Come i fumettisti sovietici combatterono il nemico

In Unione Sovietica, la caricatura fungeva da arma nella lotta contro i nemici dello Stato e i vizi della società, tanto che i disegni satirici venivano pubblicati sulle pagine centrali dei quotidiani. I loro “eroi” erano persone reali, prototipi di immagini collettive e temi, come la politica estera e le problematiche sociali. Ma chi era il destinatario delle denunce dei caricaturisti sovietici? In che modo lo contrastavano? Scopriamolo.

Un nemico caudato e cornuto

I primi disegni umoristici apparvero già nell’antico Egitto. Ispirandosi ad essi, gli artisti beffeggiavano i nemici: nelle vignette, i tratti degli offensori erano grossolanamente distorti, al punto da attribuir loro code, corna ed altre sgradevoli singolarità. In Russia, le origini della caricatura sono da ricercarsi nella sua storia a partire dalle stampe popolari del XVII secolo, fino ad arrivare alle laconiche immagini umoristiche, più moderne. Più tardi, nel XIX secolo, gli articoli satirici sulle pagine di giornali e riviste erano illustrati da disegni comici.

In Unione Sovietica, gli artisti si prendevano gioco di capitalisti ed imperialisti, assenteisti e fannulloni, premendo sul tema dell’alcolismo e dell’ubriachezza. Infatti, le caricature di stampo politico, di volta in volta, riportavano immagini raffiguranti imperialisti con in mano un monocolo ed un sacco colmo di denaro ai piedi. Lo stesso trattamento era riservato a militari, poliziotti e sacerdoti.

Le immagini umoristiche erano appunto consacrate a temi di attualità come la politica, le criticità legate alla società e la famiglia. Come notato dal fumettista e pubblicista Boris Efimov, all’inizio degli anni 20, le illustrazioni satiriche occupavano una collocazione speciale nei giornali sovietici: se in Occidente, di norma, le caricature erano realizzate a scopo di intrattenimento e venivano stampate all’interno di pubblicazioni umoristiche, in epoca sovietica fungevano da veri e propri mezzi di propaganda.

Dmitrij Moor: Finiamo la bestia fascista!

Sotto lo pseudonimo di Dmitrij Moor lavorava Dmitrij Orlov, maestro di graphic design. Egli fu uno dei fondatori dell’Agit-Prop sovietico: nel 1920, il suo lavoro Wrangel ancora vivo, lo ha battuto senza pietà morto uscì con la più grande tiratura del periodo della Guerra Civile; se ne produssero più di 65 mila copie. L’artista partecipò inoltre alla creazione della rivista Krokodil e le sue vignette furono pubblicate sul quotidiano Pravda, sulla rivista laica U Besboshnik Stanka ed altre simili opere.

Le scottanti illustrazioni a sfondo politico di Moor e le sue caricature di politici stranieri godevano di popolarità tra i lettori. I manifesti dell’artista si prendevano gioco del nemico: parliamo di rappresentanti del Movimento dei Bianchi, ministri del culto e capitalisti. Nel 1931 fu pubblicata una raccolta di caricature realizzate da Dmitrij Moor, Kto oni takie o Chi sono, che comprendeva 100 ritratti di uomini d’affari e diplomatici stranieri: l’industriale Henry Ford, i magnati Rockefeller, il politico Winston Churchill. In queste rappresentazioni, Moor mantenne i tratti originali dei soggetti, quasi ad avere fini ritrattistici: scrisse che “per risultare creature degne di derisione, i soggetti non avrebbero dovuto subire alcun tipo di deformazione”. Nelle vignette, i politici erano rappresentati come padroni del mondo, che comandavano a bacchetta tanto i lavoratori quanto la gente comune.

Moor lavorò anche a vignette satiriche a tema religioso. Particolarmente popolare era l’immagine grottesca del Dio degli eserciti: un vecchio barbuto dai rotondi occhiali neri, con un’aureola sopra la testa. I manifesti, affissi in città e villaggi vicino alle chiese, esortavano alla confisca dei beni della Chiesa in favore degli affamati, servendosi di immagini derisorie di sacerdoti e devoti.

Durante la Grande Guerra Patriottica, sui manifesti di propaganda, l’artista ha immortalò la crudeltà dei nazisti: risalgono a questo periodo le sue opere La belva è ferita. Finiamo la bestia fascista!, Cos’hai fatto per aiutare il fronte?. Moor mostrò con sarcasmo la leadership della Germania nazista nelle opere Tutti con la G (dove la “G” sta per: Goebbels, Hitler, Göring, Himmler), Hitler il mangiauomini. I disegni erano accompagnati da brevi didascalie dell’autore, ad esempio: “Il fascismo sta arrivando! Abbasso i confini, i trattati, gli accordi, la coscienza: tutti questi selvaggi pregiudizi democratici, tutte queste cianfrusaglie storiche…”. Le caricature di Dmitrij Moor contribuirono a forgiare l’immagine del nemico e a fissarla nell’immaginario collettivo, tanto per la popolazione nelle retrovie, quanto per i soldati in prima linea, esibendo un nemico crudele e stupido, facilmente sconfitto da un eroe, il soldato sovietico.

Kukryniksy

L’associazione creativa di artisti Kukryniksy è nato nei primi anni 20 del ‘900. Lo pseudonimo è stato formato a partire dalle prime lettere del nome o del cognome dei tre disegnatori che lo componevano: Michail Kuprijanov, Porfirij Krylov e Nikolaj Sokolov. I tre maestri si distinguevano per lo stile grottesco con cui rappresentavano gli scottanti temi d’attualità. Raggiunsero la popolarità grazie alle loro mordaci vignette, caricature ed illustrazioni.

Il nostro collettivo, a dire il vero, è composto da quattro artisti: Kuprijanov, Krylov, Sokolov e Kukryniksy. Tutti e tre trattiamo quest’ultimo con grande cura e preoccupazione… Ciò che è stato creato dal collettivo non sarebbe potuto riuscire a nessuno di noi individualmente.

I primi disegni degli artisti furono pubblicati alla fine degli anni 20: la sferzante satira e la firma insolita attirarono l’attenzione dei lettori. I Kukryniksy collaborarono con il quotidiano Pravda, la rivista Krokodil e molti altri periodici sovietici. Confezionarono una serie di schizzi ironici chiamata Staraja Moskva o Vecchia Mosca, raffigurante tipici moscoviti, con le loro abitudini e il loro stile di vita: le case popolari di una giovane città, la burocrazia, l’instabilità della vita. Le vignette dei Kukryniksy erano popolari anche tra l’Intelligencija artistica: le apprezzavano famosi poeti, scrittori ed eroi letterari.

I Kukryniksy collaborarono alla creazione di un’immagine satirica dei fascisti. Il loro manifesto propagandistico militare Distruggeremo e annienteremo senza pietà il nemico! apparve per le strade di Mosca pochi giorni dopo l’inizio della Grande Guerra Patriottica. Sul poster erano raffigurati l’insidiosa offensiva di Hitler contro L’URSS ed il patto di non aggressione ridotto in brandelli dalla Germania. L’attacco nemico, sul manifesto, viene coraggiosamente respinto dal soldato sovietico.

Durante tutta la durata della Guerra, le opere dei Kukryniksy furono pubblicate sul quotidiano Pravda. Oltre ai manifesti, produssero volantini per i soldati della Wehrmacht (o Forze Armate tedesche) con un appello alla resa. A tal scopo, considerevoli quantità di opuscoli venivano gettate dietro le linee nemiche.

Viktor Deni: La scopa dell’Armata Rossa ha spazzato via tutto il male!

Il percorso creativo dell’artista-grafico Viktor Denisov iniziò con divertenti bozzetti di vita quotidiana e spiritose caricature di scrittori e poeti: Ivan Bunin, Leonid Andreev, Igor’ Severjanin. L’artista è stato in grado di trasmettere magistralmente i tratti distintivi dei suoi personaggi; nel tempo le sue benevoli vignette sono diventate sempre più simili a caricature.

Durante la Guerra Civile, creò i manifesti Capitale, O morte al capitale, o morte sotto il quinto capitale, La Triplice Intesa sotto la maschera del mondo. Il pubblico apprezzava le argute caricature di Deni, perché in esse riconosceva facilmente le immagini stereotipate dei rappresentanti del “vecchio mondo”: i kulaki, il papa, il capitalista. L’artista rappresentò tali personaggi, facendone notare le caratteristiche: il capitalista era un uomo corpulento in abito nero con una catena d’oro al collo; il sacerdote non era meno grasso, raffigurato con una grande croce d’oro al petto. Questi disegni erano riuniti tutti all’interno dell’illustrazione dell’artista Denikinskaja banda.

Negli anni della Grande Guerra Patriottica, Viktor Deni realizzò caricature per riviste e giornali, alcuni disegni su temi politici inclusi nella serie I giocattoli di Deni e Decorazioni natalizie di Denis. Le sue barzellette grafiche furono pubblicate e accompagnate da brevi didascalie dell’autore, come: “Ecco, ecco! Gettate le armi signori! E notte e giorno disarmati, ma i cannoni aumentano!”.

 Michail Čeremnych: Smettetela, fratelli, di temere gli dei

Il caricaturista sovietico e maestro del manifesto propagandistico Michail Čeremnych fu uno dei fondatori delle famose vignette satiriche Okna ROSTA (letteralmente, Finestre della CRESCITA). Nel 1919, l’artista propose di fondare una rivista-manifesto dotata di disegni satirici sull’allora politica e di appendere cartelli alle vetrine di negozi vuoti. Fu proprio lui l’autore del primo disegno, apparso nel centro di Mosca, affisso alla vetrina di una pasticceria vuota. Fino ad oggi, questa pratica non è sopravvissuta ma è noto che fu dedicata all’offensiva di Anton Denikin su Mosca e alla sconfitta dei comunisti in Ungheria. Anche il poeta Vladimir Majakovskij collaborò alle Okna ROSTA, rispetto cui non solo scrisse testi per i manifesti, ma adornò persino delle “finestre” coi suoi disegni.

I primi manifesti furono pubblicati con cadenza settimanale. Erano tutti disegnati a mano e il loro formato ricordava quello di una pagina di rivista ingrandita. In seguito, gli esemplari cominciarono a moltiplicarsi con l’aiuto degli stencil, al punto che il numero degli stessi raggiunse le 300 copie. Questi furono spediti in 47 città dell’Unione Sovietica: vennero appesi nei negozi, nelle stazioni ferroviarie, sugli steccati e addirittura nelle case. Grandi e luminose, abbellite da caricature satiriche ed irriverenti poesie, le “finestre” erano efficienti come i giornali ed efficaci come i manifesti. Čeremnych realizzò per questo diverse centinaia di Okna ROSTA.

Su giornali e riviste vennero rese pubbliche le sue caricature a tema internazionale. In esse, l’artista raffigurava immagini collettive di militari, magnati dell’industria monetaria e compiacenti diplomatici. Nelle sue opere, Čeremnych mostra il capitalista nei panni di un predatore spietato: ciò si riflette nel volto di un uomo grasso dalle unghie affilate che ricordano gli artigli delle fiere. Nelle vignette sui temi della produzione e della vita quotidiana, l’artista denunciò la negligenza, l’arroganza e l’indifferenza, rendendo comici solo alcuni dei suoi personaggi “bersaglio”. Il maestro, infatti, non ricorse mai ad una rappresentazione esageratamente eccessiva.

