Le leggende metropolitane legate a Mosca

Cosa ordinò di costruire Stalin sotto l’edificio principale del MGU sulla Collina dei passeri? Dove si può vedere la misteriosa carrozza grigia? Quali fantasmi infestano la Casa sulla naberežnaja e la metropolitana?

I misteriosi sotterranei dell’edificio principale del MGU
Leninskie Gory, 1

L’edificio principale del MGU (Università statale di Mosca) è il più alto dei 7 grattacieli staliniani. Sorge sulla riva del fiume Moscova, sulla Collina dei passeri. Il corpus universitario è diventato uno degli elementi dominanti della capitale: negli anni ’50 era visibile da tutti i quartieri della città.

La maggior parte delle leggende su questo edificio sono legate ai suoi sotterranei. Si dice che per molto tempo il progetto non fu approvato in quanto il terreno della Collina dei passeri era troppo instabile. Di conseguenza, per ordine personale di Stalin, il terreno fu congelato; probabilmente nei sotterranei dell’edificio ci sono ancora oggi enormi apparecchi di raffreddamento. Stando alla leggenda, le fondamenta e le pareti della costruzione sono fatte di un particolare materiale, talmente resistente che è quasi impossibile distruggerlo.

Un’altra leggenda famosa sostiene che in quei sotterranei in realtà si trova l’ingresso di Metro2, la linea segreta della metropolitana moscovita, che poteva essere utilizzata solo dai funzionari di alto rango. Questa avrebbe collegato il Cremlino, il Ministero degli affari esteri e la dača Kuntsevskaya di Stalin. Secondo una terza leggenda, sotto l’edificio principale del MGU si troverebbe un’intera città sotterranea, i cui piani al di sotto del livello terrestre sarebbero gli stessi di quelli che si trovano in superficie: 37. In epoca sovietica pare che là sotto operassero anche laboratori segreti. 

Altri ancora sostengono che negli anni ’50 nei sotterranei nascosero una enorme statua dorata di Iosif Stalin. Si supponeva di posizionarla davanti all’edificio, tuttavia Stalin morì prima che il grattacielo fosse terminato; quindi al posto della statua, davanti al corpus, fu posto un monumento dedicato a Mihajl Lomonosov. 

Il grattacielo ha effettivamente dei piani sotterranei. Negli anni ’90 e ‘2000 sono stati chiamati anche dei ricercatori di costruzioni sotterranee. L’enorme statua di Stalin, gli apparecchi frigoriferi e i laboratori segreti non sono stati trovati. Tuttavia una parte degli ambienti sotterranei dell’edificio è realmente sigillata e cosa vi si nasconda è ancora ignoto.

I fantasmi della Casa sulla naberežnaja (lungofiume)
Strada Serafimoviča, 2

 

La casa sul lungofiume Bersenevskij fu costruita nel 1931 secondo il progetto dell’architetto Boris Iofan, diventando l’edificio più alto dell’epoca a Mosca. Negli appartamenti furono disposte camere per la servitù, elettrodomestici di ultima generazione, fornelli a gas, acqua calda, stazioni radio e cassonetti dell’immondizia. Nella Casa sul lungofiume si trasferì soltanto l’élite sovietica: funzionari di alto rango, eroi della Guerra Civile, scrittori e intellettuali famosi. Qui vissero anche i figli di Stalin: Svetlana Allilueva e Vasilij Stalin.  

Le leggende sui fantasmi all’interno della Casa vennero fuori già dagli anni ’30 poiché per le fondamenta dell’edificio erano state usate lapidi provenienti dal cimitero della chiesa di Nikolaj Čudotvorec sulla Bersenevskaja. Inoltre, si pensa che la casa sia stata edificata nel luogo in cui erano collocate le camere delle torture della guardia della polizia segreta Maljuta Skuratov. 

Gran parte delle leggende sulla Casa sono legate alle repressioni di massa della fine degli anni ’30: nel biennio 1937-1938 furono infatti arrestati più di 700 inquilini della casa. Alcuni di loro, come ad esempio il direttore di TASS Jakov Doleckij, si suicidarono prima dell’arresto; in seguito vennero fuori dicerie sui fantasmi dei suicidi. Sembra che negli anni ’30 da alcuni appartamenti durante la notte si sentivano sia musica che urla e pianti di donna. Nel cortile fu avvistato ogni tanto un cane nero, il cane del rivoluzionario Karl Radek. Dopo l’arresto il cane corse per giorni intorno all’edificio, fino a che non gli spararono. Stando alla leggenda, il fantasma del cane gira per il giardino e aspetta il padrone. 

Lo spettro più famoso della Casa sulla naberežnaja è quello della figlia del comandante. Si dice che dopo l’arresto della madre e del padre si rifiutò di uscire dall’appartamento. I funzionari del NKVD (Commissariato del popolo per gli affari interni dell’URSS) staccarono luce, acqua e gas e bloccarono le uscite; la ragazza morì dopo 10 giorni. Pare che il suo fantasma sia al quarto piano vicino al Théâtre de l’Estrade. Per non far arrabbiare lo spirito, dopo l’”incontro” si raccomanda di fare l’elemosina a un mendicante. 

La carrozza grigia e il fantasma della modella lungo Kuzneckij Most
Strada Kuzneckij Most

  

Nel XIX secolo Kuzneckij Most veniva chiamata “la strada più brillante di Mosca”, e anche “la dimora del lusso”. Ospitava boutique costose, banche, casinò e addirittura fu la via con la prima insegna luminosa.

Di notte nei salotti mondani e nei casinò si riunivano gli amanti del gioco d’azzardo. Alcuni di essi erano in grado di giocarsi tutti i loro averi nel giro di poche ore di gioco. La leggenda dice che quando lo sfortunato giocatore usciva dal casinò, gli si avvicinava una misteriosa carrozza grigia. Il cocchiere prometteva di accompagnarlo a casa in qualsiasi punto di Mosca per soli 10 copechi, quando tutte le altre carrozze ne chiedevano minimo 30. Chiunque avesse accettato e si fosse seduto, sarebbe scomparso per sempre. 

Oggi lungo Kuzneckij Most non ci sono più casinò, tuttavia aleggia ancora la leggenda della carrozza misteriosa. Adesso però si raccomanda di non salire di notte sui taxi grigi, perfino se l’autista propone di guidare gratuitamente fin dove si vuole. 

Un’altra leggenda famosa è legata a Savva Morozov, noto imprenditore e mecenate. Pare che in una boutique di lusso lavorasse la sua amante, la modella francese Žu- Žu. Un giorno la donna era su una carrozza quando sentì le urla di uno strillone che annunciavano il suicidio di Savva Morozov.  Žu- Žu saltò giù dalla carrozza per comprare il giornale ma fu investita da un’altra carrozza. La modella rimase gravemente ferita e morì dopo poco. La leggenda narra che il giorno successivo lo strillone fu trovato morto, probabilmente soffocato con una calza femminile. Si crede che lo spirito di Žu- Žu si vendichi con tutti i venditori ambulanti e i vetturini. Oggi lo spirito si aggira di notte per le strade. 

Il burrone Golosov e le sparizioni
Parco-museo “Kolomenskoe”

Nel territorio del parco Kolomenskoe si trova il burrone Golosov dove sono situati due massi: Devičij e Gus’. Sembra che la pietra Devičij curasse le donne da ogni male e che la Gus’ portasse fortuna agli uomini in battaglia. Per di più, lungo il burrone scorre un ruscello che non si ghiaccia in inverno e che dovrebbe essersi formato quando passò di lì Georgij Pobedonosec dopo la vittoria sul serpente; il ruscello dalle acque curative si formò proprio in corrispondenza delle tracce lasciate dal cavallo di Georgij. 

Quasi tutte le leggende sul burrone Golosov riguardano sparizioni e viaggi nel tempo. Pare che chi si trovasse in quel luogo con la nebbia sparisse o per sempre o per lunghi anni; mentre per chi veniva ritrovato pareva che il tempo si fosse fermato, non sapendo quanti anni avesse trascorso nel burrone. 

