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Proteste, turisti, sostenibilità e comunità: quattro parole per comprendere il 2021

Dietro ognuna di queste parole c’è un trend nella politica, nell’economia e nella vita sociale. Una tendenza che è stata molto sentita nell’agenda economica del sud della Russia nell’anno appena trascorso.

 

La protesta come reale forma politica

Il principale evento dell’anno non consiste solo nelle elezioni alla Duma di stato. Le combinazioni interne all’élite e le votazioni segrete nell’amministrazione presidenziale sono molto distanti dai comuni cittadini e già da tempo poco attraente anche per gli uomini d’affari. Come risultato, l’agenda politica è formata per lo più da proteste. L’anno è iniziato con proteste e fermi, in seguito all’arresto dell’oppositore Naval’nij. Poi si è verificata una serie di proteste dopo uno straordinario ripristino dell’ordine sul mercato di Rostov “Almaz”. A seguito di quest’ultimo 7-9 mila imprenditori hanno perso il proprio stand commerciale. Gli attivisti per l’ecologia della Cabardino-Balcaria in estate hanno ottenuto, tramite le proteste, la restituzione al Dzhily-Su dello status di territorio naturale di interesse regionale, soggetto a protezione particolare.

In autunno hanno protestato gli abitanti di Gelendžik e Anapa contro i progetti dei nuovi piani generali, che minacciano le loro abitazioni e i loro guadagni. Gli abitanti di Gorjačij Ključ ad oggi continuano a protestare contro la costruzione di una discarica per i rifiuti solidi urbani. Le proteste funzionano; esse attirano l’attenzione dei media, le autorità sono obbligate a reagire e, allo stesso tempo, reagisce tutta la gerarchia.

Nella pratica si continua a evidenziare sempre la stessa situazione: le proteste diventano un pretesto per il dialogo nelle situazioni in cui ci sono chiari problemi di comunicazione. Senza dubbio, sia le autorità che gli attivisti dichiarano sempre che hanno fatto fin dall’inizio tutto il necessario per questo dialogo. Il problema, però, è sempre stato che il dialogo di fatto non c’era. Le proteste rendono gli attivisti e gli opinion leader figure di gran lunga più significative, rispetto ai politici di partito eletti.

Il flusso a sud della Russia

Da gennaio ad agosto il flusso verso le località turistiche del Krasnodarckij kraj è cresciuto di 1,6 volte (fino a 12,4 milioni), superando i dati pre-pandemia del 2019. La Crimea in questo anno appena trascorso ha stabilito il record post sovietico di visite: 8,4 milioni di persone in nove mesi, cioè il 25% in più del 2019. L’aumento del flusso di turisti verso il Sud è stato favorito dal programma di rimborso del 20% del costo del tour da parte del Rosturism (l’agenzia federale per il turismo). Da programma sono stati comprati più di 700 mila voucher, le cui principali destinazioni sono state il Kuban’, la Crimea e Stavropol’. La compagnia “Kurorty Severnovo Kavkaza” ha comunicato che il flusso di turisti quest’anno è cresciuto dell’85% in confronto a quello del 2019.

C’è anche il fattore dei mutui statali agevolati; secondo questo piano i cittadini russi avevano la possibilità di acquistare una superficie abitabile in qualunque città russa e le città a sud della Russia, in particolare Soči e Krasnodar, sono diventate centri di attrazione per chi desidera acquistare una nuova abitazione; ciò ha portato a un’impennata dei prezzi al metro quadro a Sud in generale.

Sullo sfondo dello stesso flusso, a Sud è comparsa una serie di progetti di investimento, legati alla creazione di luoghi di villeggiatura e alla modernizzazione delle infrastrutture delle città, che si preparano ad accogliere più visitatori. Ad esempio, il luogo di villeggiatura ecologico “Lagonaki” si prepara a costruire sette funivie entro il 2024 e hotel da 2,5 – 3000 camere. A Taganrog è comparso un intero programma di sviluppo– chi ci avrebbe mai pensato seriamente, se non fosse stato per la svolta verso il turismo interno. Da questo cambiamento il Sud otterrà davvero più delle altre regioni, perché le persone oggi si recano proprio qui.

Sviluppo sostenibile come lingua delle relazioni pubbliche

La particolarità di quest’anno è la discussione generale sullo sfondo della crisi da parte delle autorità e delle grandi e medie imprese della cosiddetta agenda dello sviluppo sostenibile, e anche di fatto la trasformazione dei principi ESG da desideri a obblighi da soddisfare. Questa pretesa riguarda sia i governi regionali che le imprese in generale.

Tuttavia, bisogna capire che tutta questa agenda serve prima di tutto a quelle imprese che sono abituate a stabilire un dialogo con le istituzioni. La sostenibilità con tutte le sue numerosi componenti adesso è la nuova lingua comune della sfera delle relazioni governative, sulla quale si possono trovare accordi. Non sempre dalle discussioni sulla sostenibilità si ottengono reali iniziative, indirizzate ai cambiamenti della società e dell’ambiente; in questo ambito per ora ci sono ancora molti giochi di parole, e, nonostante ciò, lo stesso vocabolario degli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’ONU nel 2021 è diventato popolare.

È difficile non riconoscere che questo cambiamento era desiderato. Tuttavia, il settore corporativo con a capo le aziende transnazionali oggi, in questa agenda, si sente molto più sicuro: qui si è già iniziato a progettare, classificare e stimolare i partner. Il passo successivo, che per ora si può formulare solo come sfida, è imparare a fare lo stesso a tutti i livelli del potere.

Boom di comunità e industrie creative

Nell’anno appena trascorso “Expert JUG” ha realizzato un progetto dedicato allo sviluppo delle comunità a sud della Russia. Siamo giunti alla conclusione che stiamo vivendo un boom di comunità tra le quali le più attive sono quelle cittadine, imprenditoriali e professionali. La creazione e la gestione delle comunità è diventata una tecnologia di cui qualunque leader o team carismatico possono armarsi. Proprio le comunità oggi spesso formano un’agenda nelle città e nei settori; qui si crea l’ambiente per lo sviluppo degli imprenditori e degli esperti dei più svariati profili. Le comunità più attive sono nella sfera no profit e nella sfera dell’industria creativa, del cui sviluppo quest’anno si è preoccupato particolarmente il centro federale.

A queste industrie appartiene tutto ciò in cui le persone hanno imparato a guadagnare sui prodotti dell’attività intellettuale, dalla sfera informatica e dall’architettura fino all’artigianato e alla cultura. Il loro ruolo nell’economia cresce in fretta e questo è un trend globale. Non si può dire che nel Sud ci siano delle condizioni straordinarie per lo sviluppo di queste sfere. Sembra che il maggior vantaggio del Sud consista solo nel fatto che ci sia più caldo e che, per questo motivo, di nuovo, le persone vengono qui. D’altra parte, la regione di Krasnodar ha già elaborato una concezione dell’industria creativa ed è una delle prime regioni a Sud che ha approfittato del trend. Ma il boom dei cluster creativi, delle piazze d’arte e dei festival nel migliore dei casi è atteso nella prossima stagione.

 

Fonte Expert.ru, 10/01/2022 – di Vladimir Kozlov, Traduzione di Eleonora Groppi

 

Eleonora Groppi

Da quando ho avuto l’occasione di studiare la lingua e la cultura russe all’università, non ho mai smesso di innamorarmi di tutte le loro sfaccettature. Tradurre è per me un modo per rendere accessibile a tutti questa meravigliosa cultura.