Fantasmi dal passato: cinque stazioni ferroviarie in attività del modernismo sovietico

Molte stazioni ferroviarie delle città russe sono state costruite secondo lo stile del modernismo tardosovietico. Il suo valore è ritenuto poliedrico perciò gli edifici cambiano spesso aspetto e vengono ricostruiti. Abbiamo scelto cinque stazioni moderniste che hanno mantenuto il proprio aspetto storico.

A Ivanovo recentemente è stato restaurato l’edificio della stazione ferroviaria, monumento unico del costruttivismo, costruito tra il 1929 e il 1933 secondo il progetto di Vladimir Kaverinskij. Gli architetti e gli storici hanno ricostruito la facciata dell’edificio, facendola il più uguale possibile all’aspetto originario: è l’unica stazione costruttivista in Russia che si è mantenuta tale. Per la pianificazione dell’edificio sono state seguite le decisioni architettoniche degli anni Trenta, sebbene siano state adattate alle necessità della cittadinanza e siano state impiegate tutte le infrastrutture necessarie. All’interno la stazione appare come un piccolo spazio espositivo.

La stazione di Ivanovo è uno dei pochi esempi del rapporto premuroso verso l’eredità storica da parte dell’amministrazione delle Ferrovie Russe (RŽD): molte stazioni sono state ricostruite senza salvare l’aspetto originale e si sono trasformate in edifici completamente nuovi. In parte questo si spiega tramite un diverso valore artistico degli stili architettonici: l’eredità del costruttivismo non è contestata dalla comunità di architetti, mentre lo status del modernismo tardosovietico rimane poliedrico. Tuttavia certe costruzioni tardosovietiche (alcune delle quali vennero concluse già dopo il crollo dell’URSS) rappresentano esempi magnifici di architettura esteuropea della seconda metà del XX secolo.

Tver’

L’odierno edificio della stazione di Tver’ venne costruito alla fine degli anni Ottanta e aperto nel 1991. La facciata in vetro è sostenuta da rampe di pietra e accanto all’edificio principale si trova l’alta torre dell’orologio. L’insieme costituisce un bel complesso architettonico. Gli interni della stazione sono notevoli: le pareti dell’edificio sono decorate da mosaici raffiguranti la fondazione di Tver’ e il conseguimento della proprietà popolare sovietica. All’interno c’è la grande orangerie, ormai distrutta, dove erano raccolte decine di piante diverse che si diramavano per tutto lo spazio della sala. La stazione di Tver’ è una delle poche senza le onnipresenti bancarelle e i cafè, perciò è possibile passeggiarci tranquillamente e ammirare il design interno.

Lipeck

L’edificio è stato costruito dopo il crollo dell’URSS, nel 1994, ma venne progettato alla fine degli anni Ottanta. L’architettura della stazione è una sintesi inusuale tra tardo modernismo e postmodernismo architettonico degli anni Novanta.  L‘influenza dei progetti sovietici si unisce qui alla ricerca di nuove forme postsovietiche. L’edificio è composto da tre raggi che si diramano dal corpo centrale della stazione.

Vladimir

La stazione di Vladimir è ritenuta una delle più grandi sul tratto ferroviario Gorkov’skij. L’edificio venne costruito nel 1975 e durante la costruzione venne utilizzata la pietra bianca, biglietto da visita di Vladimir e trait d’union con l’architettura della città. Inoltre l’amministrazione cittadina ha da tempo provato a ricostruire la stazione. In pericolo è la facciata della stazione, per la quale è previsto un rivestimento con pannelli di granito e metallo, rifacendosi all’impossibilità di restaurare gli odierni muri di calce.

Surgut

L’edificio originario del 1988 è sotto le aspettative del RŽD, poiché a prima vista la stazione non sembra possedere qualità particolari o grandi elementi di decoro. L’edificio si presenta comunque come un bell’esempio di architettura tardosovietica, creato sotto l’influenza di costruzioni sperimentali della fine degli anni Settanta. Il tetto sporgente ricorda la Casa della Cultura Rusakov, ad opera di Mel’nikovskij. Nonostante il valore architettonico dell’edificio, oggi sono iniziati i lavori di ricostruzione della stazione, che presto potranno cambiarne l’aspetto fino a farla diventare irriconoscibile.

Tynda

La città di Tynda, nell’Estremo Oriente russo, in epoca sovietica veniva chiamata la capitale del BAM: era un importante snodo ferroviario e la dirigenza sovietica tentò di realizzare una stazione adatta. Tuttavia non si riuscì a terminare la costruzione della linea principale e l’edificio che vediamo oggi venne aperto nel 1986. Secondo l’idea degli architetti la forma spezzata della stazione ricorda la siluette di un uccello. Inoltre la stazione è una delle più alte dell’Estremo Oriente russo: la torre centrale arriva a 48 metri.

 

FONTE: daily.afisha.ru, 13/08/2020 – di Fëdor Šamonov e Artëm Kolganov, traduzione di Chiara Cardelli