Aleksandr Bašlačëv - Commedia Galattica (Александр Башлачёв - Галактическая комедия)

Parlare di un testo di Aleksandr Bašlačёv è sempre estremamente difficile: la sua ritmica, il suo modo di scrivere, i suoi riferimenti culturali, tutto quel che è presente nelle sue canzoni risulta essere di difficile comprensione per un non russofono (e una traduzione del testo non sarà mai del tutto soddisfacente, purtroppo). Bašlačёv (soprannominato SashBash) viene considerato il bardo della musica rock russa e quest’epiteto non dovrebbe sorprendere dal momento che non solo il suo aspetto e il suo modo di esibirsi richiamava quello degli antichi menestrelli, ma anche le sue canzoni sono quasi sempre assimilabili a dei racconti in musica.

Il tema principale trattato in Galaktičeskaja Komedija è quello dell’evasione, motivo molto caro a gran parte dei musicisti dell’underground sovietico. Capita molto spesso che i protagonisti delle canzoni rock degli anni ’80 si sentano intrappolati in un ambiente che non viene riconosciuto come familiare e accogliente e capita altrettanto soventemente che si cerchi una via d’uscita, che sia questa rappresentata da una fuga in se stessi, da un desiderio di distruggere o, come in questo caso, da un’esplorazione spaziale.

 

Il desiderio del protagonista del brano è quello di avere un confronto con una persona che, per quanto lontana (addirittura in un’altra galassia) sembra essere identica a lui al punto da risultare l’unica in grado di comprenderlo perfettamente. La spedizione cosmica descritta risulta però inutile dal momento che l’eroe della canzone si ritrova in una situazione indistinguibile da quella di partenza a causa del medesimo impulso provato dal suo corrispettivo.

 

L’ultima strofa poi, non senza una certa ironia, rivela l’esito, completamente fallimentare, della fuga verso un altro pianeta. I due eroi si sono scambiati finendo col ritrovarsi, al termine del lunghissimo viaggio, nella stessa posizione iniziale. Risulta essere molto importante soprattutto il verso conclusivo dal momento che terminare il brano con la parola “casa” rimanda al movimento circolare compiuto dal protagonista, ritrovatosi (per sua enorme sfortuna) a rimbalzare in una serie infinita di spazi identici.

Se poi si vanno a considerare anche alcune caratteristiche del primo periodo di scrittura di SashBash (quello compreso fra il 1983 e il 1984) si potrà notare quanto la spazialità sia una caratteristica importante nei suoi brani. Un elemento di fondamentale importantza è la visione non lineare, ma ciclica dello spazio che, soprattutto nel caso di Galaktičeskaja Komedija, va a sottolineare la simulazione di un percorso e l’impossibilità della sua realizzazione.

 

Si vede quindi come non ci sia alcuna distinzione fra i due mondi, che risultano essere uno il doppio dell’altro, completamente identici. Se si guarda proprio alla struttura del testo, si potrà notare chela canzone si gioca, infatti, su una serie di contrapposizioni solo apparenti, fra la prima, la seconda e la terza persona singolare; questo rileva come i due personaggi ripetano esattamente le stesse azioni, e come il protagonista si ritrovi all’interno di un gioco allo specchio con se stesso. Appare quindi chiaro che la fuga dal proprio mondo, ma anche da se stessi, è del tutto futile.