Michail Čeremnych era considerato un affermato maestro di satira religiosa. Il manifesto ateo Sektant – kulackij petruška raffigura una bambola a forma di predicatore nelle mani di un pastore kulak. L’artista fu l’autore dell’Alfabeto anti-religioso, una pubblicazione in cui i disegni satirici, in distici taglienti, erano disposti in ordine alfabetico. Ad esempio, la lettera “B” era accompagnata dalla dicitura: “Bros’te, bratcy, bogov bojat’sja”, ovvero “Smettetela, fratelli, di temere gli dei”, mentre la pagina successiva recitava: “Vera vredna, vrednej vina”, cioè “La fede è nociva, più nociva del vino”.

“I bersagli viventi” di Boris Efimov

Le caricature dell’artista sovietico russo Boris Efimov furono pubblicati dai più grandi giornali sovietici, le riviste Krokodil e Čudak. I personaggi delle vignette, definiti “bersagli viventi” da Efimov, erano i politici Winston Churchill, Neville Chamberlain, i leader fascisti Adolf Hitler, Benito Mussolini, socio di Hitler, e il propagandista Joseph Goebbels.

L’artista trasferì abilmente nei suoi disegni la somiglianza del ritratto ed attraverso tocchi precisi dotò i suoi personaggi di proprie caratteristiche psicologiche, tanto che alcuni schizzi divennero causa di proteste diplomatiche. Una volta, ad offendersi rispetto alla caricatura di Efimov, fu il Ministro delle Finanze britannico, Austen Chamberlain. Fu questione di una lacerazione delle relazioni tra i due Paesi. In una nota diplomatica dichiarava: “una caricatura grossolanamente offensiva e ingannevole raffigurante il Ministro degli Esteri britannico che applaude le esecuzioni dei comunisti lituani”.

Durante la Grande Guerra Patriottica, Efimov partì con l’esercito attivo, in modo da essere a conoscenza degli eventi al fronte e da trovare così materiale utile per caricature e manifesti. Assieme ad altri artisti del calibro di Dmitrij Moor, Viktor Deni e dei Kukryniksy, realizzò disegni per la rivista-manifesto Okna TASS, erede di Okna ROSTA.

Nel dopoguerra, le vignette precise e concise di Efimov servirono ai lettori come fonte utile alla stereotipizzazione dei politici occidentali. Il “bersaglio”, per il fumettista, erano prevalentemente gli Stati Uniti, in qualità di baluardo dominante dell’Imperialismo mondiale, rappresentati nella veste di astratto mondo capitalista occidentale. I disegni erano corredati da una moltitudine di dettagli e testo: il titolo, la didascalia sotto all’illustrazione, alcune iscrizioni esplicative. L’epigrafe specificava il motivo per cui la caricatura era realizzata: poteva essere una citazione tratta da un’opera o una dichiarazione rilasciata da una personalità celebre come, ad esempio, nel caso della vignetta “Verranno fermati”.

Nel corso della sua carriera, Efimov creò decine di migliaia di caricature, manifesti, illustrazioni e vignette. Nelle sue memorie, scrisse che quella caricaturale è una forma più chiara e dimostrativa rispetto a quella letteraria, poiché il disegno “traduce i fatti dal linguaggio dei concetti logici al linguaggio delle immagini visive”.

 

Fonte: kultura.ru – di Margarita Kovyneva, traduzione di Silvia Masi

Silvia Masi

Romana, classe ’96, laureata in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale presso l’Università degli Studi Roma Tre. Sono una linguista e traduttrice specializzata in Francese e Russo, follemente innamorata delle diversità. Ho vissuto a San Pietroburgo per 3 mesi ed ho scoperto la bellezza di un ambiente multiculturale ed infinitamente dinamico, respirando a pieni polmoni le tradizioni ed immergendomi in toto nella straordinaria complessità della lingua, a stretto contatto con la riservatezza e l’estrema generosità del popolo russo. Nel tempo libero leggo, analizzo, traduco, sogno.