Sentieri segreti: i nuovi cinque parchi nazionali russi

In Russia sono stati aperti cinque parchi nazionali: a quali sono più interessati i turisti russi?

Nuovi parchi nazionali sono stati aperti in Russia, le cui aree protette ricoprono già il 13% dell’enorme territorio della nazione. Sono cinque i parchi naturalistici inaugurati nel 2019, e si trovano in Jakutia, nell’oblast’ Čeljabinsk, a Kom, in Daghestan e nell’oblast’ dell’Amur. Come, sulle orme degli Stati Uniti, in Unione Sovietica e in Russia hanno cominciato a trasformare le aree protette in luoghi di pellegrinaggi turistici e cosa è possibile vedere nei cinque nuovi parchi nazionali: qui su Lenta.ru.

Il concetto di “parco nazionale” è relativamente nuovo per i russi: prima c’erano semplicemente aree protette, ovvero territori non soggetti all’influenza dell’essere umano. Sebbene dei parchi nazionali siano stati aperti già durante il periodo sovietico, a quel tempo la questione della salvaguardia della natura non attirava particolare attenzione. Nonostante l’emanazione del decreto bolscevico del 1921 Sulla protezione di monumenti naturali, giardini e parchi e l’istituzione di queste aree protette, come ricordano nei loro scritti i geografi Aleksej Sobisevič e Valerian Snytko, era impossibile un dibattito pubblico e scientifico volto alla difesa dell’ambiente dagli attacchi industriali, .

Nel XX secolo la Russia ha vissuto una fase di industrializzazione veloce. Sotto un rigido regime totalitario e in un’epoca di grandi costruzioni di infrastrutture, non si dava importanza alla salvaguardia della natura, che è stata al contrario piegata ai bisogni dell’uomo.

Un vero e proprio rinascimento ecologico si è verificato negli anni ’60 sotto Chruščëv. Tutto cambiò grazie al lago Bajkal, che iniziò a essere considerato motivo di orgoglio nazionale, patrimonio scientifico a livello globale e persino l’ottava meraviglia del mondo (sono proprio queste le formule utilizzate dalla stampa di quel tempo). Sul lago Bajkal è stato quindi proposto di aprire il primo parco nazionale dell’URSS, una riserva naturale aperta anche a scopi ricreativi.

 

Gita in barca sul lago Bajkal. Foto: Michail Ozerskij/RIA Novosti

 

Tuttavia, fino a quel momento non era mai stato aperto nessun parco nazionale in Russia, il che significa che non avevano nessuna esperienza a riguardo. Per questo motivo, un gruppo di esperti sovietici si è ispirato agli Stati Uniti, in particolare a Yellowstone, parco sui cui hanno svolto numerose ricerche. Inoltre, sebbene non attirasse l’interesse degli scienziati, Yellowstone mostrava delle superiorità in termini di organizzazione del turismo e del lavoro educativo. 

Il primo parco nazionale sovietico comparve nella Repubblica Socialista Sovietica Estone solo nel 1971, mentre nella Federazione Sovietica solo nel 1983. Già nei primi anni dopo il crollo dell’URSS, in Russia si diffuse una nuova linea di pensiero riguardo ai parchi nazionali e il loro numero crebbe: alla fine del 1994 si contavano ben 24 riserve naturali.

In Russia oggi ci sono 64 riserve naturali. In questo numero, che annovera le aree protette (OOPT – Osobo Ochranjaemych Prirodnych Territorij), si è soliti includere anche il 13% di zone naturali della nazione. Tuttavia, viene considerato un numero ancora insufficiente ai fini della conservazione dell’ambiente russo. Perciò, è prevista la creazione di altre 24 riserve naturali entro il 2024.

Solo nel 2019 sono stati aperti altri cinque parchi nazionali: Kytalyk in Jakutia, Zigal’ga nell’oblast’ di Čeljabinsk, Kojgorodskij nella Repubblica di Kom, Samurskij nella Repubblica del Daghestan e Tokinsko-Stanovoj nell’oblast’ dell’Amur.

Kytalyk: il territorio delle leggendarie gru siberiane

L’obiettivo del parco nazionale Kytalyk in Jakutia consiste nel proteggere la popolazione delle rarissime gru siberiane della Siberia orientale, ovvero di gru di colore bianco. Questo volatile è annoverato nel Libro Rosso, sia nella sua versione russa, che internazionale.

Come ha sottolineato nell’estate del 2020 il governatore della Jacutia Ajsen Nikolaev, negli ultimi anni la quantità di gru siberiane è cresciuta al Kytalyk e adesso ammonta a 4000 esemplari. In poche parole, l’intera popolazione di gru bianche nidifica proprio in Jakutia.

 

Foto: Marina Krugljakova/TASS

 

Zigal’ga: la vetta degli Urali

Zigal’ga costituisce la cima degli Urali, la cui altezza raggiunge il chilometro. Così si chiama il parco nazionale, aperto in questa regione nel 2019. Qui c’è molto da ammirare: uniche foreste di silvani e di tundra, un panorama meraviglioso dalle pendici montuose, piante rare, uccelli e molti animali.

Il parco nazionale è stato creato con una consapevole inclinazione al turismo ecologico. Nell’agosto di quest’anno, allo Zigal’ga sono stati pianificati nuovi sentieri turistici. Verranno costruiti un ponte sospeso sopra il fiume Jurjuzan’, che fino a ora poteva essere attraversato solo a nuoto, e verranno installati cartelli con indicazioni circa le strade e le distanze chilometriche sui sentieri in cima alla montagna Poperečnaja e verso la cascata di taiga Evlachta. Oltretutto, ci saranno anche parcheggi, zone dedicate al campeggio e piazze di osservazione.

