Putin candidato al premio Nobel per la pace

Mosca, 24 settembre 2020. RIA Novosti. Il presidente russo Vladimir Putin è stato candidato al premio Nobel per la pace del 2021.

La richiesta è stata sottoposta al comitato per il Nobel a Oslo dallo scrittore e studioso Sergej Komkov.

Il 9 settembre Komkov ha inviato la candidatura, che, il giorno successivo alle 15:07 ora locale, è stata ricevuta dal comitato per il Nobel per la pace e la ricezione della stessa controfirmata da un segretario del comitato. Lo scrittore avrebbe seguito attentamente la consegna della raccomandata.

Alla conferenza stampa sulla “Candidatura del presidente russo Vladimir Putin al premio Nobel per la pace del 2021″ Komkov ha raccontato:

La richiesta ha generato una reazione decisamente frenetica da parte degli Stati Uniti. Già la sera, infatti, intorno alle 16:00 ora locale, il delegato americano a Oslo […] ha scritto in fretta e furia, quasi a mano, e inviato una domanda di candidatura al premio Nobel per la pace in favore di Trump per non si sa cosa, per una sorta di accordo tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele per gestire una qualche situazione di conflitto.

Secondo Komkov, l’accettazione delle richieste ha inizio a settembre e fine a ottobre. Il comitato avrà tempo fino a marzo per esaminarle, poi tra marzo e aprile invierà a tutti coloro che hanno presentato una proposta una lettera attestante la ricezione, la valutazione e la registrazione della richiesta.

Lo scrittore ha sottolineato che il premio Nobel per la pace potrebbe essere annullato se la questione della nomina di Putin per questo premio non dovesse venire risolta.

Faremo tutto il possibile, con ogni mezzo. Abbiamo ancora quasi un anno per far sì che i membri del comitato Nobel accolgano questa iniziativa.

Secondo lo scrittore, “questo serio ente internazionale” deve “essere controllato come si deve e dovrebbe essere messa alla prova la sua responsabilità civile”.

Bisogna capire cosa sono veramente: o sono servitori di forze oscure pronti a votare sempre alla cieca oppure sono i reali discendenti […] e gli effettivi esecutori del volere del grande Nobel.

In precedenza, nel 2013, Komkov aveva già candidato Putin al premio Nobel per la pace, definendo il presidente russo “un illustre leader mondiale, capace di impedire un’imminente catastrofe planetaria”.

I commenti dal Cremlino

L’addetto stampa del presidente, Dmitrij Peskov, commentando la candidatura di Putin al premio Nobel, ha affermato che se tale decisione dovesse essere accettata sarebbe una bellissima notizia, se invece non fosse così, non ci sarebbe nulla di male.

“Sapete già che vengono proposte per questo premio persone completamente diverse. È questo lo scopo di chi fa tali proposte”, ha detto commentando l’iniziativa di Komkov.

“Esiste una precisa procedura di selezione dei candidati. Se la candidatura verrà accolta, bene, altrimenti, andrà bene lo stesso. È difficile poter dire altro in questo momento”, ha comunicato Peskov ai giornalisti.

Ottima prova di adeguatezza

Elena Panina, membro della commissione della Duma di Stato per gli affari esteri, commentando la candidatura di Putin al premio Nobel per la pace, ha detto a RIA Novosti che tutto ciò sarà un un’ottima prova di adeguatezza per i membri del comitato Nobel.

La deputata ha ricordato che è proprio grazie al contributo decisivo del presidente russo che si è riusciti ad ottenere la pace in Ciscaucasia e in Siria, oltre alla tregua nel Donbass. Secondo Panina, se non fosse stato per l’intervento personale di Putin, in quei territori starebbero morendo ancora centinaia di persone, sia militari che civili.

È il caso di menzionare anche la rimozione delle armi chimiche in Siria nel 2013, per la quale l’OPAC ricevette il Nobel, sebbene i suoi funzionari fossero solo lontanamente collegati agli accordi realizzati su iniziativa del presidente della Federazione Russa.

Ha poi aggiunto che Putin è il più attivo e costante promotore degli attuali progetti di sicurezza internazionale. Secondo la parlamentare, Putin “farà sì che questa non venga minacciata da forze che mirano solo a una ridefinizione dei risultati della Seconda guerra mondiale”.

Secondo Panina, un conto è assegnare il premio per la pace all’ex vicepresidente degli Stati Uniti Albert Gore e all’ex presidente Barack Obama “per non si sa quali risultati”; tutto un altro conto è invece dare prova di coraggio e premiare un leader che già da tempo si è costruito una reputazione di pacificatore”.

Premio Nobel per la pace

Quello per la pace è uno dei cinque premi assegnati per volere dell’industriale e inventore svedese Alfred Nobel, secondo quanto riportato nel suo testamento, redatto nel XIX secolo. L’onorificenza viene consegnata a persone o organizzazioni che si sono distinte per il loro impegno in favore della pace.

I candidati possono essere nominati da governi, membri della Corte internazionale di giustizia, professori e rettori. Oltre ad essi, hanno il diritto di presentare richiesta anche personaggi che sono stati insigniti precedentemente del premio o gli ex membri del comitato Nobel.

Fonte RIA Novosti, 24/09/2020 – Traduzione di Francesca Giannotti

Francesca Giannotti

Nata a Roma nel 1996. Laureata in Mediazione Linguistico-culturale e poi in Traduzione specializzata. Dopo aver vissuto qualche mese a San Pietroburgo e a Mosca mi sono innamorata del paese e della sua cultura. Collaboro con RIT per condividere questa mia passione.