Catastrofe ecologica in Kamčatka: cosa dobbiamo sapere.

Il risultato del turismo interno di quest’anno: è andato perduto il biglietto da visita della regione e del luogo reso noto ai turisti grazie alla gente del posto e non grazie all’amministrazione.   

Fanno discutere da tre giorni i post su Instagram del surfista e fotografo Kirill Umrichina ai quali si aggiungono altre e altre immagini.

La spiaggia di Chalaktirskij nota non solo tra i surfisti russi, ma tra quelli di tutto il mondo, è andata distrutta. Un luogo unico e incredibilmente bello che è diventato popolare grazie alle persone che ci vivono e non grazie all’operato del Governo. La fauna sta morendo: i polpi e le foche arrivano a riva senza vita.

Kirill Umrichil scrive: “I ragazzi che praticano surf lì già da due settimane hanno iniziato ad avvertire dei dolori agli occhi e alcuni hanno avuto problemi di stomaco con vomito. Oggi siamo volati qui per fare surf e Olja ha portato con sé il suo Wind surf, ma da ieri sono iniziate ad arrivare notizie allarmanti; e anche la tempesta non è riuscita ad allontanare l’infezione. La spiaggia di Chalaktirskij non è una baia, ma una linea di costa aperta sull’oceano Pacifico. Questo punto è il più vicino alla città ed è frequentato sia per praticare surf sia per rilassarsi. Quando siamo arrivati ci hanno detto che c’erano dei temerari che andavano a fare surf. Dopo 30-40 minuti in acqua le persone avevano forti disturbi alla vista e non è chiaro ancora quali saranno le conseguenze. Solo chi ha smesso di surfare da una settimana ora si sente un po’ meglio.”

Inizialmente hanno scritto che la causa potrebbe dipendere da una perdita di petrolio e non sarebbe il primo incidente di questo tipo in Russia nel 2020. L’ecologo Artem Akšncev afferma che le cause di quanto accaduto sono di gran lunga peggiori: “Le nuove immagini scattate dallo spazio dimostrano che il problema è sulla terra e non nell’oceano. Il fatto che l’inquinamento permanga anche dopo l’abbattimento di diversi temporali indica che gli agenti inquinanti continuano a confluire nel mare. Robjabin Vasilij offre dei chiarimenti sulla composizione e sulla fonte dell’inquinamento: “La versione dei prodotti petroliferi è stata respinta: l’odore è troppo specifico e gli occhi dei surfisti non sono stati corrosi”. 

“Ma andiamo oltre, ricordo che in passato è stata usata l’idrazina in alcune miscele di acido nitrico poi spacciate per carburante. Ho fatto delle ricerche sulla composizione del carburante e tutti contengono anilina e suoi derivati; quando ho controllato le controindicazioni delle sostante ho notato che combaciano con i sintomi riscontrati.”

Ragazzi, è terribile. Le conseguenze del disastro sono enormi e dovete parlarne anche voi. Dobbiamo agire adesso perché fino a quando l’origine di questo disastro non verrà individuata questo cimitero continuerà ad espandersi.” Artem scrive che la contaminazione è arrivata già fino alle isole Curili.

Del disastro ne ha parlato Jurij Dud’, con il surfista Anton Morozov (fondatore del surfcamp “Snowave” Kamčatka, ndt) ha dichiarato: “Ogni ora arrivano nuove informazioni e poco fa abbiamo ricevuto da Green Peace delle foto scattate dal satellite che riprendono un fiume che sfocia nell’oceano e che ha evidentemente portato alla morte tutti gli animali. Le foto dei giorni 1, 9 e 24 settembre mostrano che il 9 settembre questo fiume era già inquinato e trasportava tonnellate di veleno nell’oceano”.  

Significa che è passato già quasi un mese e non c’è stato alcun tentativo di rendere noto il fatto oppure di intervento. Se i responsabili di tutto questo fossero più coraggiosi e dichiarassero i propri errori iniziando le operazioni di soccorso, la portata di questa catastrofe potrebbe essere tenuta sotto controllo. Ma da un mese ormai il fiume trasporta veleno che uccide tutto quello che lo circonda.”

 

 
 
 
 
 
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На видосах – Камчатка прямо сейчас. На фото в респираторе – Антон Морозов @snowave_kamchatka, тот самый серфер из нашего выпуска про Камчатку, который вместе с друзьями превратил Халактырский пляж в мировую достопримечательность. Вот что он пишет: «Еще 3 недели назад все после серфинга начали испытывать странные неприятные симптомы. Помутнение, сухость, боль и ощущение пленки на глазах. Першило горло, отекали и садились связки. Вкус океана – горький, не соленый, совершенно непривычный. Спустя время у нас – человек 20, проживающих в лагере, кто катает часто, – случилось отравление. Решили, что кишечная инфекция. И параллели не проводили. Было странно, но вода была вроде прозрачной, мы списывали это на возможные аллергические реакции на планктон или другие естественные биологические процессы и ждали прогнозируемого шторма. Была надежда, что с ним все это пройдет. Но это оказалось началом. В понедельник информация вышла в сеть. Власти отправили специалистов брать пробы. Вода становилась все более странной, мутной, густой. Из разных концов побережья приходили фото и видео, на которых – горы мертвых обитателей повсюду. Предварительные результаты проб показали превышение нефтепродуктов в 4 раза и фенола в 2 раза. Вчера и сегодня многие начали спешно уезжать с океана. Симптомы появляются даже без контакта с водой. Каждый час приходит новая информация и недавно получили от Greenpeace спутниковые снимки реки, которая впадает в океан, и которая, очевидно, и принесла смерть всему живому. Снимки в хронологии 1, 9, 24 сентября показывают, что 9-го числа река уже выливала тоннами отраву в океан. Получается, прошел уже почти месяц. Никакой реакции по предотвращению катастрофы и спасению ситуации не было. Вероятно, если бы ответственные за это событие люди были мужественней и заявили о своем промахе и начали спасательные операции – масштабы этого можно было держать под контролем. Но уже месяц из реки изливается яд, который убивает все вокруг». (Первое видео – пятно в океане, третье – просто жуть)

Un post condiviso da Юрий Дудь (@yurydud) in data: 2 Ott 2020 alle ore 11:16 PDT

Non ci sono altre parole da aggiungere. Un Paese che ha sostenuto per tutta l’estate l’importanza il turismo interno, ha sputato su questo territorio che è uno dei monumenti naturali più importanti al mondo solo perché è un luogo sviluppato e sostenuto da persone del posto, attivisti e divulgatori. 

Non dimenticate che viviamo in Russia e posti di incredibile bellezza come questo posso sempre essere vittime di incendi, abbattimenti o inquinamento. Che queste catastrofi siano provocate dall’ignoranza o dalla volontà di profitto, non è importante; la cosa importante da tenere in conto è che nessuno se ne occuperà mai veramente. Auguro una veloce guarigione a tutti quelli che sono rimasti avvelenati sulla spiaggia e anche a tutti gli abitanti della penisola che sono stati esposti alle sostanze tossiche.

Fonte: https://perito-burrito.com  Data: 03.10.2020, Autore Sasha Vorob’ev, Traduzione: Eugenio Alimena

Eugenio Alimena

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L'esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del '900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull'insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici. Alla domanda "perché hai scelto il russo?", risponde senza molti giri di parole "perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia".