Come è nata l’espressione ujti po-anglijski (andarsene all’inglese)?

Come è nata l’espressione ujti po-anglijski (andarsene all’inglese)?  

 

L’espressione ujti po-anglijski (in italiano: “andarsene all’inglese”) si usa quando qualcuno se ne va senza salutare. Si potrebbe pensare che questo modo di dire voglia prendere in giro il comportamento poco gentile di un inglese, ma nessuno segue le regole dell’etichetta tanto quanto i britannici. Prima di andarsene, infatti, si congedano a lungo ed educatamente: non farlo è considerato segno di maleducazione. Per descrivere questo atteggiamento gli inglesi usano un’espressione simile: “andarsene alla francese”. 

 

Secondo una delle versioni esistenti, questa frase sarebbe comparsa durante la guerra dei sette anni (1756-1763) nella quale, infatti, gli avversari principali erano Gran Bretagna e Francia. Questi due paesi erano spesso in guerra tra loro e i suoi abitanti solevano prendersi in giro a vicenda. Durante la guerra dei sette anni il numero di disertori francesi aumentò molto e proprio allora i soldati inglesi avrebbero iniziato a usare l’espressione to take a French leave per riferirsi a quei francesi che abbandonavano la battaglia di loro spontanea volontà. I francesi, offesi da questa battuta, l’avrebbero presa in prestito ma per riferirsi ai loro nemici e proprio così sarebbe nata l’espressione “andarsene all’inglese”.  

 

Entrambe le frasi divennero espressioni idiomatiche diffuse tanto nell’alta società inglese, quanto in quella francese. Dopo la guerra, iniziarono a essere usate per riferirsi a quelle persone che infrangevano le regole della buona educazione e abbandonavano gli eventi mondani senza salutare i padroni di casa o gli altri ospiti. Si usavano anche per prendere in giro quelli che, furtivamente, si ritiravano con le proprie dame non potendo più restare a causa della quantità di alcol bevuto oppure a causa di un’urgenza. 

 

La cultura francese rappresentava un vero modello da seguire per l’aristocrazia russa tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e esattamente per questo motivo, secondo alcuni ricercatori, sarebbe stata proprio la versione francese a prevalere nella lingua russa per poi] rimanervi fino a oggi. 

 

Fonte: Kultura.ru – Traduzione di Chiara Azie

Chiara Azie

Mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università per Stranieri di Siena e attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Specialized Translation (Unibo). La lingua e la cultura russa sono la mia più grande passione e sono ciò a cui sto dedicando tutte le mie energie e il mio tempo. Amo tradurre perché mi permette, in qualche modo, di creare dei ponti e di avvicinare mondi apparentemente diversi e lontani.