Come trasformare un parco sovietico in uno spazio moderno

Come trasformare un parco sovietico in uno spazio moderno. L’esempio del Primorskij Park Pobedy di San Pietroburgo.       

Il Primorskij Park Pobedy, uno dei più grandi parchi di San Pietroburgo situato nell’isola di Krestovskij, è stato per molto tempo un luogo tipicamente sovietico, dotato di molti ma antiquati servizi. Il noleggio di bicilette, il tiro a segno e le bancarelle con le pannocchie sono rimaste per decenni tra le attrazioni principali.

Da quest’estate, però, il parco ha preso nuova vita. L’incarico di direttore dello sviluppo è stato assegnato a Ul’jana Kim che già si era occupata dell’organizzazione di grandi festival in città, tra cui “O, da”Eda”, “Bokal i rjumka” e Craft Weekend.

The Village si è recato al parco proprio nel bel mezzo di questo autunno dorato per vedere cosa sono riusciti a fare durante la breve stagione.

Urbanismo tattico in condizioni di deficit.

Per la modernizzazione del parco le autorità di San Pietroburgo hanno deciso di seguire l’esempio di Mosca, dove la realizzazione di moderni spazi pubblici è diventata forse l’impresa più grande dell’ultimo decennio. In ogni caso, nel budget della città, mancava il denaro per un intervento di ampia portata e proprio per questo al nuovo team incaricato è stato proposto di agire sul territorio già esistente cercando di trasformarlo dal dentro.

La strategia scelta è stata quella dell’urbanismo tattico: rinnovare il parco con sforzi minimi. Il focus è rivolto soprattutto a piccole modifiche nell’urbanistica del parco e all’organizzazione di eventi. Durante l’estate, in un parco dove prima si organizzavano a malapena festicciole di quartiere, hanno avuto luogo più di 300 diversi eventi dai corsi di yoga, corsa, meditazione, sup e scherma agli eventi dedicati alla divulgazione scientifica, ai quiz sul calcio e agli workshop di giardinaggio.

Un’identità ben definita e l’uso dei social network.

Il Primorskij è stato il primo parco della città ad avere una propria identità. L’agenzia ENDY si è occupata della realizzazione del logo con la raffigurazione dei cigni e con le lettere stilizzate “ППП” (“PPP”), contribuendo così alla creazione dell’immagine stessa del parco associata a colori verdi-bianchi.

Tutto questo è già visibile al Primorskij. In particolare, hanno già rinnovato lo stile e il testo dei cartelli informativi. Il linguaggio minaccioso e prescrittivo lascia ora il posto a uno stile più gentile e neutrale e i divieti si trasformano in utili consigli, per esempio, su come nutrire scoiattoli e cigni. Sul prato, i segnali di divieto indicano ora il libero accesso e si invitano i visitatori a “allestire picnic, leggere e rilassarsi per tutto il giorno”.

Piste ciclabili, no alle piante annuali e alle aiuole in cemento.

Alcune cose non si sono potute modificare subito. Per esempio, aiuole e fioriere verranno rinnovate solamente nella prossima stagione. Le tipiche piante annuali con i loro contrasti di colore dovranno essere sostituite da piante perenni dai colori più tenui e sarà un landscape designer a curare la vegetazione del parco. La linea guida da seguire in questo progetto di rinnovo è quella di risparmiare denaro dando al contempo al parco un aspetto più naturale. Così, accanto ai tulipani rossi e alle calendule arancioni ci saranno anche erba di campo, cereali e arbusti ornamentali.

Già quest’anno hanno cominciato a rimuovere le aiuole in cemento e altre decorazioni tipiche della Gec art. Per esempio, nel parco c’è una lanterna giapponese in pietra che è la copia di un’opera realizzata da un landscape designer all’inizio del XX secolo e che rappresenta un omaggio da parte della città di Osaka a San Pietroburgo per i suoi 300 anni. Da quest’area, sono già state rimosse delle strutture in cemento tinteggiate di bianco che vi si trovavano in precedenza.

