Carnevale alla russa

Balli in maschera regali e montagne ghiacciate, allegre feste popolari e delizie. In questo articolo riportiamo alcune reminiscenze dei viaggiatori stranieri a proposito del carnevale russo (Maslenica).

Il soldato francese Jacques Margeret, Estate de l’Empire de Russie et de Grand Duché de Moscovie (La condizione dell’Impero russo e del Granducato di Mosca), 1606.

«Ecco come osservano la Quaresima: per tutta la settimana prima del giorno che chiamano Maslonits, non osano nemmeno assaggiare un pezzetto di carne, ma mangiano tutto ciò che da essa deriva, e cioè burro, formaggio, uova, latte. E si fanno visita l’un l’altro, scambiandosi baci, inchini e supplicando il perdono in caso di vicendevole offesa a parole o con i fatti. Anche quando due persone prima sconosciute si incontrano per strada si baciano e gli uni dicono: Prosti mene Pojaloi “Mi perdoni, la supplico”, gli altri rispondono: Boch tibi prosti “Dio la perdonerà, e che anch’io venga perdonato in seguito”».

Viaggiatore tedesco Adam Olearius, Descrizione del viaggio del console di Gottinga in Moscovia e in Persia, 1647.

«Chiamano Maslenica la prima settimana di questo digiuno. In questo periodo non mangiano né carne né pesce, ma solo burro, latte e uova, per giunta accompagnandoli da una sbronza quotidiana da vodka, idromele e birra tanto potente, che loro stessi faticano a ricordarsene. […] Durante la settimana successiva cominciano a vivere con moderazione: mangiano solo miele e verdure, bevono kvas e acqua, fanno i bagni di vapore e così, sudando, lavano via i peccati commessi. Ricevono persino la benedizione dal Pope».

Il nobile di Gottinga Friedrich Wilhelm Buchholz, Diario, 1721-1725.

Giorno 9. Siccome oggi è iniziata la Maslenica, ai nobili del cortile è stato annunciato che domani, alle tre del pomeriggio, si terrà l’apertura del ballo in maschera.

Giorno 10. Alle tre del pomeriggio, Sua Altezza Reale con tutto il suo gruppo di contadini si recò con la slitta, costruita appositamente per il ballo in maschera, alla casa delle “Quattro Fregate” (dove anche noi eravamo stati incaricati di fare la nostra apparizione) e lì trovò molti uomini in maschera. […] Le Loro Maestà, così come quei cavalieri e quelle dame indossavano abiti da marinai olandesi. L’imperatrice con le sue dame procedeva in grandi slitte, magnificamente dorate e al coperto, mentre l’Imperatore occupava il posto del suo inquieto fratello sulla slitta. […]

Il giorno 12 ci fu un freddo pungente, il più pungente dall’inizio dell’inverno; e per questo, sulla strada che conduce alle “Quattro Fregate” alcuni dei nostri si congelarono leggermente il viso. Nonostante ciò, gli uomini in maschera ricevettero l’ordine di raggiungere il tal luogo alle 10. […]

Giorno 14. Ancora oggi, tutti i membri dei Consigli imperiali sono tenuti a presentarsi al servizio del mattino in maschera, cosa che io trovo indecente, soprattutto perché molti di loro sono vestiti in un modo che non si addice affatto agli anziani, ai giudici e ai consiglieri. Ma anche in questo caso, tutto segue un vecchio proverbio russo: “Sia fatta la volontà dello Zar” (Des Kaisers Willee geschehe).

Il viaggiatore danese Peder von Haven, Viaggio in Russia, 1736-1739.

«A metà febbraio è iniziata la Quaresima russa, ed è iniziata proprio con un carnevale. I russi seguono il digiuno più volte l’anno e lo osservano in modo più rigoroso rispetto ai cattolici. […] Ma il periodo di digiuno più lungo è quello che precede la Pasqua, la cosiddetta Quaresima. Prima, però, si festeggia il carnevale, che cade esattamente otto settimane prima di Pasqua. I russi la chiamano la “Settimana dell’olio” (Settimana di Maslenica [n.d.T.]), perché questa settimana possono mangiare il burro, ma non la carne».