 

Crinale Zigal’ga. Foto: Panoramio/Pesotsky/Wikipedia

 

Con il parco Zigal’ga confinano i territori di altre due aree naturali: il parco nazionale Zjuatkul’ e il parco naturale Iremel’. Per questo motivo, si sta considerando l’idea di unirli tramite una rete di sentieri, che andrebbe ad ampliare il territorio della riserva.

Kojgorodskij: la taiga dedicata al campeggio e alla caccia

Sul territorio del parco nazionale Kojgorodskij nella Repubblica di Kom crescono più di cento specie protette di piante e vivono più di 20 specie animali, annoverati nel Libro Rosso della Russia e della Repubblica. Ma ancora più importante, la flora e la fauna sono praticamente incontaminate: conservarle costituisce il compito principale per le generazioni future del parco nazionale.

In questa zona gli alberi non sono mai stati potati, né sono mai state costruite strade, imprese industriali o linee elettriche. In migliaia di anni la taiga di Kom è cresciuta secondo le sole leggi della natura. È interessante che tra larici e abeti, vegetazione caratteristica del territorio, si siano conservati anche i pecci, praticamente scomparsi in Europa.

 

Foto: Pagina del parco nazionale Kojgorodskij su VKontakte

 

L’idea dietro questo parco nazionale consiste nell’incentivare il turismo in questo territorio, ma solo in zone rigorosamente designate. In determinati punti del Kojgorodskij, infatti, è possibile fare escursioni scientifiche, cacciare, pescare e campeggiare. Per visitare il parco nazionale è necessario precompilare una richiesta.

Samurskij: le antiche foreste di liane del Daghestan

Il parco nazionale Samurskij in Daghestan si compone di due zone: Šalbuzdag e Del’ta Samura, che costituisce la zona principale e che si estende per 50000 ettari. I lavori per la sua realizzazione sono durati tre anni.

Samurskij ha una lunga e difficile storia. La creazione di un’area protetta in questa zona che difendesse la speciale natura locale è stato deciso già all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. A quel tempo, però, nella regione c’erano altri problemi, e anno dopo anno il progetto è stato messo in secondo piano. Alla protezione del territorio sul delta del fiume Samur si è pensato di nuovo più avanti, soltanto quando la federazione ha costituito l’OOPT prima del 2020 e quando è nato il progetto nazionale “Ecologia”, che supporta la creazione di questi parchi.

 

Foto: Anton Agarkov/WWF Russia

 

Al Samurskij c’è molto di cui meravigliarsi, ci sono persino foreste di liane! Ci sono varietà secolari e giganti di piante cresciute sulle montagne del Daghestan. È uno spettacolo naturale unico dalla vasta biodiversità endemica: specie di animali e di piante che si possono trovare soltanto in questo territorio e da nessun’altra parte. E il suo status di riserva naturale permette non solo di proteggere questa zona, ma anche di incentivare il turismo ecologico nazionale, permettendo così la crescita socio-economica della regione. Il territorio del Samurskij è stato riconosciuto il luogo ideale nel Caucaso per la popolazione del leopardo caucasico, registrato nel Libro Rosso.

Tokinsko-Stanovoj: la terra dei Tungusi allevatori di renne

Il parco nazionale Tokinsko-Stanovoj, che si trova nella regione Zejsk dell’oblast’ dell’Amur, è da tempo immemore una riserva naturale. Aperto nel 2009, è stato fin da subito chiaro che il suo status regionale di area protetta non esauriva l’unicità del territorio che occupa. La sua eccezionalità sta nella grande quantità di montoni delle nevi che abitano la regione dell’Amur.

Per questo motivo, gli specialisti del WWF Russia hanno deciso di lottare per far sì che il Tokinsko-Stanovoj ottenesse lo status federale di parco nazionale. Durante gli ultimi dieci anni questo territorio è stato oggetto di accurate ricerche e luogo di numerose spedizioni scientifiche. Alla fine nel 2019 il parco nazionale Tokinsko-Stanovoj è diventato realtà.

 

Spedizione per il tracciamento del territorio del parco nazionale Tokinsko-Stanovoj. Foto: Sergej Podol’skij/WWF Russia

 

Qui si sono impegnati nella conservazione della flora unica dei boschi della tundra d’alta montagna. Uno degli obiettivi principali per il futuro consiste nel cooperare con i Tungusi allevatori di renne e preservare il loro tradizionale modus vivendi, che ora è in via di estinzione, come anche lo stile di vita di altri popoli indigeni che occupano la Russia del nord. Ai turisti sarà permesso vedere tutto questo e persino viaggiare un paio di settimane con gli allevatori di renne.

La fondazione di nuovi parchi nazionali e riserve naturali si svolge nell’ambito del progetto nazionale Protezione della varietà biologica e sviluppo del turismo ecologico. Alla realizzazione di questo progetto prende parte non solo il governo: nel 2019 su iniziativa del Ministero delle Risorse Naturali della Russia sono stati coinvolti al suo finanziamento i rappresentanti di grandi imprese. Per questo motivo, il progetto non permetterà soltanto di proteggere le specie più rare e in via d’estinzione di piante e di animali, ma anche di garantire lo sviluppo delle regioni attraendo i turisti.

 

Fonte Lenta.ru, 26/09/2020 – di Dmitrij Sarkisov, Traduzione di Laura Cogo