Spiegata la comparsa di animali marini morti sulla spiaggia in Kamčatka

La contaminazione delle acque territoriali litoranee dell’Oceano Pacifico in Kamčatka si è realmente verificata, e gli animali marini morti sono arrivati a riva a causa di una tempesta. A questo proposito ha fatto una dichiarazione il Kamčatgidromet (Dipartimento di Idrometeorologia e di monitoraggio ambientale della Kamčatka, N.d.T.); il comunicato è pubblicato sul sito del governo regionale.

 

Come ha spiegato la direttrice del Kamčatgidromet Vera Poljakova, il 28 e il 29 di settembre, sul territorio della Kamčatka, è comparso un ciclone, e nelle acque della baia dell’Avača e delle regioni limitrofe si è osservato un vento con velocità superiore ai 25 metri al secondo (90 km/h, N.d.T.).

“Su queste basi, è pienamente possibile che un forte movimento ondoso, con onde alte fino a sei metri, abbia provocato l’arrivo a riva di fauna marina dal fondo della baia dell’Avača”, viene detto nel comunicato del dipartimento.

Poljakova ha poi aggiunto che prima c’è stata la contaminazione, e solo dopo il vento della tempesta ha portato tutto a riva. Secondo le sue parole, se non ci fosse stata la tempesta la fauna marina non sarebbe mai saltata fuori, e si sarebbe decomposta nella profondità delle acque.

“Nel contempo, quegli stessi animali che sono stati portati a riva non sarebbero potuti morire a causa della tempesta”, viene sottolineato nel comunicato. Si precisa che la contaminazione è avvenuta nella falda sottostante, pertanto i primi campioni non hanno mostrato eccessi significativi di prodotti petroliferi e di fenolo.

 

In precedenza, il 4 ottobre è stato comunicato che la Procura Generale russa ha preso in carico gli accertamenti sulla contaminazione delle acque territoriali dell’Oceano Pacifico in Kamčatka. Al dipartimento hanno precisato che il territorio soggetto a controlli è stato ampliato a causa di ulteriori dati sulla contaminazione in altri siti. Il governatore del Territorio della Kamčatka, Vladimir Solodov, ha incaricato il Ministero della Salute territoriale di condurre ulteriori indagini sui surfisti colpiti dalla contaminazione della spiaggia, minacciando inoltre licenziamenti legati all’accaduto. Di fatto, l’inquinamento delle acque e la morte in massa della fauna marina ha promosso un’azione legale di carattere amministrativo, in base all’articolo 8.42 del Codice della Federazione Russa sui reati amministrativi (“Violazione del regime speciale, motivata dall’esercizio di attività economiche e di altro tipo, sulla fascia costiera protetta di un bacino idrico”).

 

Il 2 ottobre si è appreso che sulle rive della spiaggia Chalaktyrskij, in Kamčatka, si è riversata una grande quantità di pesci, polpi, granchi, foche ed altri animali marini. I surfisti hanno lamentato nausea, peggioramento della vista, febbre e prurito alla gola dopo le immersioni in acqua. Più tardi, spiagge con presenza di animali morti sono state segnalate in altre tre baie, mentre in tre punti nelle acque territoriali del golfo di Avača è stato rilevato un contenuto di fenolo e prodotti petroliferi.

 

FONTE: Lenta.ru, 04/10/2020 – Traduzione di Giulia Gallo

Giulia Gallo

Romana, classe 1996. Il mio amore per la lingua e la cultura russa nasce per puro caso, spinta dall'interesse per il diverso e l'ignoto, stimolata lungo il cammino da docenti e persone meravigliose. E alla fine, è il russo che ha conquistato me. Dopo la laurea triennale in Lingue e Letterature Moderne a Roma ho avuto l'occasione di trascorrere, nell'ambito della magistrale, il tanto desiderato semestre a San Pietroburgo nel 2019; ho avuto l'ennesima conferma che la strada intrapresa era quella giusta. Non resta che continuare a percorrerla, colmando la nostalgia con la pratica traduttiva e continuando ad imparare, guidata da interminabile curiosità.