«… In caso di gelo pungente costruiscono una montagna di assi alta circa 20 cubiti (unità di misura che corrisponde a circa 44,4 cm [n.d.T.]) che pende verso la coltre di ghiaccio del fiume su cui è costruita. Su questa montagna di legno versano ininterrottamente dell’acqua, finché non si ricopre completamente di ghiaccio. Su un versante, costruiscono una pista di pattinaggio dalla lunghezza di un centinaio di fauni, e dall’altro una scala. […] E qui si siedono su piccole slitte speciali, in attesa di una spinta verso il basso, e  scivolano giù per la pista a una velocità indescrivibile».

L’ambasciatore inglese alla corte dell’Imperatrice Caterina II, lord James Harris Malmesbury. Dalle lettere di Harris al duca del Suffolk. San Pietroburgo, 18 marzo 1778.

« […] Nel periodo della Maslenica all’Imperatrice piaceva organizzare una festa che superava per sfarzo ed eleganza, tutto ciò che di simile si poteva immaginare. Durante la cena, il dessert veniva servito su preziosi piatti scintillanti di gioielli, del valore di due milioni di sterline. E durante il gioco di Macao (un gioco di carte molto comune nella Russia di quel periodo), oltre alla vincita in denaro, un diamante del valore di di 50 r. veniva donato da Sua Maestà l’Imperatrice a chiunque facesse “nove” (la cifra più alta raggiungibile in questo gioco). In questo modo distribuivano centocinquanta diamanti».

La dama di compagnia inglese della principessa Caterina Daškova (Romanova), Marta Vil’ont. Tratto dai ricordi degli anni 1803-1808.

«Tra pochi giorni inizierà la Maslenica, che durerà una settimana, e per tutto questo tempo noi, vestiti come pavoni, bighelloneremo dalla mattina alla sera tra la folla mondana. Alle 12 dell’ultimo giorno di Maslenica, durante l’allegro ballo, in cui si riunirà la metà di Mosca, sentiremo il solenne rintocco della campana della cattedrale, che annuncerà la mezzanotte e l’inizio della Quaresima. Questo rintocco incoraggerà tutti a posare immediatamente coltelli e forchette e a interrompere il lauto banchetto».

«Qualche giorno fa, per la prima volta nella mia vita, ho pattinato giù dalle montagne ghiacciate. […] Sulla montagna hanno versato dell’acqua, che si è immediatamente congelata fino a formare uno strato di ghiaccio completamente liscio. Su, dai, perché non risaliamo fino al rifugio e non ci sediamo sui sedili della slitta con qualche compagno? I sedili hanno dei pattini al posto delle gambe. Un uomo sui pattini, che le precede, spinge la grossa slitta e, dirigendola, scende giù con voi. Verrete spinti velocemente a valle, e non è possibile fermarsi prima della fine della montagna. Mi è sembrato di provare la stessa sensazione di un uccellino che vola in cielo».

Moglie dell’inviato inglese alla corte pietroburghese, lady Georgiana Bloomfield, Ricordi, 1845-1846.

«L’intera superficie della grande Piazza dell’Ammiragliato era coperta da chioschi temporanei e teatri in legno, oltre che da circhi, giostre, montagne di ghiaccio, ecc. La via di fronte al Palazzo d’Inverno era occupata da una fila continua di carrozze. Esse si susseguivano in un’esatta processione ed erano per lo più piene di bambini. In generale, era uno spettacolo bello e divertente, sembrava una grande fiera. Nel periodo di Maslenica, sembrava che le persone di ogni classe sociale perdessero completamente la testa e pensassero esclusivamente a riempire questa settimana con il massimo divertimento e intrattenimento».

 

 

di Tat’jana Grigor’eva. – Traduzione di Alessia Baratti

Alessia Baratti

Nata in provincia di Brescia nel 1995, ho da poco concluso il corso di laurea magistrale in Lingue e Letterature Europee, Americane e Postcoloniali presso l'università Ca' Foscari di Venezia. Amo leggere, viaggiare, conoscere culture e tradizioni diverse. Mi piace mettermi alla prova e apprendere abilità sempre nuove, prima tra tutte la traduzione. Trasformare un testo da una lingua di partenza a una d’arrivo è un processo estremamente interessante, che permette di riflettere in profondità sul senso delle parole e garantisce a tutti la stessa opportunità di conoscere.