Lingua russa in Armenia: ponte fra culture e generazioni

Erevan, 7 dicembre. Armenia News. In ogni Stato-nazione il ruolo e il luogo della lingua russa si sono sempre differenziati per via di fattori etnici, sociali e culturali, oltre che politici. E l’Armenia non fa eccezione.

Già in epoca petrina l’Armenia era una nazione dove per questioni storiche e geopolitiche si è sempre prestata molta attenzione alla lingua russa. La tradizione armena della comunicazione in lingua russa iniziò attivamente a partire dal XIX secolo, quando l’imprenditore Ivan Lazarev fondò a Mosca l’Istituto Lazarevskij di lingue orientali. La formazione di armeni e russi in uno stesso istituto, attivo nel pieno centro della cultura russa, venne considerata dai fondatori stessi un’iniziativa civile estremamente utile ai fini dell’educazione e dell’avvicinamento delle giovani generazioni alla cultura russa ed europea.

Ivan Lazarevich Lazarev

Negli anni ’20 dello scorso secolo la giovane Repubblica di Armenia costituiva un punto di incontro per tutti i rappresentanti dell’intelligencija armena, i quali arrivavano da ogni parte della nazione, ma anche dalla stessa Russia.

Gli anni sovietici potrebbero essere considerati il periodo dello splendore della lingua russa in Armenia, oltre che il momento in cui la lingua e la letteratura russa diventano parte integrante della vita intellettuale della società armena.

Non c’è quindi da meravigliarsi se all’inizio degli anni ‘30 la lingua russa veniva considerata una materia di studio fondamentale all’interno del sistema dell’istruzione armena. E non solo: in seguito a una decisione del governo sovietico nel 1938, lo studio della lingua russa nelle scuole diventò obbligatorio in tutte le Repubbliche dell’Unione. Infine, l’importanza della lingua russa divenne imprescindibile. Questo fenomeno aveva una spiegazione logica: in una nazione dove vivevano più di cento popoli, era necessaria una lingua comune e comprensibile a tutti.

Come sottolinea in una delle sue pubblicazioni Lilija Balasanjan, presidente dell’Associazione Armena degli insegnanti di lingua e letteratura russa delle scuole superiori, nel XX secolo in Armenia vennero pubblicati non solo manuali di lingua russa, ma anche sussidiari dettagliati e metodici. In questo modo, l’insegnamento della lingua russa agli studenti armeni diventò una materia di indirizzo nel sistema educativo della scuola nazionale.

Viva Academia! Vivant professores!

Nel 1938 nella facoltà di filologia dell’Università Statale di Erevan (EGU)  venne inaugurato un dipartimento di lingua e letteratura russa. Successivamente, nel 1976, venne fondata la facoltà di lingua e letteratura russa, che oggi è la facoltà di filologia russa. In poche parole, in tutti gli istituti superiori della Repubblica furono assegnate delle cattedre di lingua russa. In tutta la nazione furono costruite delle scuole russe, mentre nelle scuole armene si iniziò a impartire l’insegnamento della lingua russa fin dalle prime classi.

Università Statale di Erevan

La lingua russa ricopriva una grande importanza educativa, sia perché nella prima metà dello scorso secolo tutta la letteratura specializzata era proprio in lingua russa, sia perché era necessario padroneggiare la lingua russa per approfondire le proprie conoscenze.

I docenti che hanno offerto un contributo inestimabile nell’insegnamento della lingua e della letteratura russa agli studenti armeni sono  specialisti di alto livello e hanno ottenuto i più alti riconoscimenti nei più prestigiosi istituti della capitale. Fra loro si ricordano Rafael Malkumjan, fondatore della prima cattedra di lingua russa all’Università statale di Erevan e insegnante di linguistica comparata armeno-russa; il professor Ararat Garibjan; l’illustre professoressa Marija Karakešišjan, insegnante di lingua russa nelle scuole.

Fra gli specialisti di lingua e letteratura russa che hanno prestato servizio per diversi anni in vari istituti della Repubblica è inoltre doveroso citare Granuš Margarjan, Gevorg Džaukjan, Akop Salachjan, Edmond Avetjan, Levon Nersisjan, e ancora Levon Mkrtčjan, Lilit Brutjan, Rubina Ter-Arakeljan, Gavril Agababjan, Egiše Arustamjan, Bella Esadžanjan.

Negli anni ’60/’70 la lingua russa in Armenia era tanto diffusa, che si moltiplicarono gli scritti specialistici, nonché il numero di russisti d’alto livello.

Il bilinguismo russo-armeno

Nella seconda metà dello scorso secolo nell’ambiente intellettuale si parlava di un nuovo fenomeno: il bilinguismo russo-armeno. L’armonia totale fra due lingue e due culture era visibile non solo nella società armena, ma anche in quella russa.

Dai primi anni del periodo sovietico un lettore russo era già molto familiare con i capolavori più elevati della poesia e della prosa armena. E questo grazie al grande poeta e traduttore russo Valerij Brjusov, che aveva ideato e realizzato un lavoro enorme: l’antologia Poesia dell’Armenia dai tempi antichi fino ai giorni nostri nella traduzione dei poeti più noti come Konstantin Val’mont, Aleksandr Blok, Ivan Bunin, Jurij Veselovskij, Vjačeslav Ivanov, Fëdor Sologub, Vladislav Chodasevič e molti altri.

