase incompiuto, ma i grattacieli vennero edificati, anche se, non otto, bensì sette: il grattacielo che si pianificava costruire nell’area di Zarjad’e non venne edificato. L’ultimo grattacielo di Stalin fu terminato nel 1957.

Stalin vedeva Mosca come la città da cui sarebbe iniziato il rinnovamento di tutto il paese. Pianificò che i grattacieli sarebbero stati costruiti anche in altre città. Il sogno di leader dei popoli in parte si realizzò: edifici che possono essere chiamati grattacieli di Stalin furono eretti a Čeljabinsk, Kiev, Riga. Inoltre, è possibile vedere edifici dall’architettura simile in alcune capitali dell’ex blocco orientale, come Praga, Varsavia e Bucarest.

Nella stampa occidentale, e in seguito nell’architettura ufficiale, si è soliti chiamare lo stile degli alti edifici sovietici “impero stalinista”. In questa espressione vi è una certa ironia: i costosi grattacieli vennero costruiti in un paese che non si era ancora ripreso dalle conseguenze della terribile guerra, quando una grande parte della popolazione soffriva la fame.

Tuttavia, la costruzione dei grattacieli divenne un evento decisivo per Mosca e le altre città: la maggior parte degli edifici divennero elementi dominanti del profilo architettonico, oltre che capolavori di spicco nell’architettura mondiale.

I grattacieli di Stalin a Mosca

L’edificio del MID (Ministero degli Affari Esteri, n.d.t.)

Il primo grattacielo staliniano venne terminato nel 1953, qualche mese prima rispetto l’edifico dell’MGU (Università statale di Mosca, n.d.t.). Il progetto del palazzo alto 172 metri venne elaborato dagli architetti M. Minkus e V. Gel’frejch.

Inizialmente l’aspetto del grattacielo era diverso rispetto a quello attuale: sull’edificio non era presente il pinnacolo. A Stalin questo modello non piacque, quindi ordinò agli architetti di erigere il pinnacolo. L’esecuzione del compito assegnato fu estremamente complessa: la struttura creava un carico ulteriore sui piani alti dell’edificio, quindi Minkus e Gel’frejch installarono sul grattacielo un pinnacolo dall’intelaiatura più leggera, troppo debole per essere coronato dalla stella a cinque punte. Pertanto, l’edificio del MID divenne l’unico grattacielo staliniano privo della stella.

Indirizzo: Mosca, Smolenskaja-Sennaja ploščad’, 32/34

Il grattacielo dell’MGU

Il progetto del grattacielo fu elaborato dall’eminente architetto sovietico B. Iofan, che propose di erigere l’edificio nel luogo in cui oggi si trova il punto panoramico di Vorob’ëvye gory. Tuttavia, dei geologi si contrapposero a questa idea, ritenendo che il grattacielo avrebbe potuto scivolare dalla cima del monte, ma Iofan insistette con la sua idea; per questo motivo venne poi destituito e l’incarico fu passato a un altro architetto di spicco: L. Rudnev.

Il cantiere durò dal 1949 al 1953; vennero utilizzati quasi 200 milioni di mattoni e circa 45 tonnellate d’acciaio. Sul pinnacolo del grattacielo alto 238 metri venne issata la grande stella.

Le fondamenta dell’edificio MGU vennero create dall’ingegnere N. Nikitin, che costruì anche la torre di trasmissione di Ostankino. Per la decorazione della facciata del palazzo venne incaricato lo studio della scultrice V. Muchina. Venne proposto che davanti all’ingresso dell’università venisse collocata la statua “L’operaio e la kolchoziana”, ma L. Berija scelse a favore del monumento dedicato a M. Lomonosov.

Per la costruzione, conformemente alla tradizione dell’epoca, le autorità di Mosca ingaggiarono dei prigionieri: ai lavoratori venne promessa l’amnistia al termine dell’edificio. Dunque, migliaia di muratori avevano bisogno di un posto dove vivere, e a questo scopo, vicino al cantiere, venne creato un villaggio, chiamato “Solncevo”. In seguito, il villaggio diventò un quartiere della capitale.

Il 1° settembre 1953, l’edificio principale dell’MGU aprì le sue porte agli studenti e agli insegnanti. Era una vera “città nella città”: il palazzo si componeva di diversi edifici, in qui erano ospitate facoltà, laboratori, biblioteche, fondazioni scientifiche, aule, alloggi. Gli studenti potevano vivere e studiare praticamente senza mai lasciare il campus universitario.

Il grattacielo dell’MGU ebbe una grande importanza anche per l’aspetto architettonico di Mosca: il panorama di Vorob’ëvye gory con il palazzo dell’MGU divenne presto uno dei punti panoramici più celebri della capitale.

Anche l’area davanti al grattacielo venne valorizzata; infatti, davanti all’edificio principale dell’MGU si trova un vero e proprio parco con sentieri, monumenti, laghetti artificiali, fontane e panchine.

Fino al 1990, quando a Francoforte venne costruito il grattacielo alto 256 metri Messeturm, il palazzo dell’MGU costituiva l’edificio europeo più alto.

Esistono molte leggende e storie mistiche legate all’edificio dell’MGU. Ad esempio, si crede che sotto il grattacielo ci sia la cosiddetto “ala sotterranea” in caso di una guerra atomica.

Indirizzo: Mosca, Leninskie gory, d. 1.

