Le eroine di Delitto e castigo

I romanzi di Fëdor Michajlovič Dostoevskij sono affascinanti e allo stesso tempo complessi in quanto rappresentano con profondità tutti gli aspetti dell’animo umano, proprio per questi motivi, sono stati e continuano a essere tra i più letti, tradotti e apprezzati dai lettori di tutto il mondo. È impossibile svelare tutti i segreti di queste opere in un unico articolo. Vorrei, quindi, concentrarmi sui personaggi femminili di Delitto e castigo, dai quali noi lettori possiamo sicuramente trarre moltissimi insegnamenti.

Ritratto di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881)
Copertina del romanzo del 1867

Sonja, Dunja e Pul’cherija sono tre grandi personaggi femminili del romanzo. Qual è il loro rapporto con il protagonista? Che insegnamenti ci trasmettono? Scopriamolo insieme.

Sof’ja Semënovna Marmeladova (Sonja) è la ragazza della quale Raskol’nikov nel corso della storia si innamora; è proprio lei a spingerlo a confessare di aver ucciso intenzionalmente due donne, ad avvicinarlo a Dio e a renderlo un uomo migliore. Sonja è un esempio per tutti noi, lei è la dimostrazione del fatto che nonostante tutte le difficoltà che si possono presentare sul nostro cammino non bisogna mai arrendersi; è sempre possibile rialzarsi e dare un nuovo senso alla nostra vita. Nella prima parte del romanzo Sonja appare come una ragazza timida e fragile, come un’orfana costretta alla prostituzione perché solo così poteva aiutare economicamente la sua famiglia. Nella seconda parte, invece, Sonja, stufa delle continue umiliazioni diventa una donna determinata, capace di dare aiuto a se stessa e alle persone che la circondano. Emergono a questo punto il suo spirito di sacrificio e la sua cristianità. Quando Raskol’nikov le confessa di aver commesso un crimine, lei non solo lo perdona ma decide di non abbandonarlo come chiunque altro avrebbe fatto.

Illustrazione di Sonja e Raskol’nikov
Illustrazione di Sonja e Raskol’nikov
Dunja delitto e castigo
Illustrazione di Dunja

Anche la sorella di Raskol’nikov, Avdot’ja Romanovna Raskol’nikova (Dunja) è una ragazza forte e altruista. Il personaggio di Dunja rappresenta le numerose donne della società pietroburghese degli anni Sessanta dell’Ottocento costrette a rinunciare ai propri sogni e a sottomettersi alla volontà degli uomini. Dunja, infatti, per amore del fratello, decide di sposare un uomo che non ama, un avvocato avido e maligno ma in grado di darle il denaro necessario per mantenere gli studi di Raskol’nikov.

Alla fine del romanzo Dunja, come Sonja, trova il coraggio di ribellarsi ai suoi oppressori e sposa l’amico fedele di Raskol’nikov, un uomo buono e premuroso con il quale finalmente trova quell’amore vero che ha sempre sognato.

Pul’cherija Aleksandrovna Raskol’nikova è la madre di Raskol’nikov e di Dunja. Molti aspetti del carattere e della personalità di Pul’cherija si possono ritrovare in altre “madri” presenti nei romanzi di Dostoevskij. Lei è il ritratto della madre ideale che ama i propri figli alla follia ed è disposta a tutto per loro. Pul’cherija a una prima lettura può sembrare una donna ingenua e incapace di riconoscere i pericoli. In realtà l’ingenuità le permette di sopportare meglio le difficoltà, allontanandole e fingendo di non vederle. Come tutti sappiamo, solo una madre sa capire il proprio figlio con un solo sguardo, Pul’cherija, infatti, è l’unica che sembra comprendere fin da subito il segreto che nasconde Raskol’nikov.

Quando suo figlio viene deportato in Siberia per scontare la pena per l’omicidio commesso, Pul’cherija si ammala di una malattia che le provoca confusione mentale. Spesso Dostoevskij inserisce nei suoi romanzi donne affette da isteria per dimostrare che questo disturbo poteva colpire qualsiasi donna, in quanto provocato dal peso dei problemi che dovevano affrontare ogni singolo giorno della loro vita. 

Illustrazione di Pul’cherija e Dunja

L’intenzione principale di Dostoevskij era quella di scrivere un romanzo che fosse uno specchio fedele della San Pietroburgo a lui contemporanea. Attraverso i personaggi maschili, Dostoevski rappresenta le diverse specie intellettuali e morali che si potevano incontrare in società; con i personaggi femminili, invece, egli affronta e illustra i problemi sociali ed economici, legati alla vita di tutti i giorni.

Nonostante a una prima lettura le donne di Delitto e castigo appaiano come delle vittime, si tratta di vere e proprie eroine capaci di affrontare gli ostacoli della vita sempre a testa alta e con coraggio, senza mai rinunciare ai loro sogni d’amore e di felicità.

Martina Palazzo

Nata a Torino nel 1996, mi sono laureata in Scienze della Mediazione Linguistica all’Università di Torino nel 2019. Attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Lingue straniere per la comunicazione internazionale, sempre a Torino. Sono per metà italiana e per metà slovena e sono cresciuta parlando l’italiano e lo sloveno. Si può dire che la passione per le lingue slave sia nel mio DNA, è per questo che circa 5 anni fa ho deciso di avvicinarmi alla lingua russa. Da quel momento il mio interesse per la lingua e soprattutto per la letteratura russa è cresciuto ogni giorno di più.

Questo editoriale nasce dalla collaborazione tra RIT e l’
Associazione Culturale italo-russa E’ ORA di Torino

Fonti

FËDOR DOSTOEVSKIJ, Delitto e castigo, trad. it. di Emanuela Guercetti, Torino, Einaudi, 2015.

ФЁДОР МИХАЙЛОВИЧ ДОСТОЕВСКИЙ, Преступление и наказание, Ленинград, Издательство «наука», 1973.

GROSSMAN , La città e gli uomini di «Delitto e castigo», in FËDOR DOSTOEVSKIJ,  Delitto e castigo, trad. it. di Emanuela Guercetti, Torino, Einaudi, 2015.

Sitografia delle immagini

https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij

«Преступление и наказание». Краткое содержание. Весь Роман Ф. М. Достоевского за 10 минут

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