Recensione di “Lenin”, di Guido Carpi

Recensione de "Lenin. La formazione di un rivoluzionario" di Guido Carpi

Lenin, il “letterato senza fiction” della storia della Russia (e del mondo), raccontato da Guido Carpi nella sua ultima pubblicazione Lenin. La formazione di un rivoluzionario (1870-1904).     

(A cura di Simona Carosella)

Lenin, un nome che conoscono tutti. Vladimir Il’ič Ul’janov, il nome con cui impara a conoscerlo chi decide di approfondire la storia di una persona che ha cambiato il mondo e che, dopo tanti anni, suscita ancora un sentimento di mistero e impenetrabilità. Chi era, Lenin?

Nel volume primo della biografia Lenin. La formazione di un rivoluzionario (1870-1904), il professor Guido Carpi ci trasporta – anzi, ci catapulta – nel mondo di Vladimir Il’ič con la passione e l’attenzione dello studioso e la carica di conoscenza, talvolta addirittura strabordante, che caratterizza chi ha fatto della Russia uno dei punti cardine della propria vita.

Ciò che si evince subito da questo volume è che Lenin non può essere definito con una sola parola. Un politico? Un leader? O forse un genio, colui che come Tolstoj non fu compreso a pieno dai suoi contemporanei e le cui idee e posizioni potranno capire solo i posteri, con una visione d’insieme del suo operato e del suo pensiero. Egli si definiva molto più semplicemente un “letterato”, ed è da questa definizione che muove il libro.

Lenin, Guido Carpi
Lenin. La formazione di un rivoluzionario (1870-1904), Guido Carpi. Stilo editrice, 2020

Ogni tappa della vita di Lenin è documentata infatti dalle sue opere, che seguono l’evoluzione del suo pensiero e delle sue teorie in modo naturale. Dalla morte del fratello attivista Aleksandr – giustiziato successivamente ad un attentato programmato ai danni
dello zar Alessandro III –, alla lettura del Che fare? di Černyševskij, dal trasferimento a Pietroburgo all’esilio in Siberia, ogni periodo di questa prima parte della vita di Lenin viene narrato con ampi e necessari riferimenti ai gruppi politici attivi all’epoca, alle loro idee fondamentali e soprattutto alle frammentazioni che li dividevano.

In particolare, la parte relativa all’esilio in Siberia offre uno spaccato vivissimo delle condizioni di vita in questa bellissima e selvaggia regione grazie al racconto sulla vita che Lenin conduceva lì insieme a una famiglia del posto e al romantico ricongiungimento con Nadežda Krupskaja, che sposerà proprio lì.

Il complesso quadro storico-politico è affrontato nel volume con molti riferimenti all’azione degli attivisti dell’epoca e al loro grado di relazione con Lenin, e sono questi anche i passaggi più ostici del volume, che richiedono al lettore meno esperto in materia una maggiore attenzione, mentre chi già conosce la storia politica della Russia di fine Ottocento riuscirà sicuramente a orientarsi in modo più sicuro.

Si tratta dunque di un volume che, sebbene non definirei solo per gli “addetti ai lavori”, presenta una grande quantità di informazioni di natura storico-politica che si susseguono con grande velocità; è certamente una lettura adatta a chi è interessato ad approfondire la conoscenza della storia politica della Russia rivoluzionaria e di Lenin, rendendoli parte del proprio bagaglio culturale e materia di attenta riflessione.

Già nell’introduzione al volume, d’altronde, l’autore fa uno specifico riferimento ai destinatari primi di questa biografia, “i militanti che ci sono e quelli che verranno”, coloro ai quali l’opera stessa di Lenin si rivolgeva. Per cui appare ancora più fondamentale concentrarsi sulle azioni e conseguenze, per mostrare un approccio che possa ancora “orientare le lotte di domani”.

Grande attenzione viene quindi data agli scritti di Lenin del primo periodo, in particolar modo al celeberrimo Che fare? (non a caso, la definizione di “letterato” torna alla mente del lettore). La narrazione è incalzante e appassionante, soprattutto nella parte centrale del volume, in cui si parla della fondazione di “Iskra” (“La scintilla”), giornale socialdemocratico pubblicato in Germania, e delle modalità con cui riusciva a circolare in Russia.

Iskra
Il primo numero di "Iskra" (1900)

Sono pagine ricche di citazioni che rendono il testo vivace e dalla forte carica immaginativa. Il lettore scavalca la finestra del tempo e segue con occhio attento le vicissitudini dei corrieri che le inventavano tutte per poter passare i controlli di frontiera: dalla classica valigia alla molto comune soluzione di imbottire i propri vestiti con i fogli di giornale, fino ad aumentare di parecchio il proprio peso.

La narrazione viene condita da dettagli ed episodi della vita quotidiana di Lenin – dalla caduta in bicicletta alla passione per il trekking – che, come punte di colore su una tela, tratteggiano il carattere del futuro capo bolscevico e ne evidenziano gli aspetti più comuni e quelli meno conosciuti.

Il volume si interrompe al 1904, appena prima del primo evento rivoluzionario, lasciandoci con un Lenin quasi estromesso dal suo stesso partito (a causa della scissione tra bolscevichi e menscevichi) e con l’incontro con Aleksandr Bogdanov, personalità di spicco che avrà grande importanza per la nascita del bolscevismo. Come al termine della prima stagione di una serie di successo, aspettiamo impazientemente il proseguimento… (Non a caso, il capitolo finale si chiama “Epilogo e prologo”.)

La scrittura del professor Carpi è ricca, incalzante, si riconosce il suo stile da buon narratore analitico, in particolare il testo è caratterizzato dal suo tipico utilizzo sia dello slang moderno che di metafore simpatiche per spiegare fenomeni datati (si parla ad esempio dei “meme” che comparivano sull’“Iskra”, o della divertente similitudine tra Lenin e la sua cerchia e Frodo Baggins e la Compagnia dell’anello).

Questo approccio narrativamente efficace si unisce a uno stile fluente, che inonda il lettore come un fiume in piena; i capitoli sono abbastanza lunghi ma non si riesce a chiudere il libro a metà capitolo, perché equivarrebbe a voltare le spalle a qualcuno che sta parlando con noi. La carica attrattiva della retorica del professor Carpi ha la stessa valenza, dunque, in aula come sulla carta
stampata.

Si può dire, in definitiva, che chi ama e conosce la Russia troverà in questo volume un nuovo alleato da portare con sé verso una maggiore conoscenza e consapevolezza di quella che è una delle storie più affascinanti che il mondo abbia mai conosciuto, quella della rivoluzione russa e del suo leader indiscusso.

Lenin. La formazione di un rivoluzionario (1870-1904) rappresenta uno stimolo anche per chi si avvicina a queste tematiche per la prima volta, suscitando curiosità e portando forse a chiedersi, al di là di quanto il mondo ci abbia sempre raccontato… Chi è, Lenin?

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