La Casa degli aviatori

Ancora, un altro grattacielo di Stalin venne costruito in piazza Kudrinskaja (durante il periodo sovietico chiamata Piazza della Rivolta). L’architetto A. Mndojanc concluse la realizzazione del palazzo alto 156 metri nel 1954, che fin dal principio venne progettato come residenziale.

Gli ingressi dell’edificio ricordavano i vestiboli dei musei, le scale erano rivestite da marmo pregiato, gli inquilini si muovevano a bordo di rapidi ascensori. In totale, nella Casa degli aviatori si trovavano 450 appartamenti di lusso con soffitti alti.

Gli alloggi del prestigioso palazzo vennero spartiti tra l’élite sovietica: funzionari di partito, attori del cinema, cosmonauti, aviatori, ingegneri aerospaziali. Ad abitare nell’edificio erano soprattutto i rappresentanti delle ultime tre professioni: da qui deriva il nome del grattacielo.

Gli inquilini della Casa degli aviatori potevano non uscire per settimane: nel palazzo c’erano negozi, parrucchieri, un cinema, ecc.

Indirizzo: Mosca, Kudrinskaja ploščad’, d. 1

L’Albergo “Ucraina”

La costruzione di questo edificio iniziò nel 1953, anno della morte di Stalin. I lavori si conclusero nel 1957, quando il paese era guidato da Chruščëv; fu proprio il segretario generale a sceglierne il nome.

Il grattacielo di 198 metri venne innalzato sul Kutuzovskij prospekt dagli architetti A. Mordvinov e V. Oltarževskij.

Nell’albergo “Ucraina” si trova il plastico “Mosca 1977”, che aveva rappresentato la capitale nell’esposizione internazionale negli Stati Uniti. Il modello dimostra a pieno titolo come appariva il centro della città in quell’epoca.

Nel 2010 l’albergo “Ucraina” è stato completamente ristrutturato, e da quell’anno ospita la catena internazionale di hotel di alto livello “Radisson”.

Indirizzo: Mosca, Kutusovskij prospekt, d. 2/1.

Il grattacielo sulla riva Kotelničeskaja

Fin dal principio si pensò di assegnare uno dei grattacieli di Stalin all’intelligencija artistica; l’edificio che lo diventò fu il grattacielo sulla riva Kotel’ničeskaja: un palazzo con torri originali, decorato da una moltitudine di sculture. Fu l’architetto A. Rostovskij a progettare l’innalzamento della costruzione nel 1952.

Il palazzo si trova sulla foce del fiume Jauza, in uno dei luoghi più confortevoli, belli e tranquilli di Mosca. Nel grattacielo abitarono i celebri poeti A. Voznesenskij e E. Evtušenko, la cantante L. Zykina, le attrici N. Mordjukova e F. Ranevskaja, la ballerina G. Ulanova.

 

Indirizzo: Mosca, ul. Kotel’ničeskaja naberežnaja, d. 1/15.

L’albergo “Leningradskaja”

Tra tutti i grattacieli di Stalin, l’albergo alto 136 metri “Leningradskaja” si distingue per l’assenza di larghe torri e per la sua miniatura. Da alcune prospettive, l’edificio appare simile a una torre medievale.

Ancora, un’altra peculiarità dell’hotel “Leningradskaja” è la sfarzosa, perfino per i criteri dell’impero staliniano, decorazione delle sale. L’architetto L. Polljakov convocò per i lavori interni degli specialisti di architettura in stile russo-antico ed ecclesiastico. I locali sono rifiniti con costoso marmo, cristallo e pietre preziose. All’interno dell’edificio si trova un’enorme quantità di sculture, bassorilievi, mosaici, elementi decorativi in ferro battuto.

Oggi nell’edificio è ubicato l’hotel “Hilton”.

Indirizzo: Mosca, ul. Kalančёvskaja, d. 21/40.

Il grattacielo sull’Anello dei giardini

L’edificio residenziale in stile “impero staliniano” sull’Anello dei giardini, in piazza Krasnye Vorota, venne progettato dagli architetti B. Mesencev e A. Duškin. L’altezza dell’edificio è di 138 metri, dunque non molto elevata in confronto ad altri grattacieli di Stalin. Tuttavia, gli architetti ottennero dalle autorità cittadine il diritto di collocare il palazzo nella parte più elevata dell’Anello dei giardini, il che conferì maestosità alla costruzione.

L’innalzamento del grattacielo fu accompagnato da difficoltà non indifferenti: proprio sotto una delle ali dell’edificio veniva costruita la stazione della metro. Gli architetti fecero ricorso a una tecnologia unica, letteralmente congelando lo scavo costruttivo per scongiurarne un suo crollo.

Ai tempi dell’URSS nel grattacielo aveva sede il Ministero delle costruzioni meccaniche, mentre attualmente si trovano gli uffici di compagnie di trasporto e appartamenti.

Purtroppo, durante la costruzione dell’edificio venne demolita un’antica villa, in cui era nato M. Ju. Lermontov.

Indirizzo: Mosca, ul. Sadovaja-Spasskaja, d. 21

 

FONTE: mos-holidays.ru, tradotto da Alice Bonacina

Alice Bonacina

Da sempre appassionata di lingue e culture straniere, ho deciso di studiare russo con l’inizio dell’università, desiderosa d’intraprendere nuove sfide. Dopo un soggiorno di studio a Nižnij Novgorod e poi a Mosca, che hanno alimentato la mia passione verso la Russia, ora che sono tornata nella mia Bergamo, tradurre per RIT mi aiuta ad alleviare la nostalgia verso questo affascinante paese.