Masterclass online – Maxim Vengerov parla della didattica durante la pandemia

In che modo la pandemia ha influenzato il complesso processo dell’educazione musicale? La didattica online potrà sostituire a tutti gli effetti l’insegnamento “dal vivo”? La nuova esperienza acquisita nel corso di quest’anno insolito sarà messa in pratica in futuro? Di tutto questo parliamo con lo straordinario violinista Maxim Vengerov, insignito del titolo di Professore Onorario del Conservatorio di San Pietroburgo al 20° Festival Musicale della “Settimana Internazionale dei Conservatori” conclusosi di recente.

I nostri studenti adesso la conosceranno non solo come un artista virtuoso, ma anche come un insegnante?

Maxim Vengerov: “Mi è sempre interessato l’insegnamento. Già a 17 anni tenevo masterclass all’Università di Los Angeles, ma poi la geografia si è allargata. A 26 anni sono stato chiamato alla Scuola Superiore di Musica di Saarbrücken, dove ho insegnato per quattro anni. Avevo un’agenda molto fitta: 130 concerti all’anno, ma mi piaceva dedicarmi all’insegnamento, così ho quasi dimezzato il numero di esibizioni per ritagliarmi del tempo. Ho insegnato alla London Academy, al Royal College of Music, a Salisburgo. Per mancanza di tempo non sono riuscito ad entrare in contatto con un’università leggendaria come il Conservatorio di San Pietroburgo, ma spero che dopo queste masterclass ci saranno altri progetti.”

Come si sono dimostrati i nostri studenti durante le masterclass?

Maxim Vengerov: “Il livello tecnico delle prestazioni è aumentato in tutto il mondo. Al Conservatorio di San Pietroburgo è piuttosto alto. L’atteggiamento di molti studenti nei confronti della musica è, nel miglior senso della parola, “antiquato”. Ci sono nuove tendenze quando i musicisti cercano di trovare qualcosa di proprio, staccandosi dalle radici. Succede sempre così, ed è un peccato. Proprio in Russia si conservano ancora le tradizioni della più grande arte performativa, che non si possono cancellare. E’ molto importante che continuiamo a dare l’esempio all’estero.”

C’è qualche minaccia alla posizione mondiale della nostra scuola di musica?

Maxim Vengerov: “C’è un problema. Molti dei nostri grandi professori sono andati all’estero. Si ritiene che la professione dell’insegnante di musica in Russia non sia abbastanza valorizzata e retribuita. Confrontate gli stipendi in Russia e quelli in Svizzera o Germania! Ci sono un sacco di fondi sostenuti dallo stato, alle orchestre vengono date delle sovvenzioni, ma la sfera dell’istruzione resta l’anello più debole.”

L’epidemia ha in gran parte trasferito online l’arte e l’educazione musicale. Lei cosa ne pensa?

Maxim Vengerov: “Nella didattica online la tecnica gioca un ruolo fondamentale: su quale piattaforma si possono tenere le lezioni e che tipo di connessione è necessaria? Internet è un sistema dinamico, che si sviluppa rapidamente. Ora il processo sta entrando in una nuova fase, in cui tutto avverrà in modo molto più veloce ed efficace. Dicono che per questo ci vorranno 3 – 4 anni. Non parliamo già di Skype o Zoom, in quanto la loro capacità di offrire una formazione di qualità non basta. Serve una trasmissione efficace dei suoni e dei video con una latenza minima e la massima vicinanza al suono naturale. Il mio fantastico team, senza il quale non sarei andato avanti, ha dedicato oltre sei mesi allo sviluppo della didattica online, raggiungendo risultati significativi. Come ho già detto, siamo stati in contatto con San Pietroburgo e Mosca, ho tenuto delle masterclass con l’Università Mozarteum di Salisburgo, con studenti in Canada, Australia e Giappone. E’ un lavoro interessante: scegliere una piattaforma e regolare il suono online è come suonare il violino Stradivari. Dopotutto anche uno strumento va accordato, altrimenti non suonerà da solo. Mi esibisco già da 40 anni, a 10 anni ho registrato il primo disco in vinile presso la casa discografica “Melodija”, poi tutte le case discografiche famose sono passate al CD, e ora lavoro per la società Idagio, che fa streaming su internet. Quindi, sono contento dei cambiamenti tecnologici e guardo al futuro con grande ottimismo.”

E cosa ne sarà dei concerti dal vivo? Adesso neanche i grandi eventi riempiono le sale.

Maxim Vengerov: “Quando perdi qualcosa che ami, inizi ad apprezzarla particolarmente. A inizio pandemia le persone si sono precipitate nelle sale da concerto. Nelle metropoli, ogni sera, si svolgevano degli eventi musicali. Adesso, invece, è improvvisamente tutto finito: è una situazione psicologicamente scioccante sia per gli artisti, che per il pubblico. Ora, se è possibile fare qualcosa, lo si può fare solo in presenza di un pubblico limitato. Ho dovuto fare un concerto alla Konzerthaus, e poi ne hanno fatti altri due ma con meno ascoltatori. La seconda ondata di COVID spaventa: molti hanno paura di andare ai concerti, in realtà proprio di uscire di casa, e si interessano sempre di più alle trasmissioni online. Penso, però, che niente sia paragonabile alla percezione dal vivo, così come la didattica online non potrà mai sostituire il rapporto umano tra insegnante e studente, nonostante permetta di superare qualsiasi barriera geografica.”

“La didattica a distanza è efficace, oltrepassa qualsiasi distanza, ma non sostituisce il rapporto umano con gli studenti”

In qualità di Presidente dell’agenzia “Berin Iglesias Art” conduce un vasto programma di concerti, se non altro prima della Pandemia. E’ possibile ascoltarla in Russia?

Maxim Vengerov: “Sono molto contento che a settembre sono riuscito a scappare a Samara. Ho dovuto viaggiare 45 ore su 3 aerei! Da due mi hanno prelevato perché mancavano i documenti medici necessari, ma sono comunque riuscito ad arrivare e a suonare al concerto con Polina Osetinskaya. Poi ho tenuto due concerti a Mosca, ho suonato e diretto l’orchestra “Nuova Russia” e l’Orchestra Svetlanov. Soprattutto con la Russia, quest’anno, la pandemia mi ha legato profondamente. Ero qui quando a marzo è iniziato tutto, e ho trascorso quattro mesi con la mia famiglia in una dacia vicino a Vyborg. Sfortunatamente ho contratto il COVID, ma ero asintomatico. Adesso lavoro più del solito, soprattutto nel campo dell’istruzione. Ho già detto che tra qualche settimana sarà attivo il mio sito web, in cui durante la pandemia condurrò delle masterclass per studenti e artisti (violinisti e violisti). Può iscriversi chiunque, e grazie alla lotteria sarà possibile esercitarsi con me gratuitamente nella fase di prova per lo sviluppo della nostra piattaforma online.”

Fonte Российская газета, 16/11/2020 – di Евгений Малышев, Traduzione di Giulia Bianchi

Giulia Bianchi

Nata in provincia di Venezia nel 1995, dopo essermi laureata in lingua russa e inglese all’Università Ca’ Foscari, ho conseguito un Master in Economia e lingue dell’Europa Orientale. Viaggiare e immergermi nelle culture di altri paesi sono la mia passione: se di Mosca mi sono innamorata, ora sogno un’avventura in Transiberiana.