Valerij Jakovlevič Brjusov

Nel 1916 Brjusov scrisse: «Non credo di sbagliarmi dicendo che la poesia armena, specialmente la poesia dei secoli scorsi, è per la maggior parte dei lettori russi come quello spazio bianco chiamato laconicamente terra incognita sulle cartine geografiche antiche – un vero e proprio mondo sconosciuto».

Inoltre, per questioni personali Brjusov aveva studiato tanto approfonditamente la lingua armena, che tradusse non solo i versi, ma persino le note ai testi.

Con il merito di aver contribuito allo sviluppo del legame fra la Russia e l’Armenia, nel 1923 Brjusov venne eletto poeta nazionale dell’Armenia. Per questo motivo, oggi Erevan è per antonomasia l’unico centro dove è possibile studiare l’opera del poeta. Proprio qui, dal 1962 vengono organizzate le “Letture di Brjusov”.

Il lavoro di Brjusov richiamò un grande interesse nei confronti della letteratura armena. Negli anni sovietici le opere di autori armeni vennero tradotte in lingua russa dai migliori traduttori e scrittori. Fra questi, Anna Achmatova, Pavel Antokol’skij, Vera Zvjaginceva.

Molti poeti e scrittori russi si trasferirono in Armenia, lasciandosi ispirare dalla sua natura, dalla sua cultura e dal suo popolo, dai suoi monumenti dedicati alla storia e all’architettura. Le loro sensazioni si percepiscono leggendo le loro meravigliose opere, lette e amate non solo in Armenia, ma anche in Russia. 

Fra queste, il ciclo di poesie Armenia e il libro Viaggio in Armenia di Osip Mandelštam; Lezioni armene di Andrej Bitov; la raccolta di racconti di viaggio Armenia di Andrej Belij; il racconto Il bene sia con voi! di Vasilij Grossman.

Molte tendenze della scienza russa e armena, della cultura, dell’arte e di altre sfere della vita comune sono state strettamente intrecciate e interconnesse durante tutto il periodo sovietico. E questo fu possibile grazie alla coesistenza armoniosa e alla complementarità della lingua armena e della lingua russa.

Scoperte scientifiche e capolavori culturali

Gli esponenti della scienza e della cultura armena che padroneggiavano perfettamente la lingua russa hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’economia, della scienza e della cultura dell’Unione Sovietica. Hanno portato a termine delle scoperte, hanno compiuto esperimenti e creato dei capolavori.

E a proposito del legame fra Armenia e Russia, non si possono non ricordare gli eminenti compositori armeni Aram Chačaturjan e Arno Babadžanjan,; i famosi scienziati fratelli Orbeli (uno di loro, Iosif Orbeli fu il direttore dell’Ermitage fra il 1934 e il 1951); il matematico Sergej Mergeljan e l’astrofisico Viktor Ambarcumjan; esponenti del teatro, del cinema e dell’arte, come i registi e attori Sergej Paradžanov, Edmon Keosajan e Armen Džigarchanjan; il grande regista Vachtangovskij del teatro Ruben Simonov; il famoso mimo Leonid Engibarov.

Aram Chačaturjan e Arno Babadžanjan

Personalità di spicco del mondo sovietico furono il famoso architetto Karo Alabjan, lo scienziato e specialista di energia elettrica Andranik Iosifjan, il doppiamente eroe dell’Unione Sovietica il maresciallo Ivan Bargamjan e molti altri.

La lingua russa in Armenia diventò la lingua più diffusa dopo l’armeno, soprattutto in ambito culturale. E non è un caso che uno dei teatri più importanti in Armenia sia il Teatro Russo Stanislavskij fondato nel 1938. La storia dietro la fondazione di questo teatro è un meraviglioso esempio della collaborazione fra maestri armeni e quelli russi.

Alla creazione del teatro presero parte illustri rappresentanti del mondo teatrale: artisti nazionali come L. Kalantar, V. Adžemjan, A. Gulakjan, A. Burdžaljan, e famosi rappresentanti della regia russa e sovietica, come A. Ridal’, B. Filippov, P. Luker, J. Krasnopol’skij e molti altri.

Dal 1965, per più di 50 anni, il teatro venne diretto da Aleksandr Grigorjan, laureato all’istituto teatrale, cinematografico e musicale A. Ostrovskij di Leningrado. È importante sottolineare che dopo solo tre anni Grigorjan fu eletto il più importante regista del teatro della regione di Smolensk, diventando il regista più giovane nell’Unione Sovietica.

Teatro russo Stanislavskij di Erevan

Lasciando il passato alle spalle, oggi si può concludere che in un’Armenia sovietica e monoetnica la coesistenza della lingua russa e della lingua armena abbia indubbiamente esercitato un’influenza positiva sulla popolazione armena sia da un punto di vista intellettuale, che da un punto di vista educativo e cultuale.

 

Fonte AMI Novosti-Armenija, 7/12/2020 – Traduzione di Laura Cogo