L’anno prossimo non ci saranno più neanche quelle strutture in legno dedicate al tiro a segno, così come anche molte altre attrazioni ormai un po’ fuori moda che verranno sostituite da moderne aree gioco per i bambini e attrezzature sportive.

Durante l’estate, nei vialetti asfaltati sono state costruite piste ciclabili. Al momento sono solo provvisorie in quanto è stato il team, con le proprie risorse, ad inserire le linee bianche. Tuttavia, nel 2021, una volta ottenuti i permessi, verranno ricostruite come si deve e con l’apposito rivestimento.

Ancora un altro cambiamento riguarda la trasformazione delle strutture di servizio in vere opere d’arte, grazie ai disegni degli allievi del fondo “Anton tut rjadom”. In futuro, hanno promesso anche di restaurare altre infrastrutture, come la casa dei cigni e il padiglione del club di scacchi. In ballo c’è anche la costruzione di nuovi complessi, tra cui un anfiteatro, un cinema all’aperto e un’area per il coworking.

Food market e tricicli

Una delle sfide principali per il team è stata quella del cibo: fino a poco fa nel parco si potevano trovare solo pannocchie calde, bancarelle con i gelati e qualche vecchio chiosco dove acquistare un caffè o del fast food un po’ antiquato. A quanto pare sostituirli con qualcosa di più moderno è quasi impossibile, poiché è la città che si occupa della gestione di questi punti vendita.

Allora il team si è armato di astuzia. Già questa estate nel parco giravano i primi tricicli con carrelli che vendevano gelato italiano e un buon caffè. A settembre invece sono riusciti a far approvare e a metter su un vero e proprio food market con chioschi e truck di quei brand pietroburghesi che fanno parte del progetto “gastroproekt” tra cui: Kazbegi, Street Suvid, Dishfish, Vaffel, Pizzeria Diego da Napoli, Kofejni, Yagoda e altri ancora.

Secondo i piani, il food market resterà aperto anche in inverno e a dicembre verrà riallestito in forma natalizia, aggiungendo anche stand con esposizioni di designer locali. Inoltre, nella piazza principale intorno alla fontana verrà allestita una grande pista di pattinaggio.

 Scuola di giardinaggio e orti urbani pubblici.

A luglio, una parte del parco è stata adibita alla scuola di giardinaggio. Qui, dove prima si tenevano gli attrezzi, è stata allestita una piccola area coperta da una tettoia in plexiglass dove, con l’aggiunta di un paio di tavoli e di sedie e grazie ad alcuni appassionati pietroburghesi, è stato possibile organizzare workshop di giardinaggio.

Inoltre, il team ha anche creato un orto pubblico urbano. Nell’area dedicata sono stati inseriti dei vasi in legno fatti a mano e riempiti di terra. Qui si invitano tutti gli interessati a piantare erbe aromatiche e insalate sotto la supervisione dei giardinieri esperti del parco.

 Il progetto ha riscosso molto successo e c’è già l’idea di ingrandirlo l’anno prossimo. Vi verrà dedicata un’intera porzione di terra che sarà divisa in parti che si potranno affittare e dove si potranno coltivare non solo erbe, ma anche verdure e bacche.

Ul’jana Kim. Direttrice dello sviluppo del parco Primorskij Pobedy. 

Modernizzare il parco è un’iniziativa dell’intera città. L’idea circola già da tempo e tutti hanno capito che bisognava pur iniziare da qualcosa. A San Pietroburgo non esiste ancora un parco moderno e noi tutti abbiamo visto come a Mosca, con la riforma dei parchi, hanno davvero cambiato la vita dei cittadini. L’avvio di un progetto simile era solo questione di tempo per noi.

