“Inabisseranno l’intero settore”. I ristoratori di San Pietroburgo chiedono a Smol’nyj di non imporre il coprifuoco alla ristorazione.

La limitazione del lavoro delle imprese pietroburghesi di ristorazione fino alle 23:00 li priverà dei loro guadagni. A tal proposito, è arrivata una segnalazione a “Fontanka” (editoriale online che riporta notizie locali di San Pietroburgo dell’Oblast’ di Leningrado, N.d.T.) dall’Unione per lo sviluppo della cultura alimentare e la conservazione del patrimonio storico di Ulica Rubinštejna (via costellata di locali notturni nel cuore della città di San Pietroburgo, N.d.T.).

L’associazione segnala di aver condotto un sondaggio su circa 200 ristoranti e pub, giungendo alla conclusione che la decisione delle autorità cittadine di introdurre un “coprifuoco” dalle 23:00 alle 06:00 del mattino sarebbe “fatale” per il settore. “Il venerdì e il sabato registriamo la metà delle entrate settimanali totali del ristorante, con il 50% dei proventi di quei giorni battuti dopo le 23:00. In totale, la perdita in giro d’affari ammonterà al 25% al ​​mese. La redditività della nostra attività è del 15-20% del fatturato. Vale a dire: con una tale misura, andiamo in rosso”, ha detto il manager dell’associazione Anželica Efremova.

Il 19 ottobre, il vicegovernatore Evgenij Elin ha annunciato la sua intenzione di introdurre il divieto di lavoro notturno alla ristorazione. “Di questi tempi non è il momento di divertirsi e trasmettersi virus a vicenda in danze scatenate”, ha spiegato. Per altro, “dopo le 23:00 è dannoso mangiare”, ha aggiunto il vicegovernatore.

Secondo i membri dell’associazione la danza, nella sistema complessivo del settore della ristorazione, è un fenomeno trascurabile. Nei normali ristoranti, “nessuno balla dopo le 23.00; le persone ordinano attivamente cibo e bevande stando semplicemente seduti a chiacchierare”. “Pertanto, per il solo scopo di controllare il 2-3% delle attività, ora l’intero settore sarà di nuovo gettato nel baratro”, osserva l’Unione dei ristoratori di Ulica Rubinštejna.

Dopo l’alleggerimento delle misure anti-Covid a giugno, quel forte aumento dell’incidenza del virus non si è verificato, ricordano i membri dell’associazione. “Queste misure non sortiranno alcun effetto, se non quello di danneggiare il settore; non ci sarà un effetto evidente sulla diffusione dell’infezione”, dicono.

Come fondatori dell’Unione per lo sviluppo della cultura alimentare e la conservazione del patrimonio storico di Ulica Rubinštejna, figurano sei pub dell’arteria pietroburghese: Crazy Wine, Bar slona, Nau, Bekicer, Fiddler’s Green, Duo Asia. Entro la fine dell’anno, l’associazione intende estendere le sue fila fino ad altri 30 soci.

 

Fonte: Fontanka.ru 21/10/2020 – Traduzione di Giulia Gallo

Giulia Gallo

Romana, classe 1996. Il mio amore per la lingua e la cultura russa nasce per puro caso, spinta dall'interesse per il diverso e l'ignoto, stimolata lungo il cammino da docenti e persone meravigliose. E alla fine, è il russo che ha conquistato me. Dopo la laurea triennale in Lingue e Letterature Moderne a Roma ho avuto l'occasione di trascorrere, nell'ambito della magistrale, il tanto desiderato semestre a San Pietroburgo nel 2019; ho avuto l'ennesima conferma che la strada intrapresa era quella giusta. Non resta che continuare a percorrerla, colmando la nostalgia con la pratica traduttiva e continuando ad imparare, guidata da interminabile curiosità.