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I più clamorosi omicidi di giornalisti nella Russia contemporanea

  • Categoria dell'articolo:Politica / Società
Il giornalismo è sempre stato nella lista delle professioni pericolose. Quasi duecento giornalisti russi sono stati uccisi negli ultimi 25 anni.

 

Secondo le stime del Centro per il giornalismo in situazioni estreme [1], tre quarti degli attentati ai giornalisti avvengono proprio a causa delle caratteristiche del loro lavoro. Questi gli omicidi di noti giornalisti che nella storia della Russia moderna hanno suscitato maggiore clamore:

 

DMITRIJ CHOLODOV

Il 17 ottobre 1994 il giornalista ventisettenne Dmitrij Cholodov venne assassinato. Il corrispondente di guerra per il quotidiano Moskovskij Komsomolez, rimase ucciso proprio sul posto di lavoro, nella redazione del giornale. Gli assassini, le cui identità ad oggi sono ancora ignote, avevano collocato in una ventiquattrore una trappola esplosiva di fattura artigianale. I conoscenti di Dmitrij raccontarono successivamente che qualcuno aveva lasciato una valigetta dentro uno degli armadietti per deposito bagagli della stazione ferroviaria Kazanskij appositamente per il giornalista. Dmitrij era convinto che al suo interno si trovassero documenti compromettenti che comprovavano informazioni relative al commercio illegale di armi da parte dei militari.

Дмитрий Холодов.
Dmitrij Cholodov

Cholodov non ebbe mai paura di scrivere su ciò che riteneva realmente importante: la corruzione negli ambienti delle forze armate, le operazioni militari. Coraggiosamente il giornalista si era recato in zone ad alto rischio, ma la morte sopraggiunse non in Cecenia oppure al confine tra l’Afghanistan e il Tagikistan bensì in una confortevole redazione di Mosca.

 

VLADISLAV LIST’EV

Uno dei più celebri giornalisti, incarnazione della televisione nazionale degli anni ‘90, autore e conduttore dei programmi “Il campo dei miracoli”[2], “Punto di vista”, “L’ora di punta”, primo direttore generale di ORT [3]. L’elenco dei risultati raggiunti da Vladislav List’ev avrebbe potuto essere arricchito di ulteriori elementi, ma il destino aveva disposto diversamente. Il primo marzo del 1995 il giornalista venne assassinato. Fino ad ora il crimine non è ancora stato risolto, è tuttavia evidente che List’ev sia stato vittima di sicari e non di rapinatori che accidentalmente si sono imbattuti in una persona famosa. Il denaro e gli oggetti personali che aveva con sé non sono stati né toccati, né danneggiati.

Владислав Листьев.
Vladislav List’ev

Questo omicidio ha rappresentato un duro colpo non solamente per il mondo del giornalismo ma per l’intero paese. Per tutto il giorno successivo su alcuni canali televisivi principali non andò in onda neanche un solo programma, ad eccezione del telegiornale. “Vladislav List’ev è stato ucciso”, questa era la scritta che videro sullo schermo i telespettatori quando accesero il televisore.

 

PAUL CHLEBNIKOV

Pavel (o, come veniva abitualmente chiamato, Paul) Chlebnikov era il creatore e caporedattore della versione in lingua russa della rivista Forbes. Sotto la sua direzione nelle edizioni iniziò a comparire materiale riguardante la politica e gli affari russi. Nel 2004 venne pubblicata sul giornale la lista delle persone più ricche della Russia. Molti di coloro che videro il proprio nome nella classifica non gradirono troppo la pubblicazione dei dati relativi al proprio benessere economico.

Пол Хлебников.
Paul Chlebnikov

Il 9 luglio del 2004 Paul fu assassinato. Contro il giornalista vennero esplosi alcuni colpi di arma da fuoco mentre usciva dall’edificio che ospitava la redazione russa di Forbes. Quando fu trasportato in ospedale era ancora vivo ma la già difficile situazione si aggravò a causa di un tragico imprevisto: l’ascensore dell’ospedale nel quale si trovava il giornalista restò bloccato. Chlebnikov morì in quell’ascensore. L’omicidio, come anche molti crimini simili, è rimasto irrisolto.

 

ANNA POLITKOVSKAJA

Il 7 ottobre del 2006 spararono alla giornalista nell’ascensore del suo palazzo a Mosca in Via Lesnaja. In qualità di collaboratrice della “Novaja Gazeta” la Politkovskaja aveva scritto molto su corruzione e conflitto in Cecenia. Dalla sua penna sono nati diversi libri, tra i quali: “Viaggio all’inferno. Diario ceceno.”, “Cecenia: il disonore russo”, “La seconda guerra cecena” [4], “La Russia di Putin”, “La Russia senza Putin”.

Анна Политковская.
Anna Politkovskaja

I probabili esecutori materiali dell’omicidio vennero trovati ma i nomi dei mandanti restano tuttora sconosciuti. I figli di Anna Politkovskaja accusarono lo Stato di inefficienza nelle indagini e presentarono ricorso contro la Russia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tuttavia non si può ancora dire che sia stata fatta chiarezza sull’omicidio.

 

 

[1] E’ un organo di difesa della stampa in Russia. Fondato nel 2000 come parte dell’Unione russa dei giornalisti, il centro si occupa di monitorare la situazione dei giornalisti nello spazio post-sovietico e di fornire loro assistenza nel caso subiscano violenze o siano perseguiti dallo Stato.

[2] Versione russa de “La ruota della fortuna”.

[3] Canale televisivo russo.

[4] In Italia pubblicato con il titolo “Un piccolo angolo d’inferno”.

 

Fonte https://diletant.media/articles/37700782/, 07/10/2021 – di Dar’ja Paščenko, Traduzione di Camilla Gentile

Camilla Gentile

Mi sono avvicinata alla lingua russa in modo del tutto inatteso quando, terminati gli studi alla facoltà di giurisprudenza, sono andata a vivere all’estero. La possibilità di abitare in vari paesi molto diversi fra loro mi ha offerto una magnifica occasione per conoscere culture e tradizioni di altri popoli e studiarne le lingue. Kiev è stata una tappa del mio percorso ed il luogo nel quale ho scoperto la mia passione per il russo.