Via dagli scaffali delle biblioteche i libri con il bollino “18+”

Il Ministero della cultura ha obbligato le biblioteche a togliere dagli scaffali ad accesso libero i libri con il bollino “18+”

La giornata internazionale degli amanti del libro (9 agosto, N.d.T.) è la scusa ideale per rileggere un classico o per immergersi nel mondo della letteratura contemporanea. Ma per poter fare questa immersione ci sono delle mezze tinte, soprattutto per chi ancora non ha compiuto 18 anni. Quali libri si sono guadagnati il bollino speciale, qual è ora il loro posto in biblioteca e che cosa ne pensano famosi scrittori ed esperti?

Ecco come il nuovo decreto del Ministero della Cultura prende forma nella pratica: la letteratura con il bollino 18+ è stata spostata in sale separate, dove l’accesso ai ragazzi in età scolare è proibito. Subito sorge l’associazione con il videonoleggio, nel quale i film per adulti sono sistemati dietro ad una tenda. Del resto, allora Internet non c’era. Oggi invece, per poter leggere qualcosa dalla lista proibita, ai ragazzi in età scolare è sufficiente tirare fuori il telefono.

Ovviamente, questo nelle biblioteche è un fatto risaputo. Ma si è tenuti a sottostare al decreto. D’altra parte, è difficile immaginarsi la situazione in cui, nel 2020, un adolescente di 15 anni arrivi e cerchi un qualsiasi romanzo erotico.

“Oggi c’è un sempre maggiore interesse verso la saggistica. Pertanto, lì dove ci sono sale specializzate in discipline naturali, tecniche o sociali c’è una crescente affluenza,” racconta la vicepresidentessa dell’associazione bibliotecaria russa, Irina Michnova.

L’autore del decreto è l’ex ministro della cultura Vladimir Medinskij. E, per la verità, si tratta di un rilassamento di una norma ancora più strana, rimasta in vigore per otto anni.

“I libri bollati come 18+, generalmente, non potevano stare nelle biblioteche. Questi titoli dovevano trovarsi ad una distanza dalle biblioteche di almeno 100 metri. Ed anche questa norma, come capirete, è praticamente irrealizzabile”, sostiene la sostituta ministra della cultura Ol’ga Jarilova.

È bene a questo punto ricordare che per libri 18+ non si intendono solo romanzi erotici o autori contemporanei come Pelevin e Sorokin. Nella lista delle opere potenzialmente dannose per la psiche infantile rientra anche una buona metà di classici. Nabokov con la sua Lolita, Il parco di Puškin e Regime speciale di Dovlatov, tutto Solženicyn e parte di Brodskij. Persino Placido Don di Šolochov. Su questi titoli vige la nota di “imprecazioni non censurate”. Ma, al tempo stesso, è ancora tutto incluso nel programma scolastico, il cui problema principale non sono affatto le parolacce.

“Spesso chiedono, beh allora cosa c’è di strano in Anna Karenina? Le piaceva il tipo, è andata da lui, dove sta il problema? In realtà sono queste le cose che occorrerebbe spiegare, affinché i ragazzi capiscano il contesto storico-culturale dei fatti e non appendano i libri al muro”, parla convinto lo scrittore Evgenij Vodolazkin.

Ancora, nella lista per adulti sono finiti titoli nei quali si negano i valori familiari, si descrivono scene che istigano al suicidio, oppure si presentato descrizioni realistiche di atti di violenza. Ciononostante, a titolo di esempio, la scena dell’assassinio della vecchia usuraia in Delitto e castigo non è considerata troppo cruda, e la restrizione viene tirata solo fino ai 16+.

A tal proposito, in tutto le categorie d’età sono cinque. Sono comparse già nel 2012, quando è entrata in vigore la legge “Sulla difesa dei bambini dalle informazioni recanti danno alla salute”.

Approssimativamente, il 90% dei classici russi nelle nostre librerie e, quindi, nelle biblioteche, è bollato come 16+. Ciò significa che, fino ai 16 anni, per il nostro ragazzo sono proibiti tutti i classici, tutto il patrimonio del secolo d’oro. Speriamo che dopo i 16 anni inizi a leggere? Chi non ha già iniziato, non inizierà mai.

Si vuole sperare che in questa situazione ci siano dei lati positivi. È pur vero che se qualcosa viene severamente vietata ad un bambino, questo non finisce che per volerlo ancora di più. Perciò, finché terranno Lolita sotto chiave, ci sarà qualche scolaro che già lo cerca su internet.

 

FONTE: Pervyj Kanal – Novosti, 09/08/2020 – articolo di Ol’ga Pautova, traduzione di Giulia Gallo

Giulia Gallo

Romana, classe 1996. Il mio amore per la lingua e la cultura russa nasce per puro caso, spinta dall'interesse per il diverso e l'ignoto, stimolata lungo il cammino da docenti e persone meravigliose. E alla fine, è il russo che ha conquistato me. Dopo la laurea triennale in Lingue e Letterature Moderne a Roma ho avuto l'occasione di trascorrere, nell'ambito della magistrale, il tanto desiderato semestre a San Pietroburgo nel 2019; ho avuto l'ennesima conferma che la strada intrapresa era quella giusta. Non resta che continuare a percorrerla, colmando la nostalgia con la pratica traduttiva e continuando ad imparare, guidata da interminabile curiosità.