È deceduta Irina Antonova, leggenda del Museo Puškin

Mosca, 1° dicembre – RIA Novosti. Irina Antonova, presidente onorario del Museo Statale di Belle Arti Puškin (ГМИИ), è deceduta martedì 1° dicembre a 98 anni. Il suo nome è indissolubilmente legato al museo che ha diretto per 52 anni.

La Antonova, divenuta una leggenda del Museo Puškin, nacque il 20 marzo 1922 a Mosca. Da bambina visse per quattro anni in Germania con i genitori. Dopo l’ascesa al potere dei nazisti nel paese, nel 1933, la sua famiglia tornò in URSS.

Nel 1940 la Antonova si iscrisse all’Istituto di Filosofia, Letteratura e Arte (IFLI). Con l’inizio della Grande Guerra Patriottica divenne infermiera e dalla primavera 1942 lavorò all’ospedale militare sulla Krasnaja Presnja con il grado di giovane sergente di servizio medico.

Durante la guerra l’Istituto IFLI si unì all’Università Statale di Mosca (MGU), nel 1945 la Antonova si laureò presso il Dipartimento di Arte della Facoltà di Storia dell’MGU e fu invitata a lavorare al Museo Puškin, frequentando contemporaneamente i corsi di dottorato al museo. L’ambito delle sue ricerche era l’arte italiana rinascimentale.

 

GLI ANNI D’ORO DEL MUSEO PUŠKIN

Nel 1961 Aleksandr Zamoškin, direttore del Museo Puškin, poco prima di andare in pensione propose alla vecchia collaboratrice scientifica Irina Antonova di dirigere il museo. Per la stessa Antonova tutta la sua vita era legata al museo e non se ne lamentava – dopo tanti anni di lavoro nell’istituzione che raccoglie tutta la cultura mondiale, “compare una speciale dimensione interiore: l’uomo si relaziona con il mondo intero”.

Con la Antonova il Museo Puškin comincia a splendere: viene organizzata una mostra del pittore sovietico Aleksandr Tyšler e una di Henri Matisse.

Il pittore francese Mark Chagal (a destra) conversa con lo scultore Iosif Čajkovyj (a sinistra). Al centro la direttrice del Museo Puškin Irina Antonova, 1973.

Su iniziativa della direttrice ogni anno si tennero le letture di Vipper (Vipperovskie Čtenija), conferenze in ricordo di Boris Vipper, ex direttore scientifico del Museo, ritenuto dalla Antonova suo maestro.

La Antonova mise in pratica l’idea di ampliare il museo. Comparvero allora il Museo degli Impressionisti, il Museo di Collezioni private, il Centro d’Infanzia. Per più di trent’anni il Museo Puškin organizzò le famose “serate dicembrine” (dekabr’skie večera), progettate ancora una volta con Svjatoslav Richter.

 

LA “MONNA LISA” E “L’ARTE BORGHESE”

Nel 1974 sotto la guida della Antonova ci fu una riorganizzazione delle esposizioni del museo: il Museo Statale di Belle Arti Puškin divenne il primo museo sovietico a “mettere a confronto l’arte patria con quella straniera”.

Nello stesso anno la Antonova ebbe una discussione con la direzione del Ministero della Cultura per aver deciso di destinare le sale del secondo piano del museo alla pittura occidentale, proveniente dalle collezioni dei mecenati Sergej Šukin e Ivan Morozov. Il potere considerava “borghesi e pericolose” le opere di certi maestri, quali Renoir, Cezanne, Gauguin.

Secondo la Antonova in quegli anni “negli scantinati si trovavano oggetti di prima qualità, quasi un intero Museo di arte occidentale”.

L’apertura della mostra “Il tesoro della tomba di Tutankhamon” al Museo di Belle Arti Puškin, Mosca 1973.

La grande reputazione della Antonova nella comunità museale ha permesso al Museo Statale di Belle Arti di esporre capolavori unici della pittura mondiale, provenienti dalle più grandi collezioni artistiche, che assai raramente “andavano” all’estero: “L’Antea” del Parmigianino (Museo di Capodimonte, Napoli), “La sacra famiglia” del Mantegna (Collezioni Statali, Dresda), “Ritratto di uno sconosciuto dagli occhi grigi” di Tiziano (Galleria Palatina, Firenze), e la “Monna Lisa” di Leonardo Da Vinci (Louvre).

L’arrivo a Mosca del capolavoro leonardesco suscitò una inusuale agitazione. Gli amanti dell’arte passavano ore davanti al museo per ammirare anche solo per 15 secondi uno dei più famosi ritratti nella storia dell’umanità. Per portare la “Monna Lisa” in URSS si dovette preparare un’apposita cassa antiproiettile e trovare una gigantesca somma assicurativa multimilionaria.

La Antonova organizzò al museo le più grandi mostre internazionali: “Mosca-Parigi”, “Mosca-Berlino”, “Russia-Italia”, “Modigliani”, “Turner”, “Picasso”, ecc. Un grande avvenimento per i sovietici fu la mostra delle avanguardie “Mosca-Parigi” nel 1981, dove si esposero i quadri di Malevič e Kandinskij, caduti in disgrazia.

 

LA CITTÀ-MUSEO

Irina Antonova promosse e diresse il gruppo di lavoro per realizzare il progetto di ampliamento museale: la creazione della “città-museo”, sognata dal fondatore del museo Ivan Cvetaev (padre della poetessa Marina Cvetaeva [N.d.T.]). Su proposta di Irina Aleksandrovna fu chiamato a partecipare ai lavori di ricostruzione uno dei più grandi architetti del mondo, il britannico Norman Foster.

Sotto la direzione della Antonova si elaborò il programma degli eventi per il centenario del Museo Puškin nel 2012, che ricevette il sostegno, anche economico, del governo.

Nell’aprile 2013 Irina Antonova, compiuti 91 anni il mese prima, fu nominata responsabile principale dei musei statali russi e in luglio lasciò il posto di direttrice, divenendo presidente onorario del Museo Puškin.

 

ONORIFICENZE E RICONOSCIMENTI

Per i suoi servizi da accademica presso l’Accademia Russa delle Arti Irina Antonova, membro onorario del Consiglio Internazionale all’UNESCO, ha ricevuto molti premi nazionali e internazionali, nonché le onorificenze di III, II e I grado Bandiera Rossa del Lavoro, Rivoluzione d’Ottobre, Amicizia dei popoli “per aver servito la Patria”, e il Premio Statale della Federazione Russa. È anche stata insignita della Legion D’onore della Repubblica Francese (commendatore), dell’onorificenza Commendatore di letteratura e arte di Francia e dell’onorificenza italiana “per i servizi alla Repubblica Italiana” (commendatore).

 

Fonte RIA NOVOSTI, 01/12/2020 – Traduzione di Chiara Cardelli