Nostalgia delle “gambe di Bush”: cosa erano e perché gli Stati Uniti hanno sfamato le ex repubbliche dell’Unione Sovietica?

Sono passati esattamente 30 anni dalla disgregazione dell’Unione Sovietica. In pochissimo tempo la vita di milioni di persone è cambiata in maniera irreversibile. Ogni settimana parleremo di alcuni oggetti o abitudini oggi considerati strani, ma che all’inizio degli anni ’90 erano parte della vita quotidiana.

Che cosa sono le “gambe di Bush”?

Sono le cosce di pollo, quelli che oggi si possono trovare in ogni supermercato. Se ora hanno cambiato residenza e si producono direttamente in Russia, all’inizio degli anni ’90 venivano importati dagli Stati Uniti. Perché? Semplicemente perché in Unione Sovietica non si vendevano i cosci o le alette di pollo a pezzi.

Nei negozi sovietici si potevano acquistare solo polli interi e proprio per questo la comparsa dei cosci, nei quali si concentra la maggiore quantità di carne, sembrò ai sovietici un vero e proprio miracolo e un chiaro segno della superiorità del capitalismo sul socialismo. “Sanno come si sta al mondo”, dicevano nelle cucine sovietiche.

Aggiungiamo anche che alla vigilia della disgregazione dell’URSS, trovare un pollo tra le bancarelle dei mercati era davvero difficile. Nel paese i prodotti scarseggiavano e ovunque c’erano enormi file. Nel 1990 il Capo di Stato dell’URSS, Michail Gorbacёv, e il presidente degli Stati Uniti, George Bush Sr. (padre dell’altro presidente George Bush Jr.), firmarono un accordo commerciale riguardante l’importazione in Unione Sovietica di cosci di pollo congelati. La gente iniziò a chiamarli le “gambe di Bush” (così come, durante la grande guerra patriottica, le uova in polvere che gli Stati Uniti inviavano in Russia con il programma Lend-Lease, venivano chiamate le “uova di Roosevelt”, proprio perché in quegli anni il presidente era Franklin Delano Roosevelt.)

Il vero zar della tavola russa.

A partire dal 1990 i cosci di pollo diventarono il principale ornamento di ogni tavola: venivano serviti ai matrimoni, ai compleanni, ai funerali e a Capodanno. Cuocerli al forno con maionese e patate era considerata una vera raffinatezza. La preparazione del pollo all’americana non richiedeva grandi capacità e particolari istruzioni. Se quello sovietico andava pulito dai residui di piume e poi messo in ammollo, questo andava direttamente in forno. Inoltre, si poteva acquistare senza fila e si trovava letteralmente ovunque. Enormi buste piene zeppe di cosci di pollo congelati adornavano i mercatini improvvisati di questo enorme paese. Nei negozi, nelle corti dei palazzi, presso le fermate degli autobus, c’era sempre una bancherella dove poter comprare le “gambe di Bush”.

In tutto il mondo il pollo veniva generalmente considerato la “carne dei poveri”. Tuttavia, all’inizio degli anni ’90, il tenore di vita in Occidente e in URSS era davvero diverso e molti erano i russi che andavano addirittura oltre la categoria di “persone povere”. Per gli standard sovietici, questi cosci erano enormi, costavano poco e si trovavano in abbondanza. Ciò nonostante, i cittadini iniziarono a sospettare della qualità della carne.

 

Il pollo: un mezzo per l’asservimento.

Erano tante le leggende che giravano circa la composizione di questi cosci di pollo. Gli americani li avrebbero riempiti di prodotti chimici, di OGM, di armi biologiche o di sostanze segrete con il potere di comandare la gente. In realtà, semplicemente, in Unione Sovietica non esisteva ancora un approccio all’allevamento e alla produzione della carne simile a quello che si ha oggi.

E comunque il pollo americano non era dannoso per la salute: la carne veniva sottoposta a quattro controlli di qualità, gli esperimenti genetici erano vietati e gli antibiotici distribuiti erano quelli standard per non far morire o ammalare i polli.

Bush fugge a gambe levate.

La “gambe di Bush” hanno “calpestato” le tavole russe per un quarto di secolo, dal 1990 al 2014. In pratica, svolgevano un obiettivo essenziale: garantire ai cittadini, durante la disgregazione dell’Unione Sovietica, cibo nutriente e a basso costo. Certo, adesso è scomodo pensare che molti si nutrivano proprio grazie a prodotti americani. Ma che fare quando l’industria del proprio paese, in un dato periodo, se ne lava le zampe?

 

Dal 2014 l’importazione dei cosci di pollo, così come quella di molti altri prodotti, è vietata da sanzioni e controsanzioni. Ma, nel frattempo, gli imprenditori russi hanno già imparato ad allevare e a dividere in parti i polli nostrani. Infatti oggi, per milioni di giovani russi, le “gambe di Bush” non sono altro che un’assurda combinazione di parole proveniente da un passato lontano.

 

Autore: Artur Matveev

Chiara Azie

Mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università per Stranieri di Siena e attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Specialized Translation (Unibo). La lingua e la cultura russa sono la mia più grande passione e sono ciò a cui sto dedicando tutte le mie energie e il mio tempo. Amo tradurre perché mi permette, in qualche modo, di creare dei ponti e di avvicinare mondi apparentemente diversi e lontani.