Le tradizioni di Capodanno in Russia

Ogni russo che si rispetti conosce il proverbio “Как встретишь Новый годтак и проведешь!” (simile al nostro “Chi fa una cosa a Capodanno, la fa tutto l’anno!”, n.d.t.). Non stupisce, dunque, che il Capodanno sia la festa più importante dell’anno in Russia, la più attesa, bella, ricca di storia, di tradizioni spettacolari e di curiose usanze.

E per quanto possa essere grandioso il Natale, il Capodanno per un russo lo sarà ancora di più.

Nessun’altra festa suscita una spensieratezza carnevalesca come il Capodanno russo, che si presenta come una combinazione di tradizioni di Natale e del solstizio d’inverno. Oggi vi parleremo della storia della celebrazione di questa fantastica festa in Russia e ci occuperemo delle principali tradizioni di Capodanno che continuano ad esistere tutt’oggi.

Come è nata l’usanza di celebrare il Capodanno?

La tradizione di festeggiare l’avvento del nuovo anno risale a molto tempo fa. Gli antichi russi erano soliti far coincidere l’inizio dell’anno con l’inizio della rinascita della natura, dunque con il mese di marzo. Nell’Antica Rus’ per molto tempo esistette un cosiddetto “periodo prefestivo”, che copriva i primi tre mesi dell’anno e che secondo il calendario del tempo partiva da marzo. Questo periodo, che cadeva sotto il nome di “avsen’”, “ovsen” o ancora “tuzen’”, divenne poi l’attuale “Novyj god” (Capodanno, lett. Nuovo anno, n.d.t.). Fu così che i primi sei mesi dell’anno iniziarono ad essere considerati estivi, mentre i restanti sei invernali. È possibile presumere che in origine il Capodanno venisse dunque celebrato il 22 marzo, giorno in cui si verificava l’equinozio di primavera. In questo modo, si sarebbe festeggiato non solo l’arrivo di un nuovo anno, ma anche il termine dell’inverno, che cedeva finalmente il posto alla primavera.

Con l’avvento del Cristianesimo (la conversione del Paese si fa solitamente coincidere con il 988), in Russia venne introdotto non solo un nuovo sistema cronologico, ma anche il nuovo calendario europeo, il calendario giuliano, che presentava nomi dei mesi prefissati e vedeva il 1° marzo come la data ufficiale in cui celebrare il Capodanno.

Successivamente, la Chiesa ortodossa fece spostare l’inizio dell’anno al 1° settembre, volendo rispettare i canoni stabiliti dal Concilio di Nicea. Secondo alcuni, questo cambiamento di data avvenne al termine del XV secolo, mentre stando ad altri sarebbe avvenuto ancora prima, nel 1348. Questa riforma nel calendario doveva essere probabilmente associata alla crescente importanza che la Chiesa cristiana stava acquisendo nella vita anche laica dell’Antica Rus’. Fu così che divenne prassi festeggiare il nuovo anno il 1° settembre e realizzare per l’occasione decorazioni con il sorbo selvatico e con altri frutti di un rosso acceso.

Intorno al 1699 l’imperatore russo Pietro I emanò un decreto che prevedeva di festeggiare l’avvento del nuovo anno il 1° gennaio (secondo il calendario giuliano) e, in vista di questo, di decorare la casa con rami di pino, abete e ginepro.

Nel 1929 le autorità sovietiche vietarono le decorazioni e gli addobbi natalizi, che vennero etichettati come tradizioni “sacerdotali”. Venne abbandonato anche il Capodanno. Ciononostante, alla fine del 1935, in seguito alla pubblicazione dell’articolo di Pavel Postyšev (dal titolo “Creiamo un bell’albero per i bambini a Capodanno!”) nel noto quotidiano sovietico Pravda, gli abeti e i festeggiamenti di Capodanno fecero nuovamente la loro comparsa nelle case delle persone in vista del 31 dicembre dello stesso anno. Tuttavia, si dovette attendere il 1949 per vedere il 1° gennaio essere dichiarato ufficialmente un giorno festivo.