La leggenda narra che nel 1621 in questo luogo misterioso giunse un gruppo di tartari armati. Quando furono interrogati risposero che era in corso la guerra del Khan Devlet-GIray, che si era svolta a Mosca nel 1571. L’esercito del Kahn fu sconfitto ma parte dei guerrieri decise di nascondersi nel burrone Golosov dove all’improvviso comparve una fitta nebbia. Ai tartari era sembrato di stare nel rifugio solo alcuni minuti, ma in realtà erano passati ben 50 anni.

Un altro famoso evento si verificò nel XIX secolo e addirittura fu riportato sui giornali di Mosca. Due contadini stavano tornando a casa di notte quando decisero di accorciare la strada passando per il burrone Golosov. Là rimasero bloccati a causa della nebbia per pochi minuti. Tuttavia, quando tornarono a casa, venne fuori che si erano assentati per 20 anni. Questo accaduto, come scrivevano sui giornali, aveva interessato gli studiosi: uno di loro decise di nascondersi nel burrone e anch’esso scomparve. 

Si crede che ancora oggi le persone spariscano nel burrone, perciò è meglio non recarvisi quando c’è la nebbia. Inoltre, secondo le leggende, è possibile incontrarvici il diavolo.

Il treno fantasma, le statue “fortunate” e lo spirito di Valerij Brjusov
Metropolitana di Mosca

Le leggende sulla metropolitana di Mosca si sprecano. Nella fermata di “Ploščad’ Revoljucii” ci sono 76 statue di bronzo e pare che quasi tutte portino fortuna a chi le tocca. La statua più famosa è quella della guardia con il cane e si dice che strofinare il naso dell’animale porti fortuna; se invece si va ad un appuntamento si deve toccare lo stivale del soldato mentre il suo fucile se ci si vuole arricchire. Attenzione invece alla statua del gallo: meglio non avvicinarsi, dato che porta sfortuna.

Le leggende legate alla metropolitana sono un’infinità, ma quella più famosa riguarda un treno fantasma che viaggia di notte sulla linea Kol’cevaja, guidato da un macchinista degli anni ’30. A volte il treno si ferma nelle stazioni e si aprono le porte dei vagoni, però è proibito salire. Pare che chi si siede all’interno del treno fantasma sparisca per sempre. 

Un altro famoso fantasma della metropolitana è quello di Valerij Brjusov, il cui spirito si può incontrare alla fermata “Prospekt Mira” della linea Kol’cevaja. In effetti la casa del poeta che morì nel 1924 non è posizionata lontana dalla fermata. Il fantasma di Brjusov si aggira semplicemente per la fermata e non si relaziona coi passeggeri. 

I dipendenti della metro sono spaventati dal fantasma di un operatore tecnico che ha lavorato in una fermata per più di 40 anni. Addirittura continuerebbe a prestare servizio post mortem e sarebbe visibile solo nei tunnel della metro.

Secondo la leggenda gli spettri si possono trovare anche nella fermata “Sokol”. Prima al suo posto vi si trovava un cimitero che ospitava i morti della Prima Guerra Mondiale. Dopo la rivoluzione il luogo fu teatro di esecuzioni di massa e proprio questo si dice che là vaghino gli spiriti degli ufficiali bianchi.

Fonte: Kul’tura.rf – di Anastasia Vojko, traduzione di Giulia Conti

Giulia Conti

Ho iniziato a studiare russo per curiosità e mi sono appassionata sempre di più. Negli anni universitari ho avuto modo di studiare e lavorare in Russia per svariati periodi. Non mi sono fatta mancare i viaggi: Mosca, San Pietroburgo, l'anello d'oro, Ekaterinburg e poi fino a Vladivostok, percorrendo la tratta ferroviaria Transiberiana . Un pezzo del mio cuore è rimasto a Mosca. Laureata in Mediazione linguistica e culturale e in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale.