Prorogato fino all’8 gennaio l’arresto di Marija Kolesnikova

Al membro del presidio del Consiglio di Coordinamento dell’opposizione Bielorussa (KC) Marija Kolesnikova è stato prorogato l’arresto fino all’8 Gennaio”

Al membro del Consiglio di Coordinamento dell’opposizione Bielorussa (KC)  Marija Kolesnikova è stato prorogato il termine della custodia cautelare fino all’8 Gennaio. Questo ci viene riferito dal quartier generale dell’ex-candidato alla presidenza Bielorussa Viktor Babariko. L’avvocato della Kolesnikova Ljudmila Kazak, ha reso noto allo Sputnik (agenzia di stampa ed emittente radiofonica russa governativa) che la difesa ha richiesto il rilascio del membro del presidio del KC su cauzione, ma la domanda non è stata accolta. Già in precedenza l’avvocato difensore indicava che per tutto il tempo di permanenza della Kolesnikova sotto custodia cautelare, gli avvocati avevano presentato circa 20 domande e denunce, ma nessuna di queste, nessun processo, nessuna inchiesta sono state accolte.

Marija Kolesnikova è una dei sospettati del tentato colpo di stato (art.361, c.p della Repubblica Bielorussa). È stata arrestata a settembre ed è scomparsa insieme al segretario esecutivo del Consiglio di Coordinamento Ivan Kravtsov e il segretario di stampa Anton Rodnenkov. Le forze dell’ordine li hanno arrestati, li hanno interrogati, hanno messo loro dei sacchi in testa e infine hanno cercato di estradarli in Ucraina. Al confine la Kolesnikova, per evitare l’espulsione dalla Bielorussia, ha strappato il suo passaporto ed è riuscita ad uscire dal finestrino della macchina. Kravtsov e Podnenkov adesso si trovano a Kiev.

Per quanto riguarda il caso del colpo di stato è imputato anche il membro del presidio del KC Maksim Znack, l’avvocato della Kolesnikova, Il’ja Salej e l’ex candidata alla presidenza Svetlana Tichanovskaja. Quest’ultima dopo le elezioni presidenziali nel Paese, che si sono svolte il 9 Agosto, è stata portata via dalla Bielorussia in Lituania.

Dopo le elezioni, nel paese sono iniziate proteste di massa. La commissione centrale della Repubblica Bielorussa affermava che le presidenziali erano state vinte da Aleksandr Lukashenko con oltre l’80% dei voti, mentre la Tichanovskaja aveva ottenuto appena il 10%. Le forze armate hanno fermato violentemente i manifestanti. I partecipanti alle azioni di protesta hanno riferito che su di loro è stata usata la violenza.

 

 

Pretendiamo la liberazione immediata di Marija Kolesnikova

 

Petizione comune delle organizzazioni bielorusse per i diritti umani.

Minsk,10 settembre 2020

Il 9 settembre 2020 sono stati arrestati alcuni dei membri del presidium del Consiglio di coordinamento della crisi politica, l’avvocato Maksim Znak e gli avvocati Marija Kоlesnikova e Il’ja Salej.

Hanno perquisito i loro appartamenti, mentre i detenuti sono stati portati presso il comitato investigativo per essere interrogati.

Questi arresti sono stati preceduti dal rapimento nel centro di Minsk il 7 settembre, da parte di individui non ancora identificati, di un membro del Presidium del Consiglio di coordinamento Marija Kolesnikova.

Più tardi diverrà noto, che lei insieme ad altri due membri del Consiglio Anton Rodnenkov e Ivan Kravcov, é stata violentemente portata al confine bielorusso-ucraino per essere estradata dal paese.

Tuttavia strappando il suo passaporto al casotto della frontiera e saltando fuori dall’automobile, Marija ha impedito l’attuazione di questa operazione, organizzata dai servizi segreti bielorussi per cacciare i cittadini scomodi oltre i confini del paese. Dopo questo evento per 24 ore non si seppe nulla sul luogo dove si trovava Marija.

Il 9 settembre il comitato investigativo ha ufficialmente dichiarato che i capi di governo del Consiglio investigativo seguono delle indagini su dei reati penali.

Questi arresti sono stati preceduti dal rapimento nel centro di Minsk il 7 settembre da parte di ignoti di una membro del Presidium del Consiglio di coordinamento Maria Kolesnikova.

Il 9 settembre, il comitato investigativo ha annunciato ufficialmente che “il dipartimento principale del comitato investigativo sta indagando sul procedimento penale, avviato dall’ufficio del procuratore generale della Repubblica di Bielorussia ai sensi dell’art. 361 comma 3 del codice penale (appelli contro le azioni ai danni della sicurezza nazionale della Repubblica di Bielorussia). Per quanto riguarda gli indagati Marija Kolesnikova e Maksim Znak è stato deliberato, su autorizzazione del pubblico ministero, un provvedimento penale quale la custodia cautelare. Anche Il’ja Salej è stato arrestato in quanto sospettato di commissione di reato (parte 3 dell’art. 361 c.p.)”.

Noi non siamo assolutamente d’accordo con tale qualificazione giuridica delle azioni di M. Kolesnikova, М. Znak, I. Salej e di tutti i membri del consiglio di coordinamento nel suo complesso, la consideriamo artificiosa, di parte, intrinsecamente incoerente con la natura e gli obiettivi delle attività del Consiglio e chiaramente motivata politicamente.

Il Consiglio di coordinamento è stato istituito su iniziativa di Svetlana Tikhanovskaya con l’obiettivo di organizzare il processo di superamento della crisi politica e garantire l’armonia nella società, nonché di proteggere la sovranità e l’indipendenza della Repubblica di Bielorussia. I membri del Consiglio di coordinamento e del suo Presidium, in particolare, hanno più volte dichiarato pubblicamente che lo scopo del Consiglio è quello di partecipare al processo di negoziazione  tra il popolo e le autorità per regolarizzare  la crisi politica sviluppatasi nel paese dopo l’organizzazione delle, poco trasparenti quanto libere, elezioni del presidente della Bielorussia.

Sono state proprio le elezioni presidenziali, svoltesi con numerose violazioni della legislazione elettorale e degli standard internazionali per la conduzione di elezioni libere e democratiche, a suscitare l’indignazione di gran parte dei cittadini del paese. Questo ha portato, agli occhi della maggioranza della popolazione del paese, ad una completa svalutazione del governo e alla perdita di legittimità di A. Lukashenko come presidente, lecitamente nominato, del paese .

Le numerose azioni pacifiche di protesta, che si sono svolte dopo le elezioni a Minsk e in altre città e centri urbani su tutto il territorio nazionale,  sono state aggredite dagli agenti delle forze speciali del Ministero degli Affari Interni con un uso sproporzionato di forza fisica, attrezzature speciali e armi. Di conseguenza, per la prima volta nella storia della Bielorussia indipendente, centinaia di cittadini sono rimasti feriti e almeno tre manifestanti sono stati uccisi dalle azioni dirette della polizia.

Hanno causato particolare shock all’interno della società i numerosi episodi di tortura ad opera dei membri delle forze dell’ordine sui cittadini arrestati durante le manifestazioni.

Tutto ciò ha ulteriormente amplificato la diffidenza e l’attitudine negativa della società nei confronti degli organi di governo in generale e nei confronti di A. Lukashenko in particolare.

In queste circostanze, al fine di calmare la situazione e di condurre negoziati per uscire da un’evidente crisi politica, è stato creato il Consiglio di coordinamento, che comprendeva più di 700 rappresentanti appartenenti alle varie sfere della società bielorussa: personalità culturali, uomini d’affari, politici e personaggi pubblici, ecc.

Da parte loro non è stato compiuto nessun passo né in direzione della quantità di esortazioni pubbliche alla presa del potere statale, né tanto meno in direzione di un ribaltamento del sistema costituzionale della Repubblica di Bielorussia o di un’attuazione di azioni  terroristiche, sabotaggi e altre azioni che potrebbero nuocere alla sicurezza nazionale del paese.

L’esternazione delle proprie opinioni e la richiesta di un dialogo tra società e governo non può essere un crimine in una società democratica.

Da notare che, fin dall’inizio della sua fondazione , il Consiglio di coordinamento è stato aspramente percepito in modo negativo dall’amministrazione del paese e dallo stesso A. Lukashenko, il quale già il 18 agosto ne aveva denunciato le attività come illegali e come un tentativo di prendere il potere. Due giorni dopo il suo discorso, il 20 agosto, la Procura generale della Repubblica di Bielorussia ha aperto un procedimento penale contro l’istituzione e le attività del Consiglio di coordinamento ai sensi dell’art. 361 del codice penale.

Siamo convinti che la persecuzione penale di M. Kolesnikova, M. Znak e I. Salej sia politicamente motivata e indirizzata all’interruzione delle loro attività legali o al cambiamento della loro natura.

A parte questo, gli approcci assolutamente illegali dimostrati dai servizi speciali della Bielorussia (rapimento e tentativo di espulsione forzata dal paese di M. Kolesnikova in linea alle precedenti pratiche illegali adottate nei confronti di S. Tikhanovskaya e O. Kovalkova), nonché le minacce di violenza fisica, che sono state espresse nei confronti di Maria Kolesnikova nella sede del GUBOPiK (Direzione principale per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione), sottolineano ancora di più la natura politica e illegale di questa persecuzione.

Sulla base di ciò, guidati dalle clausole 2.1, 3.1 a) delle Linee guida sulla definizione di “prigioniero politico”, adottate al III Forum bielorusso sui diritti umani, noi, rappresentanti delle organizzazioni bielorusse per i diritti umani, dichiariamo il riconoscimento di Maria Kolesnikova, Maxim Znak e Il’ja Salej come prigionieri politici e chiediamo :

  • rilascio immediato di Maria Kolesnikova, Maxim Znak e Il’ja Salej e conclusione del procedimento penale contro di loro;

 

  • rilascio immediato di tutti i prigionieri politici, cessazione della repressione politica e della violenza nel paese.

 

Centro per i diritti umani “Viasna”;

RPOO “Comitato Helsinki bielorusso”;

Centro Bielorusso PEN;

Gruppo di iniziative “Identità e diritto”;

Centro per la trasformazione legale (Lawtrend);

Centro di consulenza “Human Constanta” per le attuali pratiche internazionali e la loro attuazione nel diritto;

Casa bielorussa dei diritti umani intitolata a Boris Zvozskov;

PA “Associazione bielorussa dei giornalisti”;

Simple Society “Iniziativa FORB”;

Ufficio per i diritti delle persone con disabilità;

Centro di documentazione bielorusso;

RPO “Legal Initiative”.

 

 

FONTI: novayagazeta.ruhttp://spring96.org – traduzione di Lisa Cannarella

Lisa Cannarella

Mi sto laureando in mediazione linguistica presso l'Università per Stranieri di Siena in russo e tedesco. Durante gli studi mi sono perdutamente innamorata della letteratura russa (i racconti di Čechov così come le piccole tragedie di Puškin mi fanno morir dal ridere) e spero tanto di fare la magistrale alla Ca' Foscari di Venezia per poterla approfondire. Adoro tradurre dal russo, soprattutto poesie, ma mi interesso anche di politica tra una poesia e l'altra.