WildBerries entra nei mercati di Francia, Italia e Spagna

«La risposta russa ad Amazon punta all’Europa» scrive Bloomberg

 

A Novembre 2018 l’agenzia di stampa Bloomberg aveva pubblicato un articolo intitolato: Perché la Russia non ha ancora un suo gigante web pari ad Amazon?”. Sono passati 27 mesi e su Bloomberg è apparso un altro articolo dal titolo completamente diverso: “La risposta russa ad Amazon punta all’Europa”. Questo titolo è uscito come conseguenza del comunicazione/comunicato riguardo al fatto che il market place russo (per l’esattezza, ormai internazionale) WildBerries ha avviato il suo business in altri tre paesi dell’UE: la Francia, L’Italia e la Spagna. L’espansione europea di WildBerries è iniziata/cominciata appena un anno fa: la compagnia ha aperto il suo primo negozio in Europa nel gennaio 2020, in Polonia. Ora, invece,il market place è presente in  già sette paesi dell’UE ( e questi in aggiunta alla Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Israele).

In questo periodo, altrettanto considerevolmente, è cresciuto  il patrimonio della fondatrice e direttrice generale (CEO) della società Tat’jana Bakal’čuk. Bloomberg lo stima intorno ai 10,9 miliardi di dollari. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, la Bakal’čuk ora ha guadagnato il quattordicesimo posto nella classifica dei russi più ricchi e si trova al primo posto come la donna russa più ricca della Federazione, mentre nella lista dei più ricchi di tutto il mondo si trova alla 205esima posizione. La classifica di Forbes Real Time la posiziona ancora più in alto: al dodicesimo posto tra i russi più ricchi al mondo e al posto numero 181 tra i più ricchi di tutto il mondo. Il patrimonio della Bakal’čuk è stimato da Forbes a 13 miliardi di dollari. Anche se si considera questa valutazione sopravvalutata (ottenuta tramite il confronto delle prestazioni della società privata WildBerries con la capitalizzazione della recente IPO[1] di Ozon[2]), il successo della proprietaria di WildBerries è davvero impressionante.

Il Financial Times della primavera 2020 ha definito Tat’jana Bakal’čuk, ex insegnante di inglese che ha fondato WildBerries nel 2004, mentre era in congedo di maternità, “un’anomalia” e “ prima donna miliardaria a realizzarsi da sola con le proprie forze in un paese in cui gli uomini gestiscono gli affari”. Altre pubblicazioni notano anche la differenza dell’imprenditrice con i tipici miliardari russi: non possiede yacht e aerei privati, fino al 2019 non aveva nemmeno un’auto, riferisce Bloomberg. Almeno fino al 2019 non possedeva immobili di proprietà. Tuttavia, c’è qualcosa che la Bakal’čuk ha in comune con i molti dirigenti russi: lei stessa gestisce l’attività, senza un consiglio di amministrazione e finanziamenti esterni.

WildBerries è cresciuta precipitosamente: nel 2020 il volume delle vendite è cresciuto del 96% a 437,2 miliardi di rubli (5,9 miliardi di dollari). Per questo, secondo Bloomberg, bisogna ringraziare la crisi economica, già la terza nella storia dell’azienda. “Lode a Dio per la crisi – cita la Bakal’čuk – Abbiamo capito  che si può agire differentemente. Durante lo scorso anno abbiamo avuto una grande spinta nella direzione nella quale avevamo pianificato di andare. Ma una volta arrivati lì, abbiamo dovuto mettere una marcia in più”. Come risultato di questa corsa WildBerries ha preso il 14% del  mercato dell’e-commerce in Russia.

Per quel che riguarda l’Europa, qui Wildberries dovrà competere direttamente con il più grande mercato del mondo – Amazon, osserva Bloomberg. I leader del settore dell’e-commerce russo sono ancora lontani dal dominare il mercato mondiale, scriveva il Financial Times nel maggio 2020, citando i dati della società di consulenza Data Insight. La stessa Bakal’čuk riconosce la disuguaglianza di potere: in un’intervista con Bloomberg, ha detto di essere rimasta stupita di apprendere due anni fa che la società di profumi e cosmetici L’Oreal, uno dei principali venditori di Wildberries, vende 400 volte più prodotti su Amazon. Tuttavia, ha detto, da allora il divario si è ridotto di ben 70 volte.

[1] Dall’Ingl. Initial Public Offering – in Ita. Offerta Pubblica Iniziale.

[2] Fondata nel 1998 come libreria online, Ozon è una delle prime società di e-commerce in Russia. Oggi rientra tra le tre più grandi piattaforme di vendita al dettaglio online nel paese (Wildberries, Ozon, AliExpress Russia).

 

Fonte Vedomosti, 24/02/2020 – di Ekaterina Maksimuškina, Traduzione di Elisa Savelli

Elisa Savelli

Sono nata e cresciuta nella capitale, vissuta qua e là. Per ora tornata alle origini. E sottolineo, Per-Ora. Alla domanda "Perché hai studiato russo?" non ho ancora una risposta pronta, ma più cresco e più mi rendo conto che non sarebbe potuto essere altrimenti. Alla domanda gettonatissima, che spesso segue, "E perché non il cinese? " di solito non rispondo volontariamente. Per Russia in Translation traduco tutto quello che mi incuriosisce. Vedo la traduzione come una chiave in grado di aprire porte che altrimenti passerebbero inosservate. Mi piace perché è un piccola "magia" che permette di accorciare le distanze,  basta aprire la porta e si può curiosare in un'altra cultura.