Klenovyj List - Graždanskaja Oborona

La canzone di oggi è frutto del lavoro del gruppo punk siberiano più famoso della storia del rock sovietico: i Graždanskaja oborona, guidati dal formidabile Egor Letov.

Questo brano, al pari di Derevo dei Kino, vede la distruzione inconsapevole di un piccolo elemento naturale da parte di alcuni ragazzini. Anche in questo caso non si ha la voluta consapevolezza di infliggere dolore, ma l’elemento che provoca sofferenza quando si ascolta con attenzione la canzone è la totale indifferenza che si prova nei confronti della natura.

In questo brano Letov esprime i propri sentimenti, ricorrendo alla personificazione della foglia d’acero. Non vi è alcuna pietà in nessuna tappa dello sventurato viaggio di questa povera foglia: brutalmente allontanata dal suo ramo, dalla sua casa, senza che possa opporsi in alcun modo al suo destino, selvaggiamente calpestata da una folla incurante dei sentimenti della natura e infine crudelmente strappata in mille pezzi.

Oltre alla sensazione di distruzione totale che questa canzone ci impone di affrontare bisogna mettere in evidenza anche un altro aspetto, dato proprio dalla musica, in special modo nel finale.
La melodia, in chiave maggiore, risulta davvero ironica, specialmente se rapportata con quello che le parole raccontano, ossia la completa e totale disfatta del protagonista. Bisogna inoltre notare che il tema autunnale e il lungo assolo di chitarra finale ricordano in parte Podmoskovnye ve֚čera (Notti moscovite), un brano classico della musica russa, appartenente al genere dell’estrada (si trattava di un movimento musicale di facile ascolto, destinato all’intrattenimento, con testi e temi che esaltavano la morale, gli ideali sovietici, l’amicizia, il coraggio e l’amore e la bellezza femminile).