Mi hanno proposto questo incarico di direttrice dello sviluppo per farmi provare a cambiare qualcosa. Devo ammettere che all’inizio non è stato per niente facile. Nei progetti commerciali le cose sono un po’ diverse. Sono abituata a vedere che quando tutti capiscono cosa stiamo facendo e perché, si prendono decisioni molto velocemente con adeguatezza e energia. Qui non funziona proprio così e per realizzare qualsiasi iniziativa ci vuole molto più tempo: bisogna spiegare tutto e convincere i colleghi che si tratta di una cosa importante. Il problema non è che loro se ne fregano, ma che siamo tutti talmente diversi che è difficile capirsi.

All’inizio questo mi infastidiva, poi ho iniziato a prendere quello che mi succedeva come una nuova esperienza, come un allenamento per la mente. Tutto è possibile, ma bisogna essere pazienti e tenaci. Sono queste le regole del gioco e se hai degli obiettivi da raggiungere le accetti.

Adesso qualcosa ha inizia un po’ a cambiare. Tutto ha iniziato a muoversi, non così velocemente come vorrei, ma si muove e questo, certamente, mi motiva.

Ogni obiettivo è una sfida. Per esempio, abbiamo optato per i tricicli che vendono cibo nel parco. Perché questa scelta? Perché ci hanno detto che per ora non è possibile dedicare una parte del parco alla vendita legale di prodotti alimentari (senza contare i carretti con le pannocchie e il gelato) dato che la città ha già affittato questi terreni. Abbiamo spiegato che “dobbiamo pur offrire qualcosa alla gente per fargli percepire la differenza”.

Così abbiamo trovato una scappatoia: a quanto pare, se si tratta di venditori ambulanti, il cibo si può vendere. Ho pensato subito alle biciclette alle quali si può attaccare un carretto e vendere gelato, un buon caffè e anche qualcos’altro. La bicicletta non occupa un punto fisso, è mobile, e nel parco si possono svolgere attività di tipo commerciale. Quest’anno abbiamo inserito un paio di risciò e il prossimo vogliamo fare ancora di più, sarà il nostro cavallo di battaglia.

In inverno, abbiamo in programma di aprire una pista di pattinaggio vicino alla fontana e un mercatino con il cibo. Sarà una fiera del natale e vogliamo collaborare con i migliori protagonisti del settore alimentare, con produttori artigianali e non vendere sempre i soliti pasticcini tipici, ma qualcosa di diverso e di più interessante. La maggior parte delle persone pensano che un parco debba necessariamente morire in inverno, non abbiamo la cultura delle passeggiate invernali, ma potrebbe essere romantico invece.

In generale, il Primorskij Park Pobedy è un luogo dotato di un grande potenziale. Situato nel quartiere di Petrogradskij, si estende su una superficie dove non manca assolutamente lo spazio ed è importante impegnarsi affinché tutti si sentano bene qui. In più, qui vicino ci sono due fermate della metro, grandi parcheggi ed è inoltre un posto che i cittadini conoscono bene grazie allo stadio e al luna park.

Tra i punti a sfavore c’è il fatto che noi in pratica non abbiamo a disposizione strutture proprie dove poter organizzare eventi e che potrebbero diventare ulteriori punti di attrazione. Vogliamo realizzare un anfiteatro, un cinema all’aperto, campi sportivi, serre, aree gioco moderne per i bambini e abbiamo anche in progetto la realizzazione di un’area dedicata al coworking. Mi sembra un’idea veramente bella quella di lavorare in mezzo alla natura. Tuttavia, per realizzare tali progetti servono investimenti, che rimangono sempre dei mezzi fondamentali e proprio per questo cerchiamo collaborazioni e contiamo sul supporto della città.

 

FONTE: the-village.ru , 30/09/2020 – di Sašа Iordanov – Fotografo: Viktor Jul’ev, traduzione di Chiara Azie

Chiara Azie

Mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università per Stranieri di Siena e attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Specialized Translation (Unibo). La lingua e la cultura russa sono la mia più grande passione e sono ciò a cui sto dedicando tutte le mie energie e il mio tempo. Amo tradurre perché mi permette, in qualche modo, di creare dei ponti e di avvicinare mondi apparentemente diversi e lontani.