Вокзал – Vokzal

Вокзал - Vokzal

Etimologia

Vokzal, parola utilizzata in russo per designare la stazione, trova le sue origini in un quartiere di Londra a sud del Tamigi, che, dopo diverse evoluzioni linguistiche, prese il nome definitivo di Vauxall intorno al XVII secolo.

Vokzal

Una vokzal è per definizione una bol’šaja stancja, cioè una grande stazione, quella principale con tutti i servizi per i passeggeri, gli edifici per il personale e l’amministrazione ferroviaria, proprio come la Leningradskij Vokzal di Mosca o la Finlandskij Vokzal di San Pietroburgo con le loro imponenti facciate e le enormi e sontuose sale interne. E in effetti l’etimologia non mente, perché la parte finale della parola, cioè zal (sala), mutuata e poi mutata dall’inglese “hall”*, va proprio ad indicare una grande sala. Quanto alla prima parte della parola la situazione però è un po’ più ingarbugliata, con ben due ipotesi.

La targa che oggi ricorda i Vauxall Garden a Londra nell'omonimo quartiere (foto sopra) | Thomas Rowlandson, Vauxhall Gardens, 1784 (foto in basso)

La prima risale addirittura al XIII secolo ed è legata alla figura di Falkes de Breauté**, un cavaliere anglo-normanno che, al servizio del Re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra, raggiunse grande fama e peso politico. Questo dignitario avrebbe posseduto una grande tenuta in questo luogo a sud del Tamigi prima chiamata “Faukeshale”, poi col tempo “Falkes hall” e “Foxhall”, fino a diventare “Vauxhall”.

L’altra tesi, invece, chiama in causa la signora Jane Vaux, che intorno al 1615 possedeva nella stessa zona una tenuta di 11 acri con splendidi giardini.

Per comprendere come questo toponimo sia diventato una parola d’uso comune in Russia ci vuole ancora un piccolo sforzo.

Intorno alla fine del XVII secolo alcuni cronisti menzionano dei “pleasure gardens” a sud del Tamigi, ovvero parchi aperti al pubblico (soprattutto per all’alta società) a scopo ricreativo dove venivano organizzati concerti, rappresentazioni teatrali, balli, zoo e giostre. Per tutto il periodo della loro attività (in funzione fino al 1859) questi giardini attirarono enormi folle di persone, acquisendo grande prestigio nel regno e in tutta Europa. Nel 1785 vennero poi ufficialmente rinominati “Vauxhall Gardens” e prevedevano l’entrata vincolata al pagamento di un biglietto. La fama di tali giardini era talmente grande che anche in altri Paesi europei vennero inaugurati parchi simili, come i Giardini Tivoli a Copenaghen, ed è qui che la storia si incrocia con la Russia.

 

La pagina del Sanktpeterburgskija Vedomosti del 4 luglio 1777

Nel luglio del 1777 appare per la prima volta in Russia la parola Foksal (nel russo del tempo Фоксаль) sulla rivista Sanktpeterburgskija Vedomosti, che stava a indicare i magnifici giardini e locali creati sullo stile di quelli londinesi. D’altro canto ancora oggi in alcuni vecchi dizionari russi è possibile trovare come secondo significato di Vokzal la definizione di «luogo predisposto all’esecuzione di concerti, serate di danza e vari divertimenti». Anche Puškin nella sua poesia del 1813 “A Natal’ja” ne parla, «Я живал да попевал, Как в театре и на балах, на гуляньях иль в воксалах, легким зефиром летал».

Nel 1836 lo Zar Nicola I ordinò per decreto che si costruisse la prima linea ferroviaria pubblica russa che da San Pietroburgo arrivasse a Carskoe Selo, in seguito prolungata fino a Pavlovsk per una lunghezza di 27km. Nel 1837 la ferrovia era già operativa, inizialmente con vagoni tirati da cavalli e poi nel 1838 interamente con locomotive a vapore acquistate da diverse aziende europee.

Pavlovsk era già una residenza imperiale, intorno al 1780 era stato costruito il maestoso e immenso palazzo con relativi giardini, che esiste tutt’oggi, ma per celebrare e promuovere la ferrovia si decise di costruire un intero padiglione che servisse non soltanto da capolinea, ma anche da «rifugio e divertimento per il pubblico». Il complesso, chiamato Pavlovskij Vokzal, includeva una sala da concerto, un ristorante, un hotel, una sala da ballo e ovviamente dei grandiosi giardini. Qui si esibirono vere e proprie star della musica del tempo come Franz Liszt, Robert Schumann, Fedor Šaljapin e persino “il re del valzer” Johann Strauss nel 1856. La fama di questa stazione era tale che passo così a significare “stazione principale, complesso di edifici e servizi per i passeggeri”.

 

Il tracciato della prima ferrovia pubblica russa (in alto a sinistra) | Il progetto della Pavlovskij Vokzal, alla chiamata ancora stancja (a destra) | Una litografia dei giardini di Pavlovsk 1840 circa (in basso a sinistra)

Verso la fine dell’ottocento la Ferrovia Carskoe Selo venne inclusa nei tracciati di un altro progetto ferroviario più ampio. Purtroppo la Pavlovskij Vokzal non esiste più perché venne distrutta dai tedeschi nella seconda Guerra Mondiale durante l’assedio di Leningrado. Oggi al suo posto c’è una scritta commemorativa.

Vokzal non è forse un Realia vero e proprio, ma rappresenta senz’altro un unicum nelle lingue europee ed è la dimostrazione di come concetti e parole all’apparenza semplici in realtà nascondono una storia interessante ed intricata.

 

Medaglione di bronzo coniato per l'inaugurazione della prima linea ferroviaria pubblica russa

*per precisione bisogna dire che “sala” e “hall” nonostante significhino grosso modo la stessa cosa hanno due etimologie separate

** Breauté è un comune tutt’oggi e si trova in Normandia

 

Il Progetto REALIA è curato da Giulia Pinta

 

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura e poi traduzione russa e inglese presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho vissuto a Vilnius, Mosca, Kiev, Berlino, Bruxelles ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (adesso ne ha 96) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.