Tutto quello che sappiamo sulla morte di Irina Slavina in 5 schede sintetiche

Abbiamo raccolto tutte le informazioni e le abbiamo sintetizzate in semplici schede.
La morte di Irina Slavina è destinata a diventare motivo di lunghi dibattiti e investigazioni Foto: Natal’ja Buruchina

 

Tutto quello che sappiamo sulla morte della giornalista di Nižnij Novgorod, Irina Slavina.

 

Oggi a Nižnij Novgorod l’argomento principale di discussione è senza dubbio la tragica morte della giornalista Irina Slavina. Su di lei è già stato scritto molto, sia da noi che dai nostri colleghi in tutto il paese (e anche in altri paesi). Noi abbiamo raccolto quanto di più significativo e noto al momento e lo abbiamo raccontato attraverso delle schede sintetiche.

1. COSA È SUCCESSO

Alle 15:30 circa, la direttrice della testata indipendente Koza Press, Irina Slavina, è arrivata presso l’edificio del Ministero degli Affari Interni, si è seduta sulla panchina con i monumenti alle milizie di epoche diverse nota a tutti gli abitati di Nižnij Novgorod e ha dato fuoco ai suoi vestiti. A quanto pare erano imbevuti di liquido infiammabile e per questo hanno preso subito fuoco.

Nel video delle telecamere di sorveglianza si vede un passante che cerca di sedare le fiamme ma non ci riesce. In questo filmato non appare più nessuno: l’uomo che cercava di spegnere il fuoco è scappato.

2. LE CAUSE

Sembrerebbe che gli eventi degli ultimi giorni abbiano spinto Irina a prendere una decisione terribile. Tra le altre cose, i siloviki hanno collegato la Slavina all’organizzazione Otkrytaja Rossija, sgradita dalla Federazione Russa, e al “caso Iosilevič”. Nella mattinata presto di ieri è stata effettuata una perquisizione nell’appartamento in cui Irina viveva con il marito e la figlia. Non le è stato permesso di contattare un avvocato, il marito non è stato autorizzato a dire a sua figlia che non si sarebbero incontrati alla stazione e nemmeno a portare a spasso il cane. Eppure, in generale, le forze dell’ordine si sono comportate in modo corretto, lo ha dichiarato la stessa Irina in una conversazione con il nostro corrispondente.

Tuttavia, a giudicare dalla scelta del luogo (proprio davanti all’edificio della Direzione principale del Ministero degli Affari Interni dell’oblast’ di Nižnij Novgorod, sulla panchina monumentale intitolata “Sorvegliando la legge”) e dal post su Facebook pubblicato prima della morte (“La Federazione Russa è colpevole della mia morte”), sono state proprio le rimostranze contro le forze dell’ordine a diventare la causa principale della tragedia.

3. LE REAZIONI NEL PAESE E NEL MONDO

La notizia della morte di Irina Slavina è, senza alcun dubbio, uno dei più grandi scoop giornalistici di oggi sia in Russia che nel mondo. Ha suscitato la reazione dei media occidentali così come delle persone di tutto il paese. Aleksej Navalny, ad esempio, ha criticato aspramente coloro che hanno spinto Irina Slavina al suicidio.

Il governatore dell’oblast’ di Nižnij Novgorod, Gleb Nikitin ha espresso parole di cordoglio. Le persone continuano a recarsi sul luogo del decesso di Irina portando candele e fiori.

Oggi, come non mai, davanti all’edificio della Direzione Principale del Ministero deglli Affari Interni si è riunita una folla di persone. Foto: Natal’ja Buruchina

4. LE VERSIONI

Tuttavia, sono apparse immediatamente diverse versioni circa la morte della giornalista.

La versione principale, ovviamente, (sostenuta da Aleksej Navalnyj e dalla maggioranza dei cittadini di mentalità liberale) sostiene che a spingere al suicidio siano stati i siloviki, che hanno davvero creato dei problemi a Irina. Ciò è quanto indicato direttamente sia dalle sue dichiarazioni pre-morte sia dalle circostanze ad essa associate (le perquisizione e così via).

Eppure, ci sono delle incogruenze: proprio ieri sera abbiamo parlato con Irina delle suddette perquisizioni, e la sua rimostranza principale riguardava il compleanno della mamma che era stato rovinato:

“Sono grata che abbiano permesso a mio marito di prendere le medicine perché è sopravvissuto a un grave ictus e deve assumere dei medicinali per il resto della sua vita. Per fortuna, non hanno usato la forza contro di noi altrimenti non si sa cosa avrebbe comportato per la salute di mio marito, – ha raccontato Irina alla corrispondente di NN.RU. – Chi ha sofferto di più è stata mia mamma. Domani è il suo compleanno – compie 70 anni – e non è molto contenta del “regalo” che le hanno fatto”.

Proprio oggi, nella ricorrenza di questo anniversario, Irina ha deciso di compire un tale gesto…

Alcuni, come il giornale “Zar’grad”, stanno già facendo una timida allusione all’attività investigativa di Irina. In ogni caso, ce lo dimostreranno ulteriori indagini.

5. LE INDAGINI

Il comitato investigativo sta conducendo le indagini e ha promesso “una perizia psicologica e psichiatrica post mortem”. Per spiegare in qualche modo la propria posizione, i siloviki hanno rilasciato una dichiarazione speciale; secondo loro, Slavina non soffriva proprio a causa delle loro azioni:

“Per stabilire lo stato mentale della donna è stata disposta una perizia psicologica e psichiatrica post mortem. Le notizie di diversi media secondo cui il decesso della donna è associato alle perquisizioni condotte alla vigilia della sua morte non hanno alcun fondamento. Era una testimone e non era né sospettata né accusata nel quadro delle indagini sul procedimento penale in cui sono state svolte le specifiche azioni investigative” ha affermato il dipartimento.

Le indagini sono in corso. Per ulteriori notizie sul caso seguite i nostri aggiornamenti online.

 

Fonte: NN.RU; traduzione di Martina Fattore

Martina Fattore

Cresciuta nelle terre molisane, non potevo far altro che innamorarmi di un posto altrettanto irreale. Le incomprensioni con perfettivi e imperfettivi non mi hanno impedito di vivere il celebre inverno russo: gelido ma pieno di calore umano condiviso davanti a una buona tazza di čaj e kalitki.