Dietro le quinte di Orël i reška

Tutti i russi amano Orël i reška, il famoso programma dedicato ai viaggi. Lo guardano quelli che non hanno neanche un passaporto valido per l’estero, così come quelli che approfittano di ogni vacanza per lasciare il paese. Tuttavia, le cose più intriganti accadono proprio dietro le quinte dello show.

Iniziamo dal copione. Affinché un grande viaggio rientri nella durata tradizionale dell’episodio bisogna che tutto venga accuratamente preparato. Lo sceneggiatore studia per un mese intero il paese di destinazione, le sue tradizioni, le sue peculiarità e scova così i migliori ristoranti, gli ostelli più convenienti e ovviamente tutte le attrazioni più interessanti. Prima del viaggio, tutte le leggende e le chiacchere sul paese in questione vengono verificate grazie all’aiuto degli abitanti del luogo e, di conseguenza, nella trasmissione arriva solo il meglio del meglio.

 

Paesi pericolosi

 Chi critica la trasmissione si lamenta del fatto che i paesi da visitare vengono scelti in base alle classifiche e non alla loro unicità. Proprio per questo raramente si vedono episodi ambientati, per esempio, in Africa. I produttori non rispondono neanche a tali accuse. Perché girare in dei luoghi dove lo spettatore non ha intenzione di andare? Inoltre alcuni paesi rappresentano un reale pericolo per la troupe. Ci può essere il rischio di contrarre una brutta malattia, di essere punti da qualche insetto velenoso o anche di essere derubati. In ogni caso, Orël i reška non è solo una trasmissione spettacolare, ma offre anche molti consigli pratici al suo pubblico. Infatti, molti sono gli spettatori che poi seguono le orme dei conduttori.

La carta d’oro

 Il fatto che la carta d’oro (teoricamente illimitata) abbia un limite, è già sfuggito a una delle conduttrici del programma, Regina Todorenko, durante un’intervista. All’epoca, tale dichiarazione fece molto scalpore e la stessa Todorenko ebbe una conversazione poco piacevole con il suo capo. Tuttavia, non vale la pena criticare la trasmissione per questo piccolo inganno. Infatti, la somma contenuta nella carta è veramente alta e gli appartamenti, i ristoranti e le attrazioni ai quali i conduttori possono accedere rappresentano veramente il meglio che il paese ha da offrire. 

 E quando il conduttore ha solo 100 dollari…

La regola del “gioco” secondo cui uno dei conduttori debba spendere un massimo di 100 dollari nel paese visitato non è assolutamente una menzogna. Tuttavia, per non rendere le cose troppo difficili, è ammesso riempire e portare con sé una borsa con tutto il necessario, tranne il cibo. Di solito, nello zaino si trovano prodotti igienici e acqua. Ci sono anche alcune cose da portare obbligatoriamente come le medicine, il sacco a pelo, la tenda (nel caso in cui nel paese fosse possibile dormire all’aperto) e, per qualche motivo, anche maschera e boccaglio.

Perché ritornano negli stessi paesi?

Gli spettatori più attenti avranno già notato che Orël i reška ha visitato più volte alcuni paesi. Le Maldive, per esempio, sono una delle destinazioni più popolari e la troupe ha girato qui ben quattro volte. Sono stati anche tre volte a Amsterdam, Londra, Parigi e Budapest. Perché? La risposta è molto semplice: le classifiche. Gli spettatori hanno guardato questi episodi con grande entusiasmo e ne volevano ancora. 

La bottiglia con i cento dollari esiste davvero.

In ogni paese visitato, i conduttori nascondono una bottiglia con cento dollari e gli spettatori fanno letteralmente a gara per essere i primi a trovarla. Questa tradizione è nata per caso, per pubblicizzare un vino all’interno dello show. Una volta terminata la sponsorizzazione, però, hanno deciso di mantenere il gioco.

Oltre ai soldi, nella bottiglia c’è anche un bigliettino da parte dei produttori in cui chiedono di postare una foto del ritrovamento e di raccontare qualcosa di sé. Ovviamente, i fortunati che ricevono un tale regalo firmato Orël i reška, amano raccontare l’accaduto sui social e su Internet non è difficile trovare le persone reali che sono riuscite a impossessarsi della bottiglia.

I cadaveri delle Honduras.

Sicuramente, la troupe ha vissuto momenti davvero spaventosi da quando il programma è nato. Una delle sceneggiatrici dello show, Jana Metelkina, ha raccontato del viaggio in Honduras e di come la troupe abbia conosciuto la realtà del paese: “Abbiamo visto cadaveri ancora caldi”. Il livello di criminalità è così alto che la polizia può uccidere un delinquente proprio davanti agli occhi dei passanti e lasciare lì il corpo, mentre nei quartieri più poveri hanno regolarmente luogo risse dove molti incontrano la morte. Gli abitanti hanno implorato la troupe di mostrare al mondo intero questi orrori, tuttavia, tali immagini non possono rientrare in uno show dedicato all’intrattenimento e seguito soprattutto da famiglie.

 
Prigioniera nel Qatar

Sono successe anche molte cose strane. In Qatar, la troupe stava girando una scena con Natali Nevedrova che in quel momento era in possesso della “carta d’oro”. Lei avrebbe dovuto recitare la sua parte, camminando lentamente al tramonto. Intanto, una costosa jeep bianca avrebbe dovuto avvicinarsi a lei e infine la conduttrice sarebbe dovuta salire sull’auto e uscire di scena in bellezza.

 E così stavano per fare: Natali camminava, la jeep si muoveva, la ripresa era in corso e infine Natali è salita sulla macchina abbandonando la scena. Cinque minuti dopo, si è avvicinata un’altra jeep bianca, l’autista si è affacciato al finestrino e ha chiesto perché non stessero girando. A quanto pare, la conduttrice era salita su un’altra auto con dei burloni del posto. Nessuno si è spaventato veramente, poco dopo Natali era di nuovo con la troupe.

 Il nuovo formato

 Sono molti i segreti del successo di Orël i reška: la sua semplicità, la scelta di conduttori tanto amati dal pubblico, la musica perfettamente selezionata e, ovviamente, le riprese che fanno innamorare della bellezza di molti paesi lontani.

A proposito, anche durante la pandemia e con la sospensione dei voli tra paesi, Orël i reška non ha mai smesso di lavorare. Come? Con l’aiuto dei suoi rappresentanti sparsi in tutto il mondo che hanno iniziato a girare reportage nelle proprie città natali.

 

Autore: Aleksandra Petruchina. Fonte: goodhouse.ru

Chiara Azie

Mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università per Stranieri di Siena e attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Specialized Translation (Unibo). La lingua e la cultura russa sono la mia più grande passione e sono ciò a cui sto dedicando tutte le mie energie e il mio tempo. Amo tradurre perché mi permette, in qualche modo, di creare dei ponti e di avvicinare mondi apparentemente diversi e lontani.