Tradizioni di Capodanno oggi
             

Oggigiorno, in Russia, i preparativi per le feste iniziano già a metà dicembre. Le strade e i negozi vengono decorati con ghirlande, ornamenti e cartelloni. Gli alberi addobbati fanno la loro comparsa per le vie. In ogni città, paese o paesino vengono sistemati degli enormi alberi illuminati da ghirlande e luci nelle piazze principali. Incantevoli e splendenti sculture di ghiaccio, pupazzi di neve e statue di Ded Moroz (lett. Nonno Gelo, n.d.t.) e Sneguročka vengono disposti tutto intorno agli alberi.

Parallelamente, a casa le persone addobbano gli abeti che hanno acquistato ai mercatini o che si sono procurate nei boschi. Secondo la tradizione, gli alberi vengono tenuti in casa fino al 13 o 14 gennaio, data in cui i russi festeggiano il Vecchio Capodanno.

Originariamente gli abeti venivano ornati con decorazioni in legno, ma anche con frutti, noci e dolcetti. Le decorazioni in vetro divennero di moda un po’ più tardi, a partire dal 1850. Gli alberi di oggi vengono addobbati con palline e altri ornamenti in vetro, ghirlande e orpelli. Le statuine di Ded Moroz e Sneguročka, così come i regali per il Nuovo anno vengono nascosti sotto l’albero. Alcune famiglie fanno visita a Ded Moroz e Sneguročka, che portano doni ai bambini che si comportano bene.

Oltre ai festeggiamenti di Capodanno in casa, secondo la tradizione, la mattina hanno luogo anche dei festeggiamenti negli asili e nelle scuole. I bambini, vestiti da coniglietti, fiocchi di neve e da personaggi della tradizione, prendono parte a feste in costume, cantano, giocano e ballano intorno agli abeti e ricevono regali da Ded Moroz e Sneguročka.

Il Capodanno in Russia non sarebbe lo stesso senza questa magica coppia. Il generoso Ded Moroz e la sua fiabesca nipotina, compagna e aiutante Sneguročka vanno infatti a porgere i loro migliori auguri di Capodanno ai bambini e danno loro i tanto attesi doni.

Notte di Capodanno: è tempo di esprimere i desideri!

I festeggiamenti iniziano all’incirca alle 11 di sera, quando tutta la famiglia è seduta intorno alla tavola imbandita. Poco prima della mezzanotte viene fatto un brindisi al vecchio anno che se ne va, rendendo omaggio a ciò che ha portato di buono. In Russia si è soliti ascoltare i discorsi del capo dello Stato che vengono trasmessi in televisione e per radio. Il presidente, come da tradizione, fa il bilancio dell’anno appena trascorso e augura ai cittadini russi un buon anno nuovo su tutti i canali televisivi.

Dopo i discorsi, quasi a mezzanotte, tutti ascoltano le campane del Cremlino, che segnano ufficialmente l’inizio del nuovo anno. I rintocchi vengono poi accompagnati dall’inno del Paese.

In questi esaltanti istanti tutti bevono spumante e si augurano l’un l’altro un felice anno nuovo. Dopodiché, molte persone amano uscire per strada per dare il via a ogni genere di fuoco di artificio. Nelle piazze centrali delle città e dei paesi si svolgono eventi festosi con canzoni, balli e giochi.

Il Capodanno ha un inspiegabile effetto magnetico sui russi. Non esiste altra festa che goda di una tale forza ringiovanente, che induca la gente a sentirsi così felice e che unisca tutta la popolazione in questa maniera.

Per quanto riguarda gli amanti del silenzio e della pace, il loro giorno arriverà quando dopo la travolgente notte di Capodanno le strade diventeranno insolitamente calme e tranquille per qualche giorno, persino nelle megalopoli come Mosca.

Tradizioni senza le quali il Capodanno in Russia non sarebbe Capodanno

Protagonisti assoluti dei festeggiamenti di Capodanno in Russia sono i mandarini. Presumibilmente, fu lo zar Nicola II a introdurre la tradizione di avere dei mandarini in tavola la notte di Capodanno. Tuttavia, in epoca sovietica, quando la gente stava vivendo sulla sua pelle il deficit dei generi alimentari, i mandarini divennero un bene costoso e poco accessibile. Venivano considerati un lusso. Le persone iniziarono a mettere da parte i soldi per comprare specificamente questo frutto per la vigilia di Capodanno, l’unico giorno dell’anno per sempre legato all’odore dei mandarini. Fu così che i mandarini divennero indispensabili in tavola a Capodanno, come, tra l’altro, l’insalata “Olivier”.

L’insalata Olivier è oggi più famosa del suo stesso inventore, Lucien Olivier, di cui molti non hanno mai sentito parlare. La nota insalata detiene una considerevole reputazione anche in altre parti del pianeta. In America Latina, per esempio, le persone ne vanno pazze e gli si illuminano gli occhi solo a sentirla nominare. La chiamano ensalada rusa, “insalata russa”. In Russia, l’amore per l’insalata Olivier non è descrivibile ed è impensabile una cena di Capodanno che non la contempli. La tradizione di preparare questa insalata per la vigilia dell’anno nuovo ebbe inizio durante il periodo sovietico, quando i negozi non offrivano la varietà che abbiamo oggi. I padroni di casa adoravano la ricetta dell’insalata Olivier perché era possibile prepararla con prodotti facilmente reperibili in un qualunque negozio e ad un prezzo accettabile.

A tavola alla vigilia di Capodanno non possono poi mancare le tradizionali tartine con burro e caviale rosso e lo spumante. Si tratta di tutti prodotti che in epoca sovietica non era possibile procurarsi, per cui simboleggiano il lusso, il comfort e la speranza di una vita migliore.

Molti russi considerano il Capodanno una festa da trascorrere con la famiglia. Proprio per questo è tradizione passarlo in casa in compagnia della famiglia e delle persone più care. In questa notte, solitamente, riecheggiano i brindisi di riepilogo dell’anno passato e quelli di auguri per quello che si preannuncia come un fantastico anno. Solo dopo aver udito i rintocchi dell’orologio del Cremlino e dopo essersi debitamente congratulati con tutti i cari dal vivo e per telefono, i russi si recano nella piazza centrale o a uno dei tanti eventi per continuare a festeggiare.

Credenze popolari di Capodanno

Esiste una serie di credenze legate ai festeggiamenti per il nuovo anno in Russia. Il proverbio più conosciuto è probabilmente questo: “Se si fa una cosa a Capodanno, la si fa tutto l’anno”. Per questo, tutti fanno il possibile per festeggiare questa decisiva festa allegramente e in compagnia di amici e parenti.

Secondo un’altra credenza, sarebbe bene “lasciare tutti i debiti all’anno passato”, quindi risanare i propri debiti prima dell’inizio dell’anno a venire.

Nella notte di Capodanno si devono indossare abiti totalmente nuovi, i quali dovrebbero essere dello stesso “colore sgargiante” del nuovo anno.

Uno dei momenti più significativi e avvincenti della notte di Capodanno è il momento in cui si esprimono i desideri. Molti credono che i desideri, anche i più grandi, se espressi la notte di Capodanno si realizzeranno sicuramente. Ed esiste un metodo infallibile per farlo: mentre le campane annunciano la mezzanotte, si deve scrivere il desiderio su un foglio di carta, dargli fuoco, mettere la cenere nella coppa da champagne e berlo prima che le campane dell’orologio smettano di suonare.

Provate voi stessi e diteci se funziona!

Fonte winner-light.ru, 29/12/2020 – Traduzione di Francesca Giannotti

Francesca Giannotti

Nata a Roma nel 1996. Laureata in Mediazione Linguistico-culturale e poi in Traduzione specializzata. Dopo aver vissuto qualche mese a San Pietroburgo e a Mosca mi sono innamorata del paese e della sua cultura. Collaboro con RIT per condividere